Sebastian Bach – Recensione: Kicking & Screaming

Sebastian Bach vuole fare il metallaro, vuole picchiare duro e vuole conquistare una nuova fan-base dedita ad heavy metal e sonorità moderne. Su questo ormai, dubbi non ce ne sono più. Il precedente “Angel Down” aveva, da un lato sorpreso con le sue sonorità groove metal, dall’altro deluso i vecchi fan del biondo singer che si aspettavano una risposta di valore agli appannati Skid Row. Piaciuto o non piaciuto sono passati ormai quattro anni da quell’album, ora con una nuova label ed una line up rimaneggiata (in studio Bobby Jarzombek alla batteria e Nick Sterling alla chitarra e basso) Bach ci riprova con “Kicking & Screaming”.

Anticipato dal video della titletrack, “Kicking and Screaming” viene annunciato dall’ex Skid Row come un lavoro profondamente ancorato all’heavy metal, a partire dalla discutibile copertina. Fotocopia dell’album precedente? Fortunatamente no, le cose qui vanno un po’ meglio. Bach decide di non ostentare più quel sound così pesante ed esagerato, lasciando spazio ad un album che fonda le sue basi sull’heavy, miscelando tradizione melodica e sonorità moderne, soprattutto in sede di produzione. Il risultato però non è ancora dei più esaltanti, con canzoni che come la già citata titletrack o “Dance On Your Grave” si spingono al limite dell’inconcludente, senza quel chorus efficace o quel riff spaccasassi che avrebbero elevato una prestazione comunque muscolare. Episodi più riusciti ci sono come l’accattivante “My Own Worst Enemy” o la più commerciale “Tunnelvision”, scritta in collaborazione con John 5. Alcuni pezzi scorrono via senza colpo ferire, mentre una buon parte si salva per un buon lavoro negli assolo di chitarra, ma è poca cosa nel complesso. Com’era già successo nel suo predecessore, emergono quei pezzi più vicini allo Skid Row sound come la già citata “My Own Worst Enemy” (“You Don’t Understand” su “Angel Down”) e spiccano le due ballad dell’album, ovvero “I’m Alive” e la conclusiva “Wishin”.

La sensazione generale che si ha dopo numerosi ascolti di “Kicking & Screaming” è di trovarsi di fronte ad un album niente più che discreto ma soprattutto di fronte ad un cantante, con una capacità vocale ancora invidiabile, che si ostina a lavorare su ciò che gli riesce peggio, spingendo sempre troppo sul versante heavy e sull’impatto, trascurando quella componente catchy, melodica ed efficace che lo ha reso famoso e che forse potrebbe riportarlo ad un discreto livello di credibilità e di successo.

Di seguito il video di “Kicking & Screaming”

Voto recensore
6
Etichetta: Frontiers

Anno: 2011

Tracklist:
01. Kicking & Screaming
02. My Own Worst Enemy
03. TunnelVision
04. Dance on Your Grave
05. Caught in a Dream
06. As Long as I Got the Music
07. I'm Alive
08. Dirty Power
09. Live the Life
10. Dream Forever
11. One Good Reason
12. Lost in the Light
13. Wishin'

Sito Web: http://www.sebastianbach.com/updates.html

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Giulio B

    devo dire deludente al massimo: Sebastian meglio che rientri negli skid row.
    voto 4

    Reply

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