Axel Rudi Pell: L’era Mystica – Intervista

Buonasera Axel, inizierei questa intervista cominciando a focalizzare il tuo stile che si è sempre contraddistinto per un mix perfetto fra hard rock ed heavy metal. In quest’ultimo album, però, sembra che tu abbia scelto di non inserire nella tracklist le tue classiche speed song; è evidente invece che ti sei concentrato maggiormente sul lato propriamente hard rock del tuo stile. Sei d’accordo?

“Si, ‘Mystica’ è decisamente hard rock oriented… e poi mi ero stancato di cominciare i miei album con una speed power song. Del resto l’ho sempre fatto ultimamente. Comunque nel corso della tracklist ci sono in ogni caso brani più veloci ma mai speed metal come nel passato.”

Possiamo definire ‘Mystica‘ un concept album?

“Assolutamente si, la maggior parte dei pezzi compone un puzzle che si unisce agli album precedenti. Ma come sempre ci sono alcuni pezzi che escono dallo schema.

Ad esempio ‘Rock The Nation’ che è un’esaltazione del rock in genere. Poi ‘No Chance To Live’ che è un attacco alla vivisezione e in generale all’uso degli animali in laboratorio; infine ‘Living A Lie’ che riguarda i rapporti fra uomo e donna, spesso dolorosi.”

Quindi il resto del CD è un concept… di estrazione fantasy immagino…

“Esatto ed è collegato ai concept dei precedenti album, come ad esempio ‘Kings And Queens’.”

Ecco perché anche a livello di artwork ritornano le figure scolpite sulla roccia di ‘Kings And Queens’…

“Infatti tutto è collegato. Nei precedenti album i figuri che vedi nella copertina di ‘Mystica’ intraprendevano una loro missione; nell’ultimo CD, dopo aver sconfitto il male e aver recuperato l’arfetatto magico oggetto della loro ricerca, una corona, i nostri ritornano a casa, ovviamente non senza peripezie. Le vicende del ritorno e dell’utilizzo della corona è l’oggetto principale delle canzoni che non ho citato prima.”

Ma come hai lavorato a ‘Mystica’? Come sei arrivato al prodotto concluso?

“Durante le le tournee per il precedente ‘Kings And Queens’, avevo maturato buone idee per nuovi brani; ho iniziato a lavorarci fra la fine del 2004 e l’inizio del 2005, nel bel mezzo della baraonda insomma.

Le liriche dei pezzi le ho scritte durante il 2005; il grosso del lavoro di registrazione e messa a punto è durato poi circa 5 o 6 settimane e poi abbiamo partorito ‘Mystica’, ahah.”

Come sempre hai scritto tutto tu dalla musica ai testi?

“Si, come sempre; per I testi mi son fatto un po’ aiutare ma è tutta mia inventiva.”

Anche stavolta nonostante i bravissimi musicisti che hai a disposizione non hai fatto esprimere a loro neanche parte di un brano?

“No perchè lo stile di questa band è consolidato. I ragazzi del gruppo sono tutti bravissimi professionisti ma compongo da sempre tutto io e non vedo perchè dovrei cambiare adesso dopo tanti anni.”

A proposito di band… la line-up del gruppo sta incredibilmente superando tutti i record della tua storia. La stabilità e il buon rapporto fra i musicisti del gruppo sono un segno del fatto che le cose stanno andando molto bene?

“Si, senza ombra di dubbio. Questa formazione ormai regge dal 1998 e sta dando ottimi risultati. Dal vivo è la miglior line-up che abbiamo mai avuto, con Jonny Gioeli alla voce semplicemente istrionico, Mike Terrana alla batteria che è una certezza, Ferdy Doernberg, alle tastiere, che è solido e sempre propositivo ed infine Volker che mi segue da sempre ed è una presenza silenziosa ma sicura.

In questi anni siamo anche diventati molto amici e anche se non ci frequentiamo spesso può capitare di passare del tempo assieme con alcuni di loro.”

Ma puoi descrivermi i componenti della tua band in modo più personale, come sono in realtà? Magari qualcosa di esclusivo che non spifferi di solito?

“Beh, dunque… Mike è un vero showman anche nel privato, non smette mai di dire battute e cercare di coinvolgere chi gli sta attorno. Dopo colazione poi, alla mattina, è irrefrenabile, spara cazzate una dietro l’altra senza mai smettere! Ferdy è una sorta di dizionario vivente per quanto riguarda la musica.

Quando non ricordiamo qualcosa chiediamo a lui che subito ci espone tutto nel modo corretto. Inutile aggiungerei che è anche molto serio e parla molto.

Johnny, beh… , è un ragazzo solare, sempre allegro; non l’ho mai visto una depresso in tutti questi anni.

Volker infine è un vero amico, di quelli che trovi poche volte nella vita. Mi segue e suoniamo insieme da sempre (anche negli Steeler, vecchia band di Axel, ndr). Con Axel Rudi Pell, la band, c’è fin dagli inizi. Se ho bisogno di un appoggio in qualsiasi momento so che lui c’è.”

