Tommy Vitaly – Recensione: Just Me

Yngwie Malmsteen, si sa, non realizza più un disco veramente buono dai tempi di “Facing The Animal”. Per alcuni non ha mai realizzato un disco buono e forse non avrebbe neanche dovuto suonare negli Alcatrazz, ma prendiamo per buona l’ipotesi che colui che ha fatto del neoclassico il suo cavallo di battaglia in qualche modo vi piaccia. Già, perché il chitarrista fiorentino Tommy Vitaly ha in sé una buona fetta di quello spirito che ha animato il suo collega svedese, e ha fatto sua, rielaborandola, una lezione importante. Il CD d’esordio di Vitaly, che si è già fatto conoscere per essere l’anima delle sei corde nei Seven Gates, oltre ad essere quasi interamente strumentale si caratterizza per la grande importanza data alla chitarra, che oscilla fra classicismi e modernità, ma sempre con prodotti ben riusciti. Molto neoclassico alla Malmsteen, dunque, ma si avverte fortemente anche l’influenza di certo power metal di qualità, in particolare in ‘Fly High, Touch The Sky’, che sembra ispirarsi a ‘Eagle Fly Free’ nei testi e nelle ritmiche, e in ‘Ready To Die’, dove si percepisce l’influenza degli Stratovarius dell’epoca di ‘Visions’. Questi due ingredienti si fondono insieme con un buon equilibrio, completandosi a vicenda, mentre l’apporto di musicisti dal background variegato, come Andrea “Tower” Torricini e Rhino (sì, proprio quel Rhino), oltre al genio folle di Vitalij Kuprij che rende possibili dialoghi strumentali di rara espressività in ‘The Fury’, non possono passare sotto silenzio. Il risultato finale è quindi un album in cui il fatto di rendersi conto molto bene di quali sono le influenze principali non ne pregiudica la raffinatezza e l’interesse che potrà suscitare.

Voto recensore
7
Etichetta: Ice Warrior Records

Anno: 2010

Tracklist: 01 Just Me
02 The Raven Attack
03 Fly High, Touch The Sky
04 Air (Theme By J. S. Bach)
05 Storm Of Fire
06 Passion
07 Ready To Die
08 Finally Free
09 The Fury
10 Eternal
11 Just Me (Orchestral Version)
Sito Web: http://www.myspace.com/tommyvitaly

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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