Destruction – Recensione: Inventor Of Evil

AFM / Audioglobe Se avevate il timore che la band di Schmier potesse cercare qualche insana sperimentazione, rilassatevi , i Destruction riprendono imperterriti a macinare il loro aggressivo thrash anni ottanta senza farsi troppi problemi. Una bella sicurezza per i fan, ma questa volta il valore del prodotto finito non ci sembra completamente all’altezza della fama della band: a parte alcune song davvero buone messe nella prima parte come ‘Soul Collector’, ‘The Calm Before The Storm’ o ‘The Defiance Will Remain’, il resto non convince per impatto e immediatezza, ma nemmeno propone una struttura più elaborata in grado di guadagnare con il passare degli ascolti. Delude ad esempio una canzone attesa come ‘The Alliance Of Helloundz’, in cui uno stuolo impressionante di guest star (Doro, Bjorn Strid, Shagrath, Bill Byford, Messiah Marcolin, Paul Di Anno, etc…) presta la propria voce ad una song estremamente banale e costruita palesemente a solo scopo promozionale. La sensazione in più punti è quella di trovarsi ad ascoltare una lunga sequenza di filler, song mai totalmente deludenti, ma tirate appena fuori dall’anonimato grazie all’esperienza di chi mette un assolo al posto giusto, piuttosto che un passaggio vocale convincente. Troppa poca continuità per una band che in passato (anche recente) ha scritto grandi classici. Non ci convince nemmeno la produzione del sempre più impegnato Peter Tägtren che a differenza di altre volte non riesce a donare esplosività alle chitarre e definizione alle base ritmica, un po’ quello che era successo ad un disco come ‘Catch 22’ dei suoi Hypocrisy. A lasciarci il dubbio di non averci preso rimane però la scarsa durata del promozionale, che presenta solo brani tagliati brutalmente dopo un paio di minuti… Non si mai che l’ascolto dell’intera opera riesca a rialzare il giudizio, fermo per ora ad una piena ma poco esaltante sufficienza.

Voto recensore
6
Etichetta: Afm / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist:

01. Soul Collector

02. The Defiance Will Remain

03. The Alliance Of Helloundz

04. No Man's Land

05. The Calm Before The Storm

06. The Chosen Ones

07. Dealer Of Hostility

08. Under Surveillance

09. Seeds Of Hate

10. Twist Of Fate

11. Killing Machine/ outro


riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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