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Kingdom Of Sorrow – Recensione: Kingdom Of Sorrow

I Kingdom Of Sorrow sono una band “progetto”, che vede la luce del sole dopo non poche meditazioni e attente considerazioni sotto l’ala protettiva della Relapse Records. Il quintetto è formato da personaggi di grande fama e spessore come Jamey Jasta (voce degli Hatebreed), Kirk Windstein (voce e chitarra Crowbar e Down) e per chi non fosse ancora soddisfatto, proseguiamo con Steve Gibb (ancora Crowbar), Derek Kerswill (Seemless) e Matthew Brunson. Dire che da una formazione di questo calibro ci si aspetti un disco che faccia gioire o che per lo meno sorprenda per originalità e forza, ci sembra veramente il minimo. Pronti via si parte con l’ascolto carichi di buoni propositi, ma ci si accorge pressoché subito che non viene concepito granché d’innovativo, se non un semplice mix di generi caratterizzato dalle inclinazioni delle band ufficiali. Ne scaturisce un disco in pieno stile sludge-core, che sfodera l’artiglieria pesante in tracce come “Piece It All Togheter”, “With Unspoken Words” e “Hear This Prayer For Her” irruenti, potenti e senza tanti fronzoli. Se questi possono essere considerati i primi vagiti dell’interessante “combriccola”, non possiamo far altro che aspettarci grandi cose da una prolungata collaborazione. Ancora nessun miracolo, ma senza dubbio un album concreto, ben suonato, rifinito da un’art work che colpisce e da una produzione che non lascia niente al caso. Granitici!

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