Metallus.it

Jyrki69 – Recensione: Helsinki Vampire

I The 69 Eyes sono ormai sulla breccia da tantissimi anni e sono riusciti a forgiare il loro inconfondibile sound denominato goth n’roll pescando a piene mani da entrambi questi filoni musicali intrecciandoli indissolubilmente realizzando un mix irresistibile di dark rockeggiante decadente e sfrontato che tutti noi amiamo e a cui siamo molto affezionati. Ora il leader indiscusso della band è alle prese con il suo primo lavoro solista intitolato “Helsinki Vampire” dove si discosta dal sound caciarone della band di origine  per abbracciare un lato più legato all’elettronica degli anni ottanta, alle atmosfere plumbee ed intimiste, ma senza dimenticare l’anima rock che è sempre ben presente e pulsante in questo lavoro.

Il tutto si apre con “Ad Infinitum” un lungo brano di otto minuti dall’inizio evocativo che piano piano prende vita grazie ad un basso pulsante incalzato da un’elettronica vibrante e cadenzata sostenuta dalla voce di Jyrki69, seducente e baritonale al punto giusto. Una composizione intensa e drammaticamente teatrale, ideale come colonna sonora di un vecchio film dell’orrore e non a caso alcuni brani presenti in questo album sono stati scelti per accompagnare alcune produzioni horror come il primo singolo “Last Halloween” per ”Halloween Pussytrap! Kill! Kill!” che vede la partecipazione di Richard Grieco star di 21 Jump Street, oppure la danzereccia “Bloodlust” per Sunset Society, film in uscita nella prossima primavera e dove recita anche il compianto Lemmy Kilmister dei Motorhead e Ron Jeremy.

La successiva “Spanish Girl” è un’altra composizione di lunga durata caratterizzata da un inizio delicato al piano sostenuto dal sapiente uso dell’elettronica, mai invadente o di troppo che ci accompagna in uno dei pezzi più melanconici ed intensi del lotto e non da meno “Call Of The Night”, un richiamo accorato per tutte le creature della notte a risorgere dalle loro tombe. Molto d’impatto anche lo spoken word di “Perfection” e la oscura e vampiresca “Close Your Eyes” che ci conducono agli ultimi pezzi inclusi in questo lavoro: “In Your Dreams”, la traccia più vicina alla produzione dei The 69 Eyes in quanto a sonorità e la conclusiva “Sayonara” resa “live” con l’aggiunta del pubblico e che sarà inclusa solo nella versione in cd dell’album.

Il disco è stato prodotto e mixato dal produttore e amico di lunga data Johnny Lee Michaels che già aveva lavorato molte volte con i The 69 Eyes e che è una garanzia e una certezza di qualità per gli estimatori della band finlandese e non a caso è stato scelto anche per questa produzione solista.  Sostanzialmente possiamo affermare che questo disco vanta composizioni dalla qualità pregevole, d’impatto e che riescono a coinvolgere dal primo ascolto, una valvola di sfogo dell’artista dove può dar voce anche alle diverse anime musicali che hanno formato il suo background e che difficilmente possono prendere vita all’interno del suo gruppo principale. Un album che forse potrà far storcere il naso ai puristi, ma oscuro e ispirato al punto giusto.

Exit mobile version