Aor – Recensione: L.A. Attraction

Con un monicker che non potrebbe essere più esplicito, il progetto messo in piedi dal chitarrista francese Frederic Slama – e giunto al sesto appuntamento – mira ad accontentare i fan dell’AOR (!) più leggero e sofisticato, spesso e volentieri sconfinante nel pop e nel soul: non a caso, tra gli ospiti di cui Slama si circonda, fanno la loro comparsa nomi che questa scena la rappresentano, come Steve Lukather, Tommy Denander, Michael Landau e Philip Bardowell, tanto per citare solo quelli più noti. Una successione di pezzi gradevoli, che accarezzano senza graffiare, buoni come sottofondo e purtroppo poco più. Peccato, visto il dispiegamento di collaborazioni, che non si sia riusciti a fare di meglio. La produzione è cristallina, le performance impeccabili, e allora, come troppo spesso accade, le lacune vanno ricercate in composizioni poco ispirate. La classe in campo è su livelli altissimi, ma quando manca la fantasia si finisce per cadere nel ripetitivo. Sempre la classe, d’altra parte, tiene in piedi più che dignitosamente un album che in altre mani sarebbe potuto naufragare. E poi ci sono delle vere e proprie gemme, specialmente quando a cantare c’è Philip Bardowell: a lui, che dopo l’eccellente prova solista si conferma una delle voci più calde e mature del panorama AOR, va buona parte del merito per i “pro” di quest’album. Fondamentale, nel sound, anche il basso di Denander (essenziale il suo pulsare nell’elegante ‘Last Chance At Love’).

Calda e passionale l’apertura, affidata alla voce di Bardowell con ‘How I Could Forgive Her’, pezzo che sembra essere uscito dalle session di ‘In The Cut’. E ancora, l’ariosa ballad ‘Like An Open Book’ e, più in là, la più ritmata ‘Last Chance At Love’, altra performance da brividi di Bardowell, che si ripete su livelli da pelle d’oca anche nella passionale ‘L.A. Winds’. Stupisce, all’interno di un album tanto omogeneo, la diversione stilistica operata con ‘Give A Little Love’, pezzo dalla tinte R&B cantato da Dane Donohue, prima della chiusura affidata alla strumentale ‘Lost In Your Eyes’.

In definitiva, un album nettamente al di sopra della media nelle cinque tracce dove dietro il microfono c’è Bardowell, mentre per il resto si tratta di ordinaria amministrazione, a metà tra il gradevole e il monotono.

Voto recensore
6
Etichetta: MTM/Frontiers

Anno: 2006

Tracklist:

01. How Could I Ever Forgive Her

02. Don't Ever Say Goodbye

03. One More Chance

04. Like An Open Book

05. The House Of Love

06. Tears In The Rain

07. I Won't Give Up On You

08. The Spark Of My Soul

09. Last Chance At Love

10. L.A Winds

11. Give A Little Love

12. Lost In Your Eyes


giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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