Overkill – Recensione: Killbox 13

Overkill, una delle poche thrash machine rimaste in attività ancora in grado di trasmettere emozioni. ‘Killbox 13’ è l’ennesimo album di una band che non si vuole arrendere all’evidenza e continua imperterrita a proporre una musica datata nello spirito e nella sostanza. Nessuna mancanza nella nuova proposta del gruppo se vista dall’ottica dei fan più intransigenti: brani come ‘Damned’ e ‘The One’ riportano alla mente il miglior speed metal d’annata con evidenti richiami a quello stile scarno ma trascinante che fu di band come gli Exodus. Il vero problema rimane però la routine; nulla di nuovo sotto il sole per chi sonorità simili le mastica da sempre e non può bastare un accenno di nostalgico headbanging a convincere senza riserve chi ormai si è dedicato ad altro. Tutto il nostro rispetto e la nostra stima ad una band che ha già dimostrato di essere all’altezza, ma i tempi di ‘Horroscope’ e ‘The Years Of The Decay’ rimangono lontani e questo nuovo lavoro potrà soddisfare solamente chi è rimasto vicino al gruppo anche nelle ultime e meno significative uscite. Da segnalare la ottima produzione ad opera di Colin Richardson, che al solito mette in risalto la martellante ritmica del basso di D.D. Verni, ma per il resto tutto nella norma, compresa la sin troppo acida voce di Blitz che nel bene e nel male rimane però il marchio di fabbrica della band americana. Lasciamo decidere a voi quale sia il verdetto finale. Dal canto nostro continuiamo ad aspettare la band dal vivo dove il gruppo ha dimostrato di essere inattaccabile e ci accontentiamo di quello che passa il convento per quanto riguarda le prove da studio.

Voto recensore
6
Etichetta: Spitfire / Edel

Anno: 2003

Tracklist:

Devil By The tail / Damned / The Lights / The One / Cristal Clear / The Sound Of Dying / Until I Die / Struck Down / Unholy / I Rise


riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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  1. luci di ferro

    8 strameritato, per me!!! Ci sono cinque classici in killbox 13 è portano i titoli di Devil By The Tail -Damned – No Lights – The Sound Of Dying – Until I Die.

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