Warmen – Recensione: Japanese Hospitality

Quarto disco solista per il tastierista dei Children Of Bodom e quarto flop. Janne Wirman non demorde ed insieme al fratello chitarrista Annti insiste nel prolungare l’agonia di un side project nato morto, che non è mai riuscito ad essere appetibile nemmeno per i fans sfegatati dei Bodom. Power metal melodico e neoclassico, sulla falsariga di Stratovarius & Company, in cui l’unica curiosità può essere data dalla presenza di vari session dietro al microfono. Ma siccome Kotipelto, Rantanen (Thunderstone), la loffia Konsonen e Alexi Laiho li abbiamo sentiti e risentiti nelle band madre e nelle frequenti metal opera, non ci resta che ignorare del tutto questo “Japanese Hospitality”. La scelta di iniziare il disco con la title track strumentale si rivela infelice, così come la riproposizione di due cover (una di Janet Jackson, l’altra dei Journey), che sembrano messe lì tanto per allungare il minutaggio del platter. Rimangono sei song facilotte, che alternano duelli chitarra-tastiera a refrain che sembrano direttamente usciti, ma guarda un po’, da dischi degli Stratovarius o dei Bodom. La produzione è buona, ma se è la cosa migliore di “Japanese Hospitality” c’è sicuramente un difetto di fondo.

Voto recensore
5
Etichetta: Spinefarm Records / Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist:
01. Japanese Hospitality (instr.)
02. Eye Of The Storm
03. Goodbye
04. My Fallen Angel
05. Don’t Bring Her Here
06. High Heels On Cobblestone
07. Switcharoo (instr.)
08. Black Cat (Janet Jackson cover)
09. Unconditional Confession
10. Separate Ways (Journey cover)

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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