Warlord: Intervista a William J Tsamis

I miti: spesso si tramandano da una generazione all’altra, affidandosi quindi al solo verbo degli anziani, decantanti solitamente di gesta, che giovani virgulti possono solo immaginare. I suddetti miti, però non fanno parte solo di epoche passate, bensì anche di periodi più vicini alle vite di tutti noi. Uno di questi miti, ha il nome di Warlord. Un nome che ai più suona “semplicemente” familiare , ma che – a chi sta per tagliare il traguardo delle trenta primavere e oltre – ha significato moltissimo per il proprio bagaglio musicale. Un nome, una band, un genere che è stato creato da Destroyer e Thunder Child e ha dato origine all’epicità metallica per eccellenza, che ritroviamo puntualmente in un’impressionante moltitudine di releases degli ultimi quattro lustri.

William J. Tsamis è il prescelto dalla sua label, l’italica Atrheia Records, per rendere partecipi i lettori di Metallus di un così fondamentale ritorno. La parola, quindi, a quello che una volta era noto come Destroyer: quest’album è arrivato dopo un’attesa molto lunga… le tue emozioni riguardo a questo ritorno?

“Prima di tutto vorrei ringraziare te, Luca e Metallus, per questa intervista e per l’opportunità che mi dai per parlare con i fantastici fans italiani. Ho ricevuto molte lettere da fans italiani durante questi anni e queste lettere e cartoline sono state molto incoraggianti per me. Comunque, per quanto riguarda le mie emozioni per questo progetto, sono molto eccitato di condividere la nostra musica con i fans che sono stati così affezionati alla musica dei Warlord durante questi anni. E’ stato bello lavorare con Mark e Joacim e quando ci siamo incontrati a febbraio abbiamo scoperto di stare bene insieme e siamo diventati molto amici. Figurati che sono agitato io per i fans che ascolteranno il nuovo album! Siamo molto orgogliosi del nostro lavoro e vogliamo condividerlo con quei fans che amano il power epic metal come noi.”

Nel booklet di “Rising…” c’è un ringraziamento speciale per Fabrizio Giruzzi. Quanto siete affezionati a questo ragazzo (tra l’altro loro label manager; ndA) e da dove è nato questo affetto?

“E’ molto semplice. Fabrizio è stata l’unica persona ad intuire la potenzialità di un progetto con Joacim Cans, Mark Zonder e me. Penso che ci voglia qualcuno con un gusto speciale in fatto di musica per apprezzare certi talenti e se guardi le bands della label di Fabrizio, penso che sia riuscito a mettere insieme alcuni dei più grandi talenti del metal. Questa è una delle ragioni per cui mi piaceva l’idea di andare con la Atrheia Records. Ha apprezzato le capacità di persone come Olaf Thorsen, Fabio Lione, Kiko Loureiro, Rafael Bittencourt, Stef Burns e altri artisti, mentre altre label hanno molte bands che – possono essere popolari – ma che hanno capacità limitate. Non so come spiegarmi.. per qualche ragione Fabrizio è riuscito a vedere il nostro potenziale ed è stato aggressivo come un businessman per rischiare! E’ da ammirare. Onestamente ti dico: quel ragazzo è così impegnato, fa così tante cose… non so proprio come fa a farle tutte e bene. Comunque, è il più grande amico e sostenitore dei Warlord e se non fosse stato per lui “Rising out of the Ashes” non sarebbe esistito.”

Prima di parlare del nuovo album ho un’altra domanda: cosa si prova ad aver cambiato la scena metal con “soltanto” un mini album, un full lenght, una collezione e un Best of?

“Sai, rispondo a questa domanda tutte le volte e ricevo lettere da molti musicisti che mi dicono quanto sono stati influenzati dalla musica dei Warlord. Apprezzo molto questi commenti, ma non mi prendo così sul serio. A dir la verità non sento molte influenze dei Warlord nelle altre band. Sento Helloween e Yngwie, ma non Warlord. Ho sempre considerato i Warlord una cult band underground con dei fans affezionati. E’ straordinario che nonostante abbiamo prodotto poco materiale e che non abbiamo mai suonato da nessuna parte, i Warlord siano durati così a lungo. Se fossi un fan, probabilmente mi sarei annoiato ad ascoltare ‘Child Of The Damned’ e ‘Aliens’ per 18 anni, ah!Ah! Una cosa che mi dà sempre i brividi è ascoltare covers di canzoni dei Warlord suonate da altre bands… Mi fanno piacere perché considero il loro tributo ai Warlord come un regalo per me.”

“Rising Out Of The Ashes” è il tuo album di rinascita. Il significato della copertina di “Rising…” è la rinascita? Cosa significa questa copertina?

“Rinascita? Non proprio. E poi gli Angra hanno già usato quel titolo, eh! Eh! Volevo semplicemente dire che il nuovo album dei Warlord è la continuazione delle cose che Mark ed io abbiamo sempre voluto fare. “Rising out of the Ashes” è solo un titolo che abbiamo scelto tra le altre possibilità ed ha a che fare con il mito della fenice che rinasce dalla morte. Ma la copertina dell’album è un’idea che avevo in mente. Il famoso artista fantasy Brom (Diablo II) voleva darci un suo disegno per la copertina ma quello che ci piaceva di più, “The Conjurer”, era di proprietà della Blizzard Entertainment o Wizards of the West Coast, e non potevamