Italian Metal Legends: Live Report del Festival

Per fortuna c’è ancora chi crede nell’importanza del dare voce all’heavy metal italiano. Questa frase sintetizza il pensiero alla base della due giorni denominata Italian Metal Legends, fonte di richiamo sicuramente per qualche vecchio nostalgico, ma soprattutto occasione per vedere all’opera band che da tempo stanno cercando di lasciare un segno nell’ambiente metal di casa nostra. Cominciamo a dire, anche se è trascorso poco tempo, che invochiamo a gran voce fin da ora una seconda edizione di questo festival, e che ci auguriamo che col tempo possa diventare un appuntamento consolidato, non solo un’occasione per ritrovarsi fra amici, ma anche per introdurre altri a un genere che non va messo da parte in alcun modo.
Le ombre della sera sono ancora lontane quando salgono sul palco di Bereguardo i milanesi Myland, assistiti da un buon seguito di fan e autori di un hard rock con profondi solchi AOR. Non ci sono punti deboli da evidenziare in una performance in perfetto equilibrio fra raffinatezza ed ironia, fra sensualità ed energia, che cerca di ripercorrere nei minimi dettagli il percorso artistico di questa band, consolidata e compatta in ogni momento.
C’è qualcuno che si aggira per Bereguardo con l’aria di chi sta camminando sulle nuvole, stringendo al proprio fianco un vinile che porta il nome Revenge che attende solo di essere autografato. Siamo di fronte a un evento unico, perché il ritorno sulla scena di questo storico gruppo pesarese è un segno che i decenni possono anche passare, ma quando è destino che una band mantenga la sua forza, prima o poi tornerà fuori. Per i Revenge è comunque il tempo di guardare avanti, e il fatto che vengano proposti due inediti, per un album che dovrebbe uscire entro la fine dell’anno, è il segnale che i lavori sono già in dirittura di arrivo. Gli imperdibili assoli di chitarra di Paolo “Red Crotalo” Pedretti e le incursioni vocali di Fabrizio “Kevin Hell Throat” Ugolini mettono in risalto come queste date dal vivo siano un importante segnale di ripresa e del seguito che i Revenge possono avere anche al di fuori del proprio territorio di origine.
Anche per i Crying Steel è tempo di rinnovare il proprio repertorio, in vista di un successore di “The Steel Is Back!”, ormai chiesto a gran voce da chi sta seguendo il nuovo corso della band bolognese. Per questo, oltre a “Defender”, brano ancora da incidere su disco ma già sentito in altre occasioni, i Crying Steel propongono “Shut Down”, un brano alla sua prima esecuzione in assoluto, molto più melodico rispetto al genere consueto della band, ma riuscito così bene che già a metà pezzo è possibile vedere qualche fan ripetere il ritornello senza indecisioni. Oltre a questa accoglienza trionfale, si lascia ampio spazio ai brani più recenti, con alcune vecchie glorie, tra cui “No One’s Crying” e “Thundergods” (con tanto di bandiera italiana spianata a fine concerto), a fare da ponte ideale tra passato e presente.
Chiude la prima serata di questo ottimo festival un altro nome storico per il metal italiano, ovvero la Strana Officina. Non c’è molto da aggiungere a quanto sia possibile vedere ad un qualunque concerto della band livornese, accolta con grande calore al solo apparire in scena di Bud Ancillotti e compagni. Il festival diventa quindi un’enorme festa, che si stringe intorno a classici come “Profumo di puttana”, “Sole mare cuore” e “Non sei normale”, arricchiti dagli assoli sfrontati di Dario Cappanera, dalla travolgente tenuta di palco di Bud Ancillotti e dalla martellante sezione ritmica di Enzo Mascolo e Rolando Cappanera.
Se la presenza di Royal Ar Force (il secondo giorno, domenica 22 luglio) e Revenge, le cui recenti reunion lasciano ben sperare per il futuro, potrebbe essere già di per sé un motivo sufficiente a sacrificare un week end al mare a favore delle rive del Ticino, è bene dire che tutti i gruppi che hanno preso parte al festival si sono esibiti attingendo al massimo dal proprio potenziale. A tutto questo bisogna infine aggiungere che il festival Italian Metal Legends nasce dalla mente di due persone, che sono riuscite ad organizzare il tutto nel modo migliore, non solo per il tenore dei gruppi presentati, ma anche per l’imponente campagna pubblicitaria (oltre a una massiccia diffusione di volantini, anche al Gods of Metal, il festival è stato pubblicizzato fra gli altri su Rock TV) e per la piacevole ambientazione in cui il tutto si è svolto. Niente asfalto, ombra a volontà, prezzi politici e un tempo atmosferico accettabile (a parte le implacabili zanzare pavesi) fanno pensare a questo evento come a una delle punte di diamante della stagione estiva concertistica dell’anno in corso.

Setlist Revenge:

Another kind of love
Dead Or Alive
Hotzone
Rock You To The Top
Girls are Dancing
Not The Same
Home Again
Shelther
Survival Instinct Title
Tonight
Angels in Leather
Don’t Play With Fire

Setlist Crying Steel:

Kill Them All
Over My Sins
Raptor
No One’s Crying
Night Owl
Defender
Let It Down
Running Like A Wolf
Hands High
Shut Down
Thundeergods

 

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Dario Menacer

    Festival fantastico.
    Da cultore del Metal italiano mi sono quasi commosso a vedere queste bands con questa energia.
    Il tizio che si aggirava per il fest col vinile dei Revenge (e non solo) ero io 😉
    MI AUGURO che ci saranno altre numerose edizioni!

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