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Kuolemanlaakso – Recensione: M. Laakso – Vol.1: The Gothic Tapes

“Vol. 1: The Gothic Tapes” esce con il moniker Kuolemanlaakso ma sembra sia stato concepito più come un disco solista dell’ex Chaosweaver Markus Laakso, che per l’occasione si occupa anche delle voci oltre al consueto ruolo di chitarrista e tastierista. E’ infatti assente il front man Mikko Kotamäki, assorbito dagli impegni con i suoi Swallow The Sun e al quale sono demandate solo alcune piccole parti vocali; inoltre il platter fa registrare notevoli cambiamenti se rapportato ai primi due dischi della band.

Questa volta il buon M. Laakso non si cimenta con il doom/death lacrimevole e riflessivo delle precedenti releases ma vira verso un gothic rock/metal decisamente più arioso e disimpegnato, sebbene malinconico e sobrio. Ad un ascolto di “Vol.1: The Gothic Tapes” viene subito in mente una mandata di band connazionali come i Sentenced della seconda fase, gli Entwine oppure i Charon, richiamati nei testi introspettivi e nel tiro rock delle canzoni.

L’utilizzo della lingua inglese rende inoltre questo lavoro appetibile per un pubblico più vasto. Lo capiamo subito da un pezzo arrembante e canterino come “Children Of The Night”, che apre le danze con il suo dinamismo e il refrain ficcante declamato dal crooning profondo del nostro. Sono otto i brani proposti, tutti piuttosto mnemonici ma altrettanto eleganti. “Roll The Dice With The Devil” e “Where The Rivers Runs Red” hanno tutte le potenzialità del singolo, dove la prima è un poco più fisica, con un maggiore apporto delle chitarre e l’utilizzo sebbene sporadico, dello screaming.

Una menzione anche per “She Guides Me In My Dreams”, con alcuni accenni di musica mediorientale e atmosfere che ricordano i Sisters Of Mercy, arricchita inoltre dall’apporto vocale di Helena Haaparanta dei Crimfall, che sarà poi assoluta protagonista sulla ballad “Deeper Into The Unknown”. “No Absolution” ci riporta temporaneamente nei territori del doom/death, è molto più arcigna e d’impatto, mentre la chiusura è affidata alla struggente “My Last Words”, con abbondanza di chitarre acustiche e tastiere.

“Vol.1: The Gothic Tapes” non sfrutta certo idee innovative, ma la rilettura di queste sonorità, molto più popolari tra la fine degli anni’90 e la prima metà dei 2000, è godibilissima e le canzoni sono tutte coinvolgenti. Resta da vedere se i Kuolemanlaakso intraprenderanno definitivamente questa direzione oppure torneranno al vecchio sound.

 

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