Wisdom – Recensione: Judas

Arrivano dall’Ungheria i semisconosciuti Wisdom, quintetto devoto al power metal di scuola Hammerfall. Se amate questo genere continuate pure a leggere, ma se siete ormai saturi di sonorità dove cori melodici, epici e ruffiani, riff di chitarra decisi e sezione ritmica che alterna parti veloci a cavalcate battagliere vanno per la maggiore, voltate le spalle e proseguite oltre. “Judas”, pur prodotto e confezionato in maniera molto professionale, nulla aggiunge a quanto proposto da N band nell’ultimo decennio, risultando l’ennesimo disco – carta carbone di power teutonico.

 

Potremmo snocciolare una ad una le song del secondo album dei Wisdom, trovando tutti i punti di contatto con hit del passato di Gammaray et similia, ma non vorremmo togliere ai defenders questo piacere. “Judas”, come avrete ben compreso, non presenta un briciolo di originalità, anche se la band ungherese è autrice di un sound coinvolgente, martellante ed assimilabile immediatamente. I chorus sono il punto di forza delle vari “Age Of Lies”, “Fallin Away From Grace” e “At The Gates”, canzoni che puntano tutto sull’impatto e non si perdono in fronzoli inutili. Nessun arrangiamento sinfonico, quindi, nessuna tastiera barocca, nessun passaggio soft: in “Judas” c’è solo del tiratissimo, fottuto heavy metal, pronto a trascinarci in un furioso headbanging. La mosca bianca del platter è “Heaven And Hell”, incredibilmente vicina all’hard rock, con il suo incedere scanzonato e furbetto. Energia, magniloquenza nei cori, ma anche tante banalità per i Wisdom, in un disco dedicato ai metallari meno esigenti e più sanguigni, che non si soffermano troppo sulla fase compositiva, sugli arrangiamenti, ma dalla musica chiedono solo divertimento, sudore, adrenalina.

 

Senza personalità, ma non per questo senza palle.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Soundholic Records

Anno: 2011

Tracklist:

1.Fallin Away from Grace 04:18

2.Somewhere Alone 04:05

3.Age of Lies 03:30

4.Live Forevermore 03:34

5.Wander the World 03:33

6.Heaven and Hell 04:12

7.Silent Hill 03:14

8.At the Gates 03:32

9.The Prodigal Son 03:26

10.Judas 06:43


alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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