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Kee Marcello – Recensione: Scaling Up

Kee Marcello viene spesso erroneamente etichettato semplicemente come l’ex chitarrista degli Europe, quello magari un po’ sfigato che, mentre i suoi ex compagni portano avanti tour trionfali in tutta Europa, si ritrova a suonare in piccoli motoraduni di provincia di fronte a famiglie e passanti curiosi (il che è successo realmente alcuni anni fa). “Scaling Up” è un po’ una piccola rivincita nei confronti di chi sembra essersi fossilizzato su questa impressione e non ha ancora avuto modo di conoscere questo chitarrista e compositore in tutte le sue capacità. E’ vero, in questo album sono compresi anche due brani registrati inizialmente per “Prisoners In Paradise” e mai pubblicati finora, e in uno di questi tra l’altro (“Wild Child“), c’è anche la partecipazione di Michele Luppi alle tastiere, ma la prima cosa che si percepisce da questo lavoro è che il buon Kee si è distaccato in pieno da quel periodo e ha saputo costruirsi una reputazione solida nel corso degli anni.

Scaling Up” non fa gridare al miracolo ma è un buon lavoro, senza passi falsi o riempitivi, dove anche gli oltre sei minuti della ballad “Don’t Know How To Love No More” si inseriscono bene in un album maturo, completo e grondante positività. Il chitarrista si destreggia con tranquillità fra il rock melodico con inserti funky che in certi momenti ricordano i primi Extreme (“On The Radio” e “Blow By Blow“) e i riferimenti all’hard rock più classico, come avviene in “Soldier Down“, che in certi momenti ricorda molto da vicino “Burn” (e che ospita tra l’altro un grande assolo di chitarra), mentre “Fix Me” rimanda a certi brani dei Toto, soprattutto per quanto riguarda le tastiere. Con tutti questi riferimenti a stili affini all’hard rock, Kee Marcello è riuscito comunque a non perdere la propria identità e a dare vita a un disco composito e interessante, in cui tutti i musicisti hanno un posto di rilievo e dove ognuno partecipa con il proprio tratto a un disegno articolato e pieno di sfaccettature. Forse non si tratterà del disco di melodic rock per antonomasia dell’anno in corso, ma di certo siamo di fronte a un prodotto di valore.

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