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L.a. Guns – Recensione: The Devil You Know

A distanza di due anni dalla reunion degli L.A.Guns di Phil Lewis e Tracii Guns e dell’uscita dell’ottimo “The Missing Peace” a cui è seguita la release del pregevole live album “Made In Milan” nel 2018 ritroviamo i pistoleri più selvaggi della città degli angeli alle prese con un nuovo lavoro “The Devil You Know”.

La band in tutto questo tempo non solo è stata costantemente in tour, ma è anche riuscita a trovare il tempo di sfornare queste nuove undici composizioni che sonicamente riescono a coprire un background musicale molto ampio che spazia dai Led Zeppelin agli Hellacopters facendo comunque emergere in modo distinto il loro trade mark sonoro che è sempre prepotente e personale.

Un lavoro questo che bilancia in modo accurato una nuova vena più metal ed oscura come si evince dall’iniziale e diretta “Rage” e l’aggressiva e potente titiletrack ad un sound più street e legato al loro passato come in “Stay Away”o alla selvaggia e sleazy “Loaded Bomb”. “Needle to The Bone” è una rock song spassosa, sparata a tutta velocità, così come “Going High” caratterizzata da un riff tanto prepotente quanto magnetico in cui emerge l’inconfondibile timbro di Lewis. Con “Gone Honey” ritroviamo gli L.A.Guns più ruffiani e viziosi che tanto ci piacciono, mentre “Don’t Need To Win” è più quadrata con chitarre precise e sempre al vetriolo a cui segue la Kravitziana “Down That Hole”, composizione sinuosa e seducente dal fortissimo appeal commerciale.

Dopo tanto sfrenato divertimento è tempo dell’electric ballad “Another Season In Hell”, pezzo di oltre sei minuti dove spicca l’interpretazione sofferta e molto sentita di Lewis che ci conduce all’ultimo brano, la bonus track, l’esplosiva e sfrenata “Boom” che ci da letteralmente il colpo di grazia. Un ritorno con il botto questo degli L.A.Guns che sancisce ancora una volta la ritrovata alchimia tra i due leader Lewis e Guns in un album davvero riuscito e che sa elevarsi una spanna più in alto di altre mille band del genere. Perché loro sono stati tra i pionieri di questo tipo di sonorità e ora come in passato ne sono ancora i leader.

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