Kamelot: Live Report della data di Trieste

Cosa non si fa per amore di una band? Sono state la determinazione e la passione di un hardcore fan e dell’associazione Trieste is Rock a portare i Kamelot nel capoluogo friulano. Dopo il successo della data dello scorso anno tenutasi all’Estragon di Bologna, la band symphonic metal torna in Italia per un unico e grandioso appuntamento di questo nuovo Silverthorn European Tour.

(Un ringraziamento sentito va a Massimo Barzelatto, all’associazione culturale Trieste Is Rock, a tutti i dipendenti e al management dei Kamelot per aver concesso la massima disponibilità nei confronti della redazione)

In pochi sapevano che i primi supporter scelti per questo tour, i Tellus Requiem, erano impossibilitati per questa data esclusiva. Due giorni prima dell’evento abbiamo saputo che i norvegesi sono mancati nelle ultime date del tour per una serie di grossi imprevisti. Il tempo destinato ai Tellus Requiem verrà quindi impiegato dai ReVamp, che entrano in scena puntuali alle 20.45.  I fan del sestetto olandese avevano già avuto modo di vedere la band live nel 2010 in occasione del tour europeo con gli Epica, nell’unica data italiana, a Treviso. In molti durante il corso di questi anni hanno sentito la mancanza della formazione capitanata dalla vulcanica miss Jansen e questa sera hanno avuto modo di constatare quanto questa band sia mostruosamente brava in sede live. Con “The Anatomy of a Nervous Breakdown: On the Sideline” prende inizio quello che sarà uno show mozzafiato: la valchiria di Goirle appare radiosa e rilassata, pronta a far vedere a tutti i presenti in sala di che pasta è fatta. Durante l’esibizione, i sei musicisti presenteranno 7 brani estratti dal secondo capitolo della loro discografia, “Wild Card”, uscito quest’estate e riproporranno, per i nostalgici, anche qualche brano del loro debut album, come “Sweet Curse” , “Kill Me With Silence” e “In Sickness ‘Till Death Do Us Part: Disgraced”. Se su disco, la prestazione della Jansen era altamente discutibile, in sede live è l’esatto opposto: l’esecuzione dei brani è perfetta e Floor si riconferma essere una delle migliori cantanti del panorama metal al femminile. Forte l’interazione tra i musicisti, che sono riusciti a ritagliarsi un piccolo spazio senza nulla togliere alla vera protagonista.

Scaletta:

The Anatomy of a Nervous Breakdown: On the Sideline 
The Anatomy of a Nervous Breakdown: The Limbic System
Head Up High
Wild Card
Kill Me with Silence
Sweet Curse
Amendatory
Distorted Lullabies
The Anatomy of a Nervous Breakdown: Neurasthenia
In Sickness ‘Till Death Do Us Part: Disgraced
Wolf And Dog

Ad un anno di distanza dallo show all’Estragon di Bologna, ecco che questa sera i Kamelot tornano a far tappa nel nostro paese. Sono circa le 22.30 quando sulle note di “Torn” l’esemble fa il proprio ingresso sul palcoscenico. Roy Khan è solo purtroppo un ricordo e Tommy Karevik il perfetto erede. Insieme a  Thomas Youngblood e al bassista Sean Tibbets trascina gli astanti e li coinvolge in più di un’occasione. Seguono a ruota alcuni dei pezzi più famosi della band, quali “Ghost Opera”, “The Great Pandemonium” e “Center Of The Universe”, rese perfettamente anche grazie alla partecipazione di Alissa White-Gluz degli Agonist, scelta per questo tour per rimpiazzare Elize Ryd, attualmente impegnata in studio con i suoi fedeli Amaranthe. La prestazione vocale del cantante di Stoccolma è impeccabile e priva di sbavature, da dieci e lode. Rimarchevole la frecciatina che Mr Youngblood ha rivolto al cantante, ricordando a quest’ultimo la sua provenienza scandinava, dedicandogli il brano “The Final Countdown” degli Europe, scatenando risate in tutta la sala. Durante il corso della serata verranno presentati anche brani che non si udivano da tempo, quali “Don’t you cry”, “Human Stain” e “Soul Society”, in un’alternanza che vedrà presenti anche i brani estratti dall’ultimo lavoro in studio della band americana. “Song For Jolee” fa da spartiacque tra i pezzi più energici e regala qualche lacrimuccia, riscaldando anche gli animi più freddi, per poi smuovere nuovamente l’entusiasmo con brani come “Rule The World”, “When the lights are down” e “Sacrimony”, che vede nuovamente partecipe la bella Alissa, la quale andrà poi a concludere lo show con la storica “March Of Mephisto”, vestendo i panni una volta appartenenti a Shagrath dei Dimmu Borgir. Da sottolineare anche la performance toccante di “The Haunting”, che per l’occasione ha visto Tommy duettare con Floor Jansen, e l’esecuzione di “My Confession”, che su disco vedeva la collaborazione delle Eklipse. In conclusione, è stata una performance veramente stupefacente ed energica sotto ogni punto di vista. A noi fan non resta che aspettare i Kamelot per un prossimo appuntamento!

Scaletta:

Torn
Ghost Opera
»»» Thomas Talk
The Great Pandemonium
Veritas
Center Of The Universe
Soul Society
Song for Jolee
Rule The World
»»» Drum Solo
When The Lights Are Down
Sacrimony (Angel Of Afterlife)
Human Stain
My Confession
Don’t You Cry
»»» Keyboard Solo
Forever
»»» Encore
The Haunting (feat Floor Jansen)
Karma
March Of Mephisto
Continuum

Avviso ai lettori: a causa delle rigide regole imposte dagli organizzatori e dal management e da alcune difficoltà logistiche, le foto sono state scattate dal mixer impedendoci una completa inquadratura di tutti i membri dei protagonisti della serata.

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