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Klimt 1918 – Recensione: Sentimentale Jugend

Dopo la delusione che aveva accompagnato l’ascolto di “Just In Case We’ll Never Meet Again” ho comunque avuto un impeto di curiosità alla notizia della pubblicazione di un nuovo (doppio) lavoro dei Klimt 1918, gruppo che avevo amato all’epoca di “Undressed Momento” e “Dopoguerra” ma che col passare degli anni facevo sempre più fatica a seguire con interesse per un graduale scivolamento verso una darkwave che non mi stimolava a dovere (problema soggettivo chiaramente).

“Sentimentale Jugend” (album acquistabili anche singolarmente) corregge dal mio punto di vista il tiro, assolutamente non rinnegando la svolta stilistica dell’album precedente ma dando un senso più compiuto alle composizioni e, in questo senso, non possiamo che elogiare l’integrità artistica di Marco Soellner, autore unico della band laziale.

“Sentimentale” (o CD-1 che dir si voglia) poggia su atmosfere eteree, voci in secondo piano e qualcosa che rimanda agli Anathema di “Distant Satellites”; i Klimt 1918 sono sempre loro ma diversi… la ricerca musicale di Soellner l’ha portato lontano dalla forma canzone rock per sposare un alternative pop malinconico che quando è cantato in italiano ricorda Tiromancino e Afterhours (“La Notte”).

Si gioca molto sui volumi degli strumenti mixati in modo da sembrare quasi musica proveniente dalla stanza accanto, su ritmi poco sostenuti, anzi “Belvedere” si caratterizza per la prima accelerazione di ritmo su una melodia sempre gradevole e dark; “Once We Were” ricorda chairamente gli U2 mentre la cover “Take My Breath Away” di Giorgio Moroder è resa in maniera molto personale. La title track è quella che musicalmente trasmette più trasporto all’insegna di quel pop “nero” che flirta con darkwave e shoegaze.

“Jugend” non si discosta molto dalla prima parte anche se mi ha ricordato maggiormente i Klimt 1918 degli esordi con una “Ciudad Lineal” quasi epica nel suo incedere mentre piace molto anche “Sant’Angelo (The Sound & The Fury)” traccia dalla velocità sostenuta.

Liberamente ispirato da “Noi, I Ragazzi Dello Zoo Di Berlino” di Christiane F., “Sentimentale Jugend” ha avuto una gestazione molto lunga (l’idea embrionale risale addirittura al 2008) prevalentemente nel contesto della periferia romana, cercando di “terrorizzare e sporcare la vena pop tramite rumori, esplosioni e cupi feedback” (parole dello stesso Soellner): a voi decidere se ci sono riusciti!

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