Pig Irön – Recensione: IV

Nuovo album per il quartetto londinese. I Pig Irön (perché l’umlaut, poi?), che si fregiano di un blues-rock potente ed espressivo, seguitano a sembrare qualcun altro e, in questo “IV”, si continuano ad ascoltare echi di southern rock, Led Zeppelin e Black Sabbath, con il cantato di Johnny Ogle che ricalca le traiettorie tracciate da Ozzy, Bruce Dickinson e Chris Cornell, già molti anni prima di lui.

Perché, dunque, perdere tempo ad ascoltare la band londinese? Semplice, perché, a dispetto della poca originalità stilistica, venendo prettamente alle composizioni, ci si rende conto che sono decisamente ispirate e di ottima fattura.

Intendiamoci, niente in quest’album è da far rizzare i capelli per originalità, ma si può benissimo considerare come un valido compendio (o un crossover, fate voi) tra tutti gli artisti, i generi e gli stili sopraelencati.

E, quindi, se l’incipit di “Diggin’ In The Well” assomiglia a “Call Me The Breeze” dei Lynyrd Skynyrd, l’assolo e le ritmiche di “Horseshoes & Hand Grenades” richiamano praticamente ogni canzone dei Black Sabbath e trovare echi (un pò più imbastarditi e campagnoli) dei Soundgarden di “Badmotorfinger” è abbastanza facile nei riff di “Bootlace Noose” e “Low Grade Man”, poco importa.

Ascoltare “IV”, può facilmente mettere di buon umore o, almeno, può contribuire a passare circa un’oretta in compagnia di musica dai tratti riconoscibili e godibile a volumi altissimi o anche solo come sottofondo.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Hear No Evil Recordings

Anno: 2012

Tracklist:

01. The Tide Within

02. Carve Your Name

03. Horseshoes & Hand Grenades

04. Diggin’ In The Well

05. Good Man, Poor Man

06. Chapter 6

07. Bootlace Noose

08. The Curse Of An Aching Heart

09. Low Grade Man

10. Grave’s End


Sito Web: http://www.facebook.com/PIGIRONMC

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Valerio

    Come, perché l’umlaut? Altro non è che la celebre umlaut dell’heavy metal: http://it.wikipedia.org/wiki/Umlaut_dell%27heavy_metal

    Reply

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