Tad Morose: “Matters Of The Dark” – Intervista a Krunt Andersson

Strano come vadano le cose: quindici anni fa, una band come questa sarebbe stata perennemente portata agli onori della cronaca, ora invece è come se si stesse assistendo ad una vera e propria “caccia alle streghe”: “Suoni power (Dio, come odio questo termine!!) metal? Ma dove vuoi andare!! Mettiti piuttosto a spaccare i timpani col NU metal o meglio ancora, con  qualcosa di più duro e di tendenza, che è così che si fanno i soldi!” (Luca, la citrosodina non si inala, quante volte te lo dobbiamo ripetere???;) ndFabio). Fortuna vuole che ci sia qualcuno che fa orecchie da mercante e che, stoico, prosegue sulla sua strada, non senza sacrifici e pagando il prezzo salato che solo l’underground può presentare. Christer “Krunt” Andersson è a capo di una di queste bands, i Tad Morose, che dalla loro hanno una caparbietà ed un’ ostinatezza che li ha portati a festeggiare da poco il decimo anniversario della loro formazione, con diversi cambi di line up, d’accordo, ma pur sempre fedeli alla linea dell’ Heavy Metal.

Sono passati dieci anni dalla vostra prima uscita: cosa ricordi di quei giorni?

“Wow, abbiamo già alle spalle dieci anni ! E’ davvero un sacco di tempo, se tieni conto che molte band svedesi si bruciarono nel giro di un paio d’anni! Credo che i periodi più eccitanti siano da ricercare nei primissimi anni di attività; quando iniziammo il nostro approccio “serio” alla musica, correva l’anno 1991, e la scena metal era in totale fermento: da noi, negli stati scandinavi, era addirittura in fase embrionale. Dedicandoci alla registrazione di demos, i quali contenuti sarebbero andati a finire sul nostro primo disco “Leaving The Past Behind” (datato 1993), mi resi conto che vivevo un sogno diventato realtà, ma mai come quando registrammo il nostro secondo lavoro “Sender Of Thoughts”: lì capimmo che il nostro, non era solo un exploit momentaneo. Di album in album, è venuto poi il contratto con la Century Media, che ci ha permesso di realizzare uno dei nostri migliori albums, “Matters Of The Dark” , e di approdare anche sul palco del Wacken 2001!”

Ricordo la vostra esibizione: pur essendo inizio pomeriggio, il popolo del Wacken vi  tributò un’ ottima accoglienza!

“Anch’ io la ricordo ! Era veramente presto, circa le quattro del pomeriggio di sabato, e molti erano ancora a dormire, rimbambiti dal giorno prima, ah! Ah! E’ stato grande comunque , perché almeno duemila persone erano li per noi!”

Spicca notevolmente la maggiore aggressività rispetto allo scorso “Undead”, ma anche una molto più marcata vena ottantiana , nel vostro sound.

“Al termine del missaggio, è un’ impressione che ho avuto anch’io; ma non vedo “Undead” meno aggressivo rispetto a “Matters..”, anche se è vero che la nostra intenzione è quella di incattivire di più, il metal che proponiamo, ogni album che passa. Il che potrebbe sembrare una cosa un pò banale, visto che credo sia il ragionamento che fanno molte delle bands che suonano la nostra musica.”

Al Wacken 2001 hanno stupito tutti per presenza scenica e precisione tecnica.. ora, quando andrete a rendere omaggio ai Demon al loro concerto italiano, ricordatevi che la band inglese avrà di supporto cinque ragazzi, che meriteranno qualcosa di più che una tiepida accoglienza!

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi