Adema – Recensione: Kill The Headlights

Brutta cosa arrivare sempre tardi… Avevano il fratello di Jonathan Davis quando i Korn avevano già ammassato una catasta di dischi d’oro. Hanno provato a sterzare verso il pop quando gli Incubus avevano già provocato sogni erotici a masse di adolescenti. E ora provano a tornare col nu metal più classico quando questo non ha proprio più niente da dire.

Quarto album e terzo cantante per gli Adema, che il loro climax commerciale lo hanno gia’ raggiunto ai tempi del debutto omonimo. Questo ‘Kill The Headlights’, con il nuovo Bobby Reeves, non aggiunge veramente niente di nuovo rispetto a quanto gia’ sentito in passato. I soliti riff ribassati conditi da melodie che strizzano l’occhio all’elettronica e al pop, i soliti stacchi fra parti più dure (poco dure) e più melodiche (molto melodiche), la solita mediocrità spacciata per ottima musica.

La colpa, comunque, non è nemmeno più loro, ma di chi si ostina a sperare che un nome più o meno noto, rimangono e rimarranno sempre delle decenti seconde linee, possa attirare nuovi fan verso un genere finito piu’ di un lustro fa.

Voto recensore
5
Etichetta: Tiefdruck-Musik / Andromeda

Anno: 2008

Tracklist:

01. Cold And Jaded

02. Brand New Thing

03. Open Till Midnight

04. Waiting For Daylight

05. Days Go By

06. Prelude

07. All These Years

08. What Doesn't Kill Us

09. Invisible

10. Black Clouds

11. Los Angeles

12. The Loser


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