Inquisition – Recensione: Into The Infernal Regions Of The Ancient Cult (ristampa 2010)

Hells Headbangers riporta all’attenzione del pubblico gli Inquisition, two-piece black metal colombiano (in seguito stabilitosi nei pressi di Washington) attivo dal lontano 1988 e vera leggenda dell’underground sudamericano.

“Into The Infernal Regions Of The Ancient Cult” esce originariamente nel 1998 e viene oggi proposto in una nuova versione completamente rimasterizzata e con una cover alternativa. Come lecito aspettarsi, da un punto di vista musicale siamo di fronte a un black metal di vecchio stampo in tutto rispondente ai criteri della tradizione (ed è strano osservare come un gruppo latino possa suonare così “freddo”).

I brani sono mediamente lunghi (tra i sei e i nove minuti) e poggiano in primis sulle chitarre, spesso rarefatte e atmosferiche, una sezione ritmica martellante e una voce, quella di Dagon, piuttosto strana. Il frontman non ricorre infatti allo screaming ma a un parlato sussurrato e sibilante, vero elemento distintivo di questo ensemble. Notiamo come i brani non disdegnino però ampie parti dal respiro melodico, ottenute attraverso rallentamenti dal flavour doom e da innesti di chitarra acustica (oltre a introduzioni recitate), a dimostrare come acts del livello di Black Sabbath e Celtic Frost facciano parte del carniere di influenze dei due musicisti. Una ristampa che ha il merito di farci riscoprire una realtà dimenticata, interessante per la nicchia di pubblico legata alle sonorità sotterranee.

Etichetta: Hells Headbangers

Anno: 1998

Tracklist: 01.Unholy Magic Attack
02.Those Of The Night
03.The Initiation
04.Empire Of Luciferian Rage
05.Summoned By Ancient Wizards Under A Black Moon
06.Journey To Infernukeorreka
07.Into The Infernal Regions Of The Ancient Cult
08.Mighty Wargod Of The Templars (Hail Baphomet)
09.Solitary Death In Nocturnal Woodlands
10.Hail The Cult
Sito Web: http://www.myspace.com/inquisitionusa

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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