Issa – Recensione: Queen Of Broken Hearts

“Incubato” da Frontiers Records, il progetto “Issa” nasce ormai vent’anni fa per costruire attorno alla figura della talentuosa artista norvegese Isabell Oversveen un mondo rock di melodie vocali, alla cui costruzione contribuisce oggi una squadra tutta italiana: sono infatti Simone Mularoni (DGM) alle chitarre, Andrea ToWer Torricini (Vision Divine) al basso, Marco Di Salvia (Hardline) alla batteria ed Alessandro Del Vecchio, incaricato di composizione e tastiere, ad accompagnare Issa nella realizzazione del suo sesto album in studio. Nonostante la sua chiara caratterizzazione melodica, “Queen Of Broken Hearts” è un disco che ama alla follia i momenti esplosivi, i tempi cadenzati dell’heavy e quell’espressione corale che unisce. Quasi viscerale nella sua capacità di creare densità, nel modo in cui cori ed arrangiamenti di chitarra danno vita ad un dialogo continuo e frizzante (“Queen Of Broken Hearts”), il disco della cantante norvegese ha l’obiettivo di travolgere l’ascoltatore con un’attitudine che privilegia il puro impatto. Il problema, se di problema si può parlare, è che il lavoro nella sua interezza sembra – traccia dopo traccia – cominciare a patire gli effetti di una proposta così fisica e incastrata, che pare disegnata su un foglio di carta millimetrata: se infatti ci si abitua piacevolmente ai silenzi che dividono un’esplosione ritmica dall’altra, la ricerca della soluzione hollywoodiana, spesso figlia di uno sterile tecnicismo (“Derive”), finisce con lo smorzare tutte le componenti, originali o romantiche, che a “Queen Of Broken Hearts” avrebbero potuto dare un po’ più di varietà, verve e ricchezza di toni.

Un disco con queste peculiarità potrebbe essere apprezzato nella forma di un musical, con le canzoni a completare una suggestione visiva, una scenografia elaborata, una storia che con il momento cantato risolve un nodo narrativo: sarebbe un tipo di fruizione diversa, più impegnativa ed elaborata, che allo stato delle cose richiede invece lo sforzo di dare al prodotto quelle suggestioni che le sue note, messe in fila ordinate come collanine di bigiotteria (“Wait For Love”), non sempre comunicano. A fare le spese di questa relazione complicata con l’ascoltatore e le sue aspettative sono un’idea di femminilità (interamente compromessa da un’impostazione del lavoro vigorosa e testarda, al punto da annoiare), la varietà del songwriting (che non rivela nemmeno un tentativo di diversificazione, risultando oltremodo prevedibile specialmente nella seconda parte della scaletta) e, come diretta conseguenza di premesse così poco saporite, un’omogeneità che si trasforma in ripetizione in tempi purtroppo molto brevi. “After The Rain” crederete di averla già sentita sullo stesso album almeno un altro paio di volte, ad esempio, e questo solo durante il suo primo ascolto.

Il fatto che “Queen Of Broken Hearts” sia prodotto in modo accurato, come da tradizione Frontiers, aiuta a prolungare gli ascolti, ma non tante volte quante ce ne vorrebbero per poter davvero parlare del carattere, dello spessore e della longevità degni di una vera regina. Nonostante una prova che dal punto di vista del puro mestiere può meritare l’appellativo di queen of melodic rock (“The Night It Rained Forever”), l’estrema linearità dell’approccio, l’insistenza su un mid-tempo tanto potente quanto atonale e la composizione algida degli elementi potrebbero forse apparire coerenti con la provenienza norvegese della Oversveen, ma svelano solamente una parte del racconto all’ascoltatore alla ricerca di un coinvolgimento – e di un linguaggio – più pieno e sofisticato. “Il songwriting è (…) privo di particolari novità e ogni canzone insegue, senza dubbio in modo del tutto volontario, un qualche cliché stilistico”: lo scrivevamo su queste pagine oltre mille giorni fa, e da allora sotto i ponti italiani di Issa non sembra essere passata molta acqua.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2021

Tracklist: 01. Angels Calling 02. The Way Out 03. The Night It Rained Forever 04. I'm Here To Stay 05. Blue 06. Queen Of Broken Hearts 07. Derive 08. Without Love 09. Wait For Love 10. After The Rain 11. Die For A Life With You
Sito Web: facebook.com/issa.oversveen

Marco Soprani

view all posts

Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi