Annihilator: Jeff Waters & Friends – Intervista

Ben trovato Jeff e per prima cosa complimenti per il nuovo album! Dal mio punto di vista ‘Metal‘ è senza dubbio il disco più interessante composto dagli Annihilator negli ultimi tempi…

“Hey, grazie a te amico! You really made my day, ah,ah,ah!”

Di nulla! Come ti dicevo ‘Metal’ è senza dubbio un album ricco di idee e forte di una grande varietà stilistica. Come è nata l’idea di collaborare con musicisti del calibro di Danko Jones, Michael Amott e Steve Kudlow, solo per nominarne alcuni?

“Devi sapere che non ho pianificato proprio nulla. Inizialmente ‘Metal’ doveva essere il nuovo disco degli Annihilator, senza nessun ospite in particolare. Un giorno però mi telefona Michael Amott degli Arch Enemy, un caro amico che conosco da tempo e iniziamo a parlare del nuovo CD. Mi dice: “A che punto sei con i lavori, Jeff?”. Gli rispondo che l’album è quasi finito e a quel punto Michael si dispiace: “E’ un peccato, volevo chiederti di suonare un pezzo insieme a te!”. Ci penso un attimo e poi mi dico: “Ma sì, perché no?”. E così io e Michael abbiamo suonato insieme su ‘Operation Annihilation’ e nel mentre mi è venuta l’idea di ritardare l’uscita dell’album e di invitare degli amici a comparire come ospiti. Non ho fatto altro che alzare il telefono e chiamarli uno per uno, non puoi immaginare la mia gioia quando hanno detto quasi tutti di sì!. Come vedi l’idea principale di ‘Metal’ è nata un po’ per caso, è stata la classica “brillante intuizione” dell’ultimo minuto, ma direi che ha funzionato molto bene!”

‘Metal’ nasce dunque all’ultimo minuto…Ne deduco che non ci sia stato molto spazio per le idee personali dei tuoi ospiti, dico bene?

“Sì, come dicevamo l’idea mi è arrivata proprio sul finire delle registrazioni e il materiale era in massima parte già pronto. Ciò nonostante credo che ogni ospite abbia contribuito ad arricchire i pezzi con il suo stile personale, inoltre ci sono state ulteriori aggiunte. Ad esempio le parti vocali di Angela Gossow su ‘Couple Suicide’ sono tutte farina del suo sacco e altrettanto le parti di chitarra tra l’heavy e il melodico di Jesper Stromblad su ‘The Haunted’, che trovo uno dei pezzi più entusiasmanti del disco.”

Hai avuto l’occasione di lavorare con loro di persona?

“In massima parte sì, come ti dicevo sono tutti amici, non ho fatto altro che avvertirli con una telefonata!”

Un titolo come ‘Metal’ dice tutto ma, cos’è per Jeff Waters il metal al giorno d’oggi?

“Un trend, per la miseria! Credimi, al giorno d’oggi in Canada e negli Stati Uniti il metal ha una risposta commerciale pazzesca! Tutti quelli che non ascoltano rap sono classificati come metalheads, ah,ah,ah! In realtà bisognerebbe operare una distinzione, perché il music-biz mostra la tendenza a mettere nello stesso calderone tutto quanto abbia una batteria e una chitarra e di definirlo “heavy metal” senza operare una distinzione tra il nu-metal e la vecchia scuola. Qui ci sono appassionati di metal classico, di metalcore, i gotici…ma ovviamente l’industria musicale mette tutti sullo stesso livello! Vengono definiti come “heavy metal” gruppi come i Megadeth, gli Slayer, o i Metallica…no aspetta, forse i Metallica non più! Comunque, queste band riscuotono un enorme successo, ma occorre “acculturare” gli ascoltatori spiegando come il loro sound sia in realtà molto diverso e come si sia evoluto nel corso del tempo.”

E quali sono le band contemporanee che apprezzi maggiormente?

“Soprattutto gli Arch Enemy, non solo per l’amicizia che mi lega a Michael Amott ma anche per la loro straordinaria versatilità e quel sound inconfondibile che rende il loro ultimo disco, ‘Doomsday Machine’, un album eccezionale. Mi piacciono molto anche i Trivium, che stanno raccogliendo un meritato successo e i Children Of Bodom.”

