Klimt 1918 – Recensione: Just In Case We’ll Never Meet Again

Ci dispiace raccontare la nostra delusione all’ascolto della nuova opera dei Klimt 1918…delusione che non si basa, come qualche maligno potrebbe insinuare, su una critica al genere proposto che ormai ha più contatti con certa new wave lontana dal metal (prima c’era una liaison più marcata con gruppi come Katatonia, Novembre o Room With A View) con agganci a band dal grosso spessore discografico come U2 e Coldplay; il nostro giudizio negativo (anche se non estremo) proviene invece dal fatto che in occasione del terzo full length a titolo “Just In Case We’ll Never Meet Again”, sono proprio i pezzi a “mancare” soprattutto in correlazione ai due riuscitissimi precedenti. Abbiamo sicuramente alcuni titoli che spiccano su altri…e citeremmo in questo senso “The Graduate”, “Suspense Music” (che ci piace proprio per il suo legame con il passato discografico dei romani), “Disco Awayness” e una “Atget” che sa di Muse lontano un miglio; il sottotitolo dell’album “Soundtrack For The Cassette Generation” cementa l’amore dei Klimt 1918 per il passato in genere, in questo caso quello più recente, e che con un po’ di nostalgia (è proprio notizia di questi giorni la sospensione dell’attività dell’ultima azienda che ancora realizzava cassette) ci fa ricordare il mitico tape trading di qualche anno addietro. Da ascoltare a vostro insindacabile giudizio, soprattutto se già conoscete “Dopoguerra” e “Undressed Momento”…altrimenti partite da quei lavori e procedete cronologicamente.

Voto recensore
5
Etichetta: Prophecy / Audioglobe

Anno: 2008

Tracklist: 01. The Breathtaking Days (Via Lactea)
02. Skygazer
03. Ghost Of A Tape Listener
04. The Graduate
05. Just An Interlude In Your Life
06. Just In Case We’ll Never Meet Again
07. Suspense Music
08. Disco Awayness
09. Atget
10. All Summer Long
11. True Love Is The Oldest Fear

Sito Web: http://www.myspace.com/klimt1918

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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