Labyrinth: Live Report della data di Codevilla (PV)

Il “Freeman Tour” dei Labyrinth prosegue al Thunder Road di Codevilla, locale della provincia pavese. Colpisce innanzitutto l’ottima affluenza di pubblico, segnale inconfutabile di come i Labyrinth siano ormai consideranti con merito tra le più importanti realtà del panorama metal tricolore. A quanto pare i nostri si possono concedere il lusso di attirare fasce di pubblico eterogenee riunite sotto il denominatore comune della buona musica. Basta dare uno sguardo superficiale alla chiassosa platea per accorgersi di quanti background musicali siano questa sera confluiti al Thunder Road: dal rock italiano al dark, dal metal classico al black metal.

Ad aprire le danze sono i pavesi/piacentini Dark Horizon, band forte della seconda ed ottima release ‘Dark Light’s Shades’, un notevole platter di metal classico che vanta una combinazione tra il power melodico, momenti folk e A.O.R. E’ proprio su ‘Dark Light’s Shades’ che si concentra il set proposto dai Dark Horizon, dal quale spicca per enfasi guadagnata in sede live la trilogia dedicata alla figura storico/leggendaria di Annibale. Trascinati dal bravo singer Roberto Quassolo (che ormai sembra anche aver sviluppato discrete doti intrattenitorie) i Dark Horizon offriranno una performance priva di sbavature. Una buona parte dell’audience si assiepa sotto lo stage e li incita a gran voce, dimostrazione di come la band possa ormai vantare un seguito affezionato.

Lo show dei Dark Horizion si conclude tra l’approvazione dei presenti e lascia spazio ai Labyrinth, veri mattatori della serata. Il set dei Labyrinth si concentrerà in massima parte sul nuovo ‘Freeman’, successivo gradino nell’evoluzione sonora dei nostri, un album che pur non rinnegando le radici power metal, mostra come la band sia in grado di flirtare con elementi più squisitamente progressive, compiendo un ulteriore “cambio di pelle” album dopo album.

Roberto Tiranti è il vero protagonista dello show: istrionico e in gran forma non mancherà di intrattenere il pubblico con battute sornione e tanta grinta, mantenendo sempre viva l’attenzione dei presenti. Peccato che debba scontrarsi con un’acustica non propriamente eccezionale, vale a dire i volumi alti e la troppa eco con la quale il Thunder Road si ritrova a far mestamente i conti da tempo. Poco male, lo show risulta comunque piacevole e professionale, e raggiunge picchi emozionanti nel rispolvero delle “vecchie” hit della band: la sempre toccante ‘Lady Lost In Time’, un’inaspettata ‘Piece Of Time’ e ovviamente ‘Moonlight’, brano reclamato a gran voce dal pubblico.

Ed è inutile sottolineare come l’audience sia tutta per loro e come la partecipazione si manterrà su livelli elevati per tutti i novanta minuti dello spettacolo. Oltre alla notevole performance di Roberto Tiranti, segnaliamo quella della new entry Pier Gonella, venuto a sostituire il non facile ruolo vacante di Olaf Thorsen. I riff tessuti da Pier e dall’altro axe-man Andrea Cantarelli si amalgamano molto bene, mostrando in particolare negli assoli l’anima più squisitamente metallica del Labirinto. Uno spettacolo piacevole e convincente per una band che dopo le vicissitudini interne mostra una gran voglia di ritornare sul podio.

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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