Quasi tutti i musicisti della tua band, ad esclusione di Volker, suonano in altri gruppi, come ad esempio Mike con i Rage, Artension, Ferdy con i Taraxacum, Johnny con gli Hardline; ti passano mai i loro album da sentire? Che ne pensi? E soprattutto come fai a programmare il tuo lavoro con musicisti iper-impegnati come Terrana?

“Per quanto riguarda gli impegni posso dirti che questo è un problema se non ti organizzi. Noi decidiamo di anno in anno come muoverci. Quindi con Mike, che è il più indaffarato, abbiamo già pianificato gli impegni per il 2007 e il 2008 tanto per farti un esempio. Questo è l’unico modo per poter lavorare con musicisti professionisti.

Sui lavori di Mike, Ferdy e degli altri con altre band invece… si, loro mi passano i loro dischi, ma ti devo confessare che non li ascolto… ahahah, non mi interessa ascoltarli e loro lo sanno.

Per Johnny devo dirti che gli Hardline, la sua band, è ferma da tempo anche se lui mi ha detto che forse una label italiana ha chiesto a lui ed a suo fratello di realizzare un terzo CD.”

Immagino si tratterà della Frontiers records…

“Si, esatto. Comunque il gruppo ora è fermo e non rappresenta certo un ostacolo per Axel Rudi Pell. Vedremo che ne sarà del terzo disco degli Hardline. Io avevo contattato Johnny dopo esser rimasto colpito dalla sua voce sul primo album, uscito ben più di dieci anni fa.”

Questo è singolare perché difatti tendi sempre a scegliere dei cantanti, per la tua band, che provengono dall’AOR come Johnny, oppure come Jeff Scott Soto. Come mai invece non opti per heavy metal screamer?

“Perché li ritengo più preparati ed in genere hanno un livello interpretativo più ampio. Sia Jeff che Johnny secondo me rispondono a queste caratteristiche, come pure Rob Rock.”

Ma tu sei ancora in contatto con loro? Intendo con Jeff e Rob?

“No, non molto. Jeff non lo sento da ormai 2 o 3 anni, anche se una delle ultime volte che ci siamo sentiti ero salito sul palco con lui per una sorpresa. Invece Rob rock non lo sento da almeno 5 anni…”

A dir la verità su ‘Eyes Of Eternity’ che è il secondo album solista di Rob Rock, c’è un tuo assolo nel brano ‘The Hour Of Dawn’ e il disco pè uscito nel 2003, ossia tre anni fa…

“Ah!! E’ vero, hai ragione, me ne ero scordato! Si, Rob mi contattò per farmi sentire questo pezzo in cui voleva inserire un assolo di ogni chiatarrista che stimava o con cui aveva lavorato (in effetti il brano dura più di 12 minuti in cui gran parte sono assoli di chitarra, di ben 15 axemen diversi, ndr); io ho registrato il mio e gliel’ho mandato. Mi sembra sia stato un ottimo lavoro vero?”

Si, senz’altro. Parlando invece di live show… tu sei stato per la prima volta con il gruppo in Italia in occasione del Tradate Iron Fest dell’anno scorso. Che ricordi hai di quella sera? Io ricordo che fu un ottimo concerto e che Johnny sul palco fu davvero un incredibile frontman…

“Si, fu un ottimo concerto e ci si teneva tutti a fare una bella figura anche perché era la nostra prima volta in Italia. Peccato che ci fosse poca gente, forse perché in concomitanza, a distanza di pochi giorni, c’era il Gods Of Metal. Comunque a livello organizzativo e per lo show in sé abbiamo ottimi ricordi, anche grazie all’affetto dei fan che non ci avevano mai visto, tranne i pochi che erano venuti fino in Germania sino ad allora.”

Ma avremo modo di rivedervi per il tour di ‘Mystica’ anche in Italia oppure dovremo aspettare ancora diversi anni?

“Sino ad ora abbiamo pianificato la prima parte del tour e l’Italia non è prevista. Se ci riusciamo la inseriremo per la seconda parte, con l’inizio del 2007. Vedremo.”

Per concludere l’intervista cambiamo leggermente argomento…

Come sai in Italia come all’estero molto critici della tua band lamentano il fatto che i tuoi dischi sembrano tutti uguali fra di loro, privi di spunti originali o innovativi. Come rispondi a questi critici?

“Che possono baciarmi il culo! Axel Rudi Pell ha una sua identità e suona con il suo stile, se non vi piace fottetevi.”

Quindi i tuoi fan possono star tranquilli… non dovranno mai corere il rischio di tuoi esperimenti…

“Ahahah, si, possono dormire tranquilli… ogni disco di Axel Rudi Pell sarà sempre una garanzia di coerenza e tradizione. A me piace suonare in questo modo e non intendo cambiare.”

 

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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