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Kee Marcello – Uli Jon Roth: Live Report della data di Fiorano Modenese (MO)

Dietro la sigla MAF si cela la manifestazione Musica A Fiorano, un evento che giunge quest’anno alla sua sesta edizione e che è sostanzialmente un festival dedicato alla chitarra in tutte le sue forme (elettrica, acustica e vintage). Nella suggestiva cornice del castello di Spezzano, a due passi da Fiorano Modenese e Maranello (nei ferraristi immagino sarà scattato un campanello), si svolge una due giorni intensa all’insegna di clinic, seminari, mostre di strumenti d’epoca, e soprattutto concerti. L’evento più importante per gli appassionati di rock è senza dubbio quello che si svolge la prima serata, e che vede come headliner l’ex Europe Kee Marcello, che però con grande umiltà riconosce e cede il passo di fronte al suo maestro e ispiratore Uli Jon Roth.

Il concerto si articola lungo un percorso di circa un paio d’ore, vi prende parte una schiera non molto nutrita ma sicuramente molto competente di appassionati, ed è proprio l’ex Scorpions a salire sul palco per primo, accompagnato dalla band (tutta italiana) che poi farà da supporto anche a Kee Marcello. Uli Jon Roth apre una serata dedicata principalmente alle cover con alcuni pezzi classici, fra cui spiccano “All Along The Watchtower” di Bob Dylan, “Axis: Bold As Love” della Jimi Hendrix Experience, e una fulminante versione di “Dark Lady” degli Scorpions. Descrivere il suo modo di suonare non è un’impresa delle più semplici. Uli Jon Roth, a oltre 60 anni di età, mantiene il suo status di vecchio hippie nell’aspetto esteriore e di un mistico che utilizza la chitarra per staccarsi dal mondo reale e descriverne uno totalmente a sé, vago ed etereo come lo sono i suoi occhi, completamente perduti in un’altra dimensione, nel momento in cui suona. Vedere Uli Jon Roth all’opera vuol dire staccarsi da tutto il resto, freddo settembrino compreso (il concerto si svolge nella corte del castello e dunque all’aperto), per lasciarsi immergere da un irreale misticismo musicale. È questa la cosa che lo distingue e lo rende unico in mezzo agli altri padri ispiratori della chitarra, e il pubblico non esita a rendergli omaggio per questo.

Se Uli Jon Roth è l’anima più intimista del rock, Kee Marcello ne è l’espressione più vivace, quasi animalesca. Per prima cosa, la sua richiesta al pubblico (fino a quel momento comodamente seduto) è quella di muovere il culo, alzarsi ed avvicinarsi, perché lui è abituato ad avere gente sotto il palco che fa casino. Ottenuta l’attenzione, l’ex Europe comincia ad eseguire la sua parte di serata, incentrata soprattutto sui brani di “Melon Demon Divine”, pubblicato nel 2003. Pochi fronzoli e poche spiegazioni, quello che conta è mostrare il proprio valore e la propria grinta, elementi che infiammano il palco e danno comunque autorevolezza alla performance. Dopo uno spazio lasciato alla sezione ritmica della Kee Marcello Band, con un assolo per basso e batteria, si arriva al momento più emozionante della serata. Kee Marcello intona (un po’ stentatamente, a dire il vero) la celebre “Superstitious”, che dopo un po’ si trasforma per magia in “No Woman No Cry”. È il momento in cui Uli Jon Roth torna sul palco per jammare insieme, e anche se è Kee Marcello ad avere il posto d’onore, è lui il primo ad inchinarsi di fronte a tale grandezza. Dopo “Superstitious” inizia un lungo omaggio a Jimi Hendrix, che vede l’esecuzione, nell’ordine, di “Red House”, “Little Wing”, “Hey Joe” e “Purple Haze”, che pone termine a un concerto da estasi. L’unione fra una location particolare, l’ottimo cibo della tradizione modenese e l’esibizione associata di due ottimi chitarristi fanno del MAF un appuntamento imperdibile per gli appassionati delle sei corde.

Ulteriori foto della serata sono visibili a questo link.

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