In ogni caso credo che il metal sia vistosamente omaggiato in ‘Army Of One’ in cui suoni insieme a Steve “Lips” Kudlow degli Anvil. Nella canzone, un vero inno per gli headbangers, nominate tra l’altro dei gruppi storici come i Black Sabbath, i Megadeth e gli Iron Maiden. Un tributo alle tue band preferite?

“Le band citate nella canzone sono senza dubbio tra le mie preferite di tutti i tempi. Vedi, io trovo che l’heavy metal abbia vissuto attraverso un continuum temporale. Negli anni ’80 era una moda, una vera sottocultura, negli anni ’90 ha vissuto un periodo di forte crisi e ora, nel terzo millennio, è tornato sotto le luci dei riflettori, adeguandosi ovviamente ai cambiamenti sociali. Questo per dire che dal mio punto di vista il merito di queste band è stato quello di non mollare mai e di attraversare indenni un periodo artisticamente povero come gli anni ’90. Sono in pochi quelli che ce l’hanno fatta, per cui onore al merito. Non a caso, tutte queste reunion sono un chiaro segnale di come il metal sia tornato un genere di largo consumo.”

Un altro episodio che trovo davvero entusiasmante è ‘Couple Suicide’. A quanto pare le growling vocals di Angela non stonano affatto con lo stile “rockeggiante” di Danko Jones, non trovi?

“Assolutamente! Anzi, in quel brano ci siamo divertiti a proporre un sound un po’ più melodico e accattivante, che flirtasse anche con un certo punk/rock…In questo senso è stato fondamentale l’ausilio di Danko, mentre la voce di Angela, sì, dona al tutto un effetto di imprevedibilità.”

Ancora una volta ti cimenti dietro al microfono, questa volta con ‘Operation Annihilation’…

“Sì, non è la prima volta che lo faccio e mi sono divertito a interpretare quella canzone, la sentivo mia in modo particolare. Ovviamente il vero vocalist degli Annihilator è Mr. Dave Padden! He’s the man, è in gamba e molto preparato, non mi sognerei mai di rubargli la scena!”

Ora levami una curiosità: la canzone ‘Detonation’, ottima peraltro, contiene un chiaro riferimento al riff portante di ‘Children Of The Grave’ dei Black Sabbath. E’ una cosa voluta?

“Certamente sì, ho voluto riproporre quel riff come omaggio a una delle più grandi band di tutti i tempi. I Black Sabbath sono senza tempo e non passeranno mai di moda! In definitiva diciamo che ‘Detonation’, che poi è tutta molto “sabbathiana”, è una sorta di mini tributo a chi ha fatto la storia.”

Invece su ‘Chasing The High’ omaggiate voi stessi, visto che compare nuovamente il celebre riff di ‘Alison Hell’!

“L’hai detto! Nulla di particolare, era una cosa che sentivo di fare…Una sorta di “chiusura del cerchio”, diciamo.”

Tra poco inizierà il vostro tour europeo. Dimmi la verità, non ti scoccia lasciare il posto di headliner a quei “giovinastri” dei Trivium?

“E perché mai la cosa dovrebbe infastidirmi? Credimi, i Trivium stanno raccogliendo un grande successo, vendono molto più di noi e sono certamente più conosciuti tra le nuove leve, la tipologia di pubblico che per la maggiore interviene ai concerti. Anzi, dobbiamo solo ringraziarli per aver avuto questa occasione, tramite loro avremo la possibilità di farci scoprire anche dagli ascoltatori più giovani e guadagnare una nuova base di fan. La loro posizione da headliner è più che meritata.”

Cosa mi dici dei testi? C’è un tema ricorrente?

“Non esattamente, ma comunque ci sono delle ironiche citazioni ai problemi che ho avuto con la compagnia discografica con la quale ho avuto il dispiacere di lavorare…Tra noi sono sorti problemi a livello di business-partnership e credimi, mi ritengo fortunato ad essere una persona che riesce a canalizzare la propria rabbia nella musica!”

Ti chiedo ancora una cosa: con quale artista, fuori o dentro alla scena metal, vorresti assolutamente collaborare?

“Domanda difficile…Io ascolto tantissima musica e gli artisti talentuosi sono molti! Se devo fare dei nomi però, ti direi Dave Mustaine come musicista e gli Slayer come band. Sarei onorato di suonare insieme a loro e se si presentasse l’occasione…Perché no?”

 

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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