Overkill – Recensione: Ironbound

Qualcuno deve aver ricordato gli Overkill di essere un gruppo metal con i cosiddetti. Forse è bastato far riascoltare a Bobby “Blitz” e D.D. Verni le loro prime 5 uscite, forse è merito della scelta di appoggiarsi per la produzione ad un metal-maniac come Peter Tagtren o della rinnovata attenzione che il classico speed-thrash sta raccogliendo anche negli U.S.A., ma sta di fatto che la band di New York ha accantonato ogni velleità di revisione moderna del proprio stile e ha puntato dritto sul sound che ha contrassegnato gli inizi della carriera. Una sterzata all’indietro che non abbraccia solo la tipologia di produzione (comunque potentissima e tagliente, con finalmente le chitarre in evidenza), ma anche la pratica di composizione. Clamoroso il caso di “Bring Me The Night”, brano speed metal assolutamente in linea con la vecchia scuola americana figlia della NWOBHM, ma un po’ dappertutto si respira un’aria dannatamente ottanta. Con risultati scontati finché vi pare, ma pur sempre in grado di solleticare le giuste corde. In particolare restano subito impressi brani come “The Green And Black”, lunga ed elaborata metal-suite in cui la band racchiude i fondamenti di un’identità musicale , e “Ironbound”, up-tempo tritasassi come si conviene ad una song con tale titolo. La sostanza è di quelle ben note: riffing serrato, cambi di tempo, assoli fulminanti e inserimenti più melodici dai toni comunque tenebrosi. Un canovaccio che si ritrova esposto in tutte le sue variazioni nel resto della scaletta, senza mai la tentazione di uscire dal seminato. Tanto che se la band dovesse confessare di aver semplicemente riperso e rivisto una manciata di pezzi accantonati tra il 1985 e il 1991, nessuno potrebbe obiettare. In fondo non vi aspetterete veramente che siano “vecchietti” come gli Overkill a indicare nuove strade? Loro fanno quello che sono capaci e in questo caso lo fanno davvero bene. Se cercavate qualcosa di diverso avete semplicemente sbagliato indirizzo.

Voto recensore
8
Etichetta: Nuclear Blast / Warner

Anno: 2010

Tracklist:

01. The Green And Black

02. Ironbound

03. Bring Me The Night

04. The Goal Is Your Soul

05. Give A Little

06. Endless War

07. The Head And Heart

08. In Vain

09. Killing For A Living

10. The Src


Sito Web: http://www.myspace.com/overkill

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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