ZZ Top – Recensione: La Futura

Eccolo qui: il nuovo album dei texani ZZ Top, il primo per la American Recordings di Rick Rubin, atterra finalmente, nove anni dopo “Mescalero”, alcuni mesi dopo il piccante EP-antipasto “Texicali”: curiosa la scelta di riproporre i quattro brani che lo componevano nel medesimo ordine in apertura di “La Futura”. Di questi si è già detto in altra sede, qui è sufficiente limitarsi ad una conferma della validità e all’attestazione di quanto resistano ascolto dopo ascolto, invitando anzi subliminalmente ad alzare il volume e lasciarsi graffiare, dal groove di “I Gotsa Get Paid” al bollente blues di “Over You”, passanto per i boogie “Chartreuse” e “Consumption”.
Passando agli altri pezzi, si può dire che riprendano questo efficace schema: l’irresistibile groove (ancora) di “Heartache In Blue”, e pure la diretta “I Don’t Wanna Lose, Lose You”, con i funambolici contrappunti chitarristici di Billy Gibbons e la sensazione che faccia sempre più caldo. E’ indubbio, traccia dopo traccia, che il matrimonio finalmente consumato con Rick Rubin, vecchio amico di Gibbons, dia dei frutti che fanno pensare ad una nuova giovinezza degli ZZ Top e ad un ritrovato amalgama tra Gibbons, Hill e Beard. Il trio è capace, come ai bei tempi, di costruire e improvvisare divertendosi e divertendo su spunti buttati sul ring dallo stesso Rubin, che tanto per fare un esempio ha preso da Gillian Welch il seme di “Chartreuse” e “I Don’t Wanna Lose, Lose You”. L’inconfondibile interpretazione e l’ironia di Billy Gibbons, le sue estemporanee invenzioni chitarristiche sorrette da linee di basso mai banali disegnate da Dusty Hill e dall’elasticità di Frank Beard sono il minimo comune denominatore di un discorso che si mantiene sempre interessante e che sa quando calcare la mano, fermarsi per poi ripartire. “Flyin High” e “Big Shiny Nine” proseguono, in effetti, sulla strada della semplicità con un hard rock ruvido e cotto al punto giusto, il blues “It’s Too Easy Mama” sembra provenire con genuinità da un’altra epoca sonora e temporale. L’andamento sornione della conclusiva “Have A Little Mercy” è lo specchio della genialità di questa band ancora attuale e di nuovo in pista a tutti gli effetti.
Concisi – l’album dura meno di 40 minuti, diretti, abrasivi al punto giusto, con “La Futura” gli ZZ Top tornano a proporre con credibilità esattamente ciò che li ha sempre contraddistinti, mettendo in vetrina una forma e una lucidità decisamente confortanti. Sicuramente uno dei platter più frizzanti dell’anno!

Voto recensore
7,5
Etichetta: American Recordings / Universal

Anno: 2012

Tracklist:

01. I Gotsta Get Paid
02. Chartreuse
03. Consumption
04. Over You
05. Heartache in Blue
06. I Don t Wanna Lose, Lose, You
07. Flyin High
08. It's Too Easy Maana
09. Big Shiny Nine
10. Have a Little Mercy


giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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