Hardcore Superstar: “Thank You” – Intervista a Jocke & Silver

Abbiamo espresso il nostro parere sul nuovo disco degli Hardcore SuperstarThank You (For Letting Us Be Ourselves)’ nelle poche righe della recensione: pezzi buoni ma prodotti in maniera scandalosa per un gruppo (supposed to be) punk. Un suono più adatto agli Aerosmith o ad una colonna sonora hollywoodiana che non ad uno degli esponenti europei del ritorno di fiamma del rock’n’roll più selvaggio. Spudoratezza radiofonica contro attitudine, quindi: una questione da dirimere in sede d’intervista.

“Volevamo un disco pulito, volevamo raggiungere più gente rispetto a quella che ha ascoltato ‘Bad Sneakers…’, vogliamo diventare famosi, vivere della nostra musica, divertirci, suonare e fare casino.”

Non credete di avere esagerato un po’, forse? Al disco manca proprio il “kick” che ti stende!

“Chiunque suoni in un gruppo che incide per un’etichetta che dica che non vuole vendere dischi sta prendendo per il culo se stesso e chi lo ascolta. Se decidi di mettere su un gruppo e fare dei dischi è automatico che tu voglia che vengano venduti a quanta più gente possibile. Il resto sono solo stronzate.”

Tutti i gruppi importanti –e voi a vostro modo lo siete- devono aspirare ad una posizione, devono incarnare un modello. Qual è il vostro?

“Cazzo che domanda! Dovremmo pensarci tutta la serata per tirar fuori qualcosa di sensato! “ (Ridono, N.d.A.)

Andiamo, sembrate un gruppo con le idee chiare, non può essere così difficile.

“In realtà abbiamo volutamente esagerato, la nostra volontà ferrea è quella di essere considerati come il gruppo che s’è sempre divertito e che ha sempre fatto divertire chi va ai concerti. Sembra una cosa da poco, ma è importante mantenere sempre una forte dose di senso dell’umorismo, non prendersi eccessivamente sul serio.”

Dunque è solo rock’n’roll? Davvero?

“Esattamente! Noi suoniamo canzoni, uno le sente e prova una sensazione di energia, di eccitazione. Poi viene a vederci dal vivo, balla, suda, urla e dopo il concerto si beve mezza dozzina di Long Island Ice Tea insieme a noi! Questo è ciò per cui viviamo e ciò che vogliamo continuare a fare, non avremmo fatto un disco come quello nuovo se non avessimo sentito ogni canzone come nostra, come 100% Hardcore Superstar!”

In quest’ottica va dunque letto il titolo del nuovo disco?

“Certo! Molti hanno comprato il nostro primo disco e ci hanno permesso di girare l’Europa in tour e di divertirci tutte le sere. Per noi questo significa molto, noi possiamo continuare a fare quello che facciamo ed essere quello che siamo solo se c’è qualcuno che compra i nostri dischi e che viene ai nostri concerti. E’ quella gente che dobbiamo ringraziare e abbiamo deciso di farlo con il nuovo disco.”

Questa eccitazione vale anche per la routine promozionale?

“Certo che si! Qualcuno si è preoccupato di riservare due posti per i nostri culi su un aereo e successivamente su mezza dozzina di comodissimi divani di hotel lussuosi in giro per l’Europa, e per fare cosa? Per parlare del nostro disco! Se mi lamentassi sarei uno stronzo ingrato e meriterei che il mio gruppo vendesse 10 copie e venisse scaricato da qualsiasi label.”

A proposito di etichette, avete mai avuto contatto con la People Like You? E’ certamente l’etichetta che più intensamente sta lavorando sulla materia rock’n’roll più grezza al momento!

“C’è una storia strana che non abbiamo mai raccontato a nessuno e riguarda proprio la People Like You. Siamo stati contattati da loro prima del nostro primo disco, quando eravamo veramente sconosciuti. Andre, il capo, sembrava essere veramente interessato a noi, stavamo per partire per la Germania per andare a discutere i dettagli del contratto ma siamo stati bloccati all’aeroporto perché i nostri documenti, inspiegabilmente, non andavano bene. All’aeroporto in Germania Andre non ha trovato nessuno al gate di uscita del nostro volo e da quel momento i nostri contatti sono finiti, credo non ci abbia mai perdonato la cosa e non posso biasimarlo, anche se abbiamo cercato ripetutamente di spiegargli l’accaduto.”

Avete recentemente suonato con gli AC/DC, realizzando il sogno del 99% dei gruppi rock’n’roll del pianeta. Raccontateci qualcosa.

“E’ stato eccitante, esplosivo, fantastico, ma ci ha anche messo a dura prova. Le uniche due date sono state quella italiana a Torino e quella a Stoccolma. Quando eravamo ragazzini passavamo davanti allo stadio di Stoccolma sognando un giorno di poterci suonare. Beh, cazzo, quest’Estate ce l’ abbiamo fatta! Immagino che ci crederai se ti diciamo che ce la stavamo facendo veramente sotto, ma l’adrenalina che abbiamo sentito scorrere sul palco ci accompagnerà ancora a lungo!”

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