Borknagar: La legge universale – Intervista

Nella mia recensione ho definito “Universal” come un link tra la potenza di “Empiricism” e la melodia di “Origin”, rivelandosi l’album più squisitamente progressive dei Borknagar. Sei d’accordo?

“A dire il vero credo che “Epic” sia il nostro disco progressive per eccellenza. Posso essere d’accordo con te ma parlerei più di una questione di eclettismo. Mentre componevamo “Universal” abbiamo voluto incorporare tutte le influenze musicali che ci hanno fatto diventare quello che siamo oggi. Ho voluto che fossimo ispirati semplicemente da noi stessi, ma senza guardare troppo indietro. “Universal” è un album pieno di differenti idee musicali, ma non per questo lo definirei progressive.”

Come lo descriveresti allora? “Universal” è uscito quattro anni dopo “Origin”, immagino sia stato il risultato di un processo compositivo lungo e complesso…

“La buona musica non si può descrivere a parole, ma in linea generale lo definirei potente, epico ed atmosferico. Il tutto messo insieme a modo nostro, naturalmente. A dire il vero non abbiamo impiegato quattro anni per comporlo, semplicemente abbiamo fatto le cose con calma, dal nostro punto di vista questo nuovo lavoro è il primo capitolo del nuovo percorso musicale della band.”

Questa volta Vintersorg sembra molto più libero di esprimersi nelle sue parti vocali, è così? Ha avuto un ruolo attivo nella stesura dell’album?

“Vintersorg è sempre stato libero di fare quello che voleva, non pongo limiti all’espressività musicale altrui. Naturalmente discutiamo a lungo e proviamo soluzioni differenti fino a che non raggiungiamo un risultato del quale siamo tutti soddisfatti. Vintersorg è pienamente coinvolto nella fase di composizione, lui e ogni membro della band in egual misura.”

Devo complimentarmi per lo splendido gusto seventies che emerge durante l’ascolto. Quali band storiche sono per voi una fonte di ispirazione e quali tra gli acts recenti apprezzate di più?

“Ci sono state grandi band in quel periodo, ma i Pink Floyd, gli Uriah Heep e i Jethro Tull sono stati fondamentali in quanto fonte di ispirazione. Non ho una band odierna preferita, in genere apprezzo il tipo di sound quando è vivo e organico, ma la maggior parte delle produzioni di oggi è piatta, ultra-effettata e senza anima.”

Sul brano “My Domain” compare come vocalist ICS Vortex, un’altra grande voce del panorama nordeuropeo dal mio punto di vista. Come mai proprio il vostro ex-cantante?

“Il brano “My Domain” è stato scritto anni fa, quando Vortex era il nostro cantante. Per vari motivi non abbiamo mai registrato quel pezzo mentre lui era nella band e quando, attorno al 2005 ho iniziato a lavorare su “Universal”, ho chiesto a Vortex se gli andasse di cantare quella canzone. Gli era sempre piaciuto quel pezzo, così ci ha raggiunti in studio per registrarlo. Abbiamo passato dei bellissimi momenti insieme.”

Cosa mi dici delle due bonus tracks “Coalition Of The Elements” e “Loci”? Hanno qualcosa in particolare?

“Tutte le nostre canzoni hanno qualcosa in particolare! Semplicemente avevamo troppo materiale per questo album e volevamo mantenere la durata sui quarantacinque minuti di ascolto. In realtà ne avevamo cinquantacinque, così abbiamo deciso di togliere due canzoni e di serbarle per un’edizione speciale e limitata. Detto, fatto. Mi piacciono entrambe le canzoni, non si tratta assolutamente di materiale di scarto, solo la scelta migliore per concludere la versione lunga dell’album.”

Avete seguito un determinato argomento da un punto di vista lirico?

“Sai, abbiamo sempre utilizzato la natura come scenario dei nostri testi. Ogni canzone affronta un tema diverso oppure ha una prospettiva diversa, ma tutto basato su di una visione del mondo naturalistica. Con “Universal” ho voluto proiettare il pensiero pagano in una prospettiva cosmica, da qui l’origine del titolo.”

I Borknagar iniziarono la loro carriera nei primi anni ’90, legandosi al movimento del black metal d’avanguardia insieme a Ulver e Arcturus. Cosa rimane oggi di quel periodo?

“Rimane lo spirito ribelle. In quei tempi la scena musicale norvegese era estremamente conservatrice e poneva dei grossi limiti. Sono certo che i Borknagar così come appunto gli Ulver e gli Arcturus abbiano contribuito a rompere quei limiti a favore di un approccio progressive e sperimentale nella scena metal norvegese. E sono lieto di essere stato parte di un movimento che ha reso il metal norvegese qualcosa di unico e duraturo.”

“Universal” è il vostro primo album per Indie Recordings. Come mai un’etichetta indipendente e relativamente piccola dopo Century Media?

“L’uscita di “Origin” sanciva il termine contrattuale con Century Media, la label avrebbe voluto stipularne uno nuovo ma noi necessitavamo di alcuni cambiamenti. Le nostre esigenze non erano più le stesse. Indie Recordings ci ha fatto un’offerta vantaggiosa unita a un buon pacchetto promozionale. E noi abbiamo accettato. Tutto qui.”

Per concludere, vuoi lasciare un messaggio ai vostri fan italiani?

“Grazie per il supporto e per l’attenzione, ragazzi! Non perdete il nuovo album!”

 

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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