Krisiun – Recensione: Forged In Fury

Da sempre seguiti con grande interesse dagli appassionati dell’underground i brasiliani Krisiun non hanno invece in chi scrive mai suscitato troppo entusiasmo, con la sola eccezione del precedente “The Great Execution”, disco nel quale in nostri avevano finalmente trovato una quadra nel proprio stile, mettendo così meglio a fuoco le qualità tecniche e compositive di cui sono sempre stati dotati.

In linea con le migliori aspettative questo nuovo “Forged In Fury” prosegue sul percorso del disco appena citato e addirittura ne perfeziona gli aspetti squisitamente formali (pur sacrificando in parte l’immediatezza del disco precedente). Merito in primo luogo della ottima produzione, curata nel dettaglio dall’ormai infallibile Eric Rutan, ma anche di una esecuzione che riesce ad essere ancora più precisa, variegata e trascinante del solito.

Sono questi fattori che incidono non poco quando si tratta di giudicare un album di puro death metal, che in fondo dopo così tanti anni è pur sempre uno stile in cui i migliori sono capaci di rifinire e rendere ancora d’impatto strutture musicali che di inesplorato non hanno ormai più nulla.

Proprio in questo i Krisiun sono con la maturità diventati maestri e in song che verrebbe da definire del tutto normali, come “Scars Of The Hatred”, “The Isolated Truth” o “Burning The Heretic” a far la differenza sono il tiro brutale delle ritmiche e la carica mostruosa che la band riesce a trasmettere.

Una forza che si concretizza con risultati ancora superiori in canzoni particolarmente azzeccate come “Dogma Of Submission”, veloce e schizzata, o come l’abbinata “Strenghts Forged In Fury” e “Souless Impaler”, due song lunghe, strutturate in modo superbo e dotate di una dinamica nelle ritmiche che si sente raramente. Sembra di ascoltare un mix tra Vader, Deicide e primi Malevolent Creation, ma allo stesso tempo o Krisiun hanno comunque dalla loro una buona personalità, merito di una carriera che non teme confronti e di una stesura di riff che si fa sempre più affinata e ben ragionata, soprattutto se paragonata alla furia incontrollata e caotica delle vecchie uscite.

Un bel colpo per la band carioca, capace di mettere a ruolino una delle migliori uscite dell’anno in campo death metal. Sicuramente da consigliare a tutti gli amanti delle sonorità in questione.

Voto recensore
8
Etichetta: Century Media Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Scars Of The Hatred
02. Ways Of Barbarism
03. Dogma Of Submission
04. Strength Forged In Fury
05. Soulless Impaler
06. Burning Of The Heretic
07. The Isolated Truth
08. Oracle Of The Ungod
09. Timeless Starvation
10. Milonga De La Muerte


Sito Web: https://www.facebook.com/krisiun.official

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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