King – Recensione: Reclaim The Darkness

“Reclaim The Darkness” è il debut album degli australiani King, band da poco entrata nel rooster della Indie Recordings. Tradendo i loro natali, i King propongono un black metal dai tratti epici senza dubbio più vicino alla scuola nordeuropea: freddo, tecnicamente ricercato ma non troppo complesso, nell’insieme essenziale.

In effetti sono vere le note biografiche che accompagnano l’album, dove l’opera dei nostri viene descritta come un buon compromesso tra il suono primitivo della tradizione e la necessità di evolvere il genere di appartenenza. Anche una produzione che mantiene i suoni leggermente ovattati esalta il lato più ruvido e old-school del platter, che tuttavia non lesina melodia e punta in modo convinto sull’impatto emozionale.

“Reclaim The Darkness” si compone in massima parte di brani cadenzati dove l’incedere degli strumenti è costante, sebbene si lasci un certo spazio all’estro della chitarra di David Hill, autore di introduzioni e finali acustici o arpeggiati, nonchè di assoli che esaltano il flavour epico del platter. La band diluisce inoltre alcune parti di tastiera durante l’ascolto, un elemento che assicura la giusta dose di intensità ai pezzi e ne evidenzia l’alone drammatico.

Per quanto il three-piece di Melbourne non inventi proprio nulla, l’ascolto procede senza grossi cali di tensione, grazie ad un papabile entusiasmo riposto nel progetto, buona tecnica esecutiva e a una serie di melodie portanti indovinate ed orecchiabili. In questo senso funziona molto bene l’accoppiata iniziale formata da “Cold Winds” e dalla canzone che dà il titolo all’album, entrambe cadenzate e rette da una melodia fiera, spezzate in parte da accelerazioni prossime all’old-school black metal dove, accompagnato dai suoni vorticosi, sale sugli scudi lo screaming di Tony Forde. Seguendo questo modus operandi, talvolta la struttura dei brani è più fisica e veloce, come nel caso di “Winter Sons”, altra ottima canzone dalle atmosfere eroiche e “Black North”.

Peccato dover fare i conti con alcune piccole ingenuità, ad esempio una sezione ritmica davvero statica che genera qualche punta di noia (considerando come il gruppo già escluda troppe variazioni ritmiche), ma nel complesso “Reclaim The Darkness” è un dignitosissimo ingresso nel mondo del black metal evoluto.

King Reclaim Single

 

Voto recensore
6,5
Etichetta: Indie Recordings

Anno: 2016

Tracklist: 01. Cold Winds 02. Reclaim The Darkness 03. All In Black 04. My Destination The Stars 05. Night Sky Abyss 06. Winter Sons 07. The Journey Begins 08. Black North 09. One World One King
Sito Web: http://www.oneworldoneking.com

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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