Kayser – Recensione: Kaiserhof

Impossibile non pensare agli Slayer.

20 anni dopo.

Con poche idee.

L’impressione si accresce canzone dopo canzone, fino ad arrivare a ‘7 Days To Sink’, con quell’intro tanto ‘Reign in Blood’…

Musicalmente ci sono differenze notevoli, qui tutto è più preciso ma scontato, e indubbiamente meno aggressivo; ma il cantato ricorda Araya in modo tale che è impossibile non pensare a un gruppo clone. Da notare che al microfono c’è Spice, autore di ottime prove negli Spiritual Beggars… il classico caso di un divorzio da cui ci hanno perso entrambe le parti, e pesantemente!

L’unica nota di originalità è che il disco inizia a metà di un assolo di chitarra, ma purtroppo si sono giocati l’unica carta nei primi 5 secondi.

Fortunatamente nella seconda parte si punta più verso un power di stampo americano dando un po’ di varietà al lavoro, con delle parti vocali melodiche abbastanza riuscite, ad esempio ‘Rafflesia’. Sicuramente questo dà un po’ di senso al disco (che peraltro si conclude in gloria Slayeriana con ‘Perfect’), ma non ne giustifica certo l’acquisto; in fondo almeno ‘Reign In Blood’ e ‘South Of Heaven’ sul comodino ce li avete tutti, no?

Ah, ovviamente il disco è ben suonato, ben prodotto, professionale e quant’altro. Ma le idee?

Voto recensore
5
Etichetta: Scarlet/Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist: 01. 1919 02. Lost cause 03. Good citizen 04. Noble is your blood 05. 7 days to sink 06. Like a drunk Christ 07. Cemented lies 08. The waltz 09. Rafflesia 10. Perfect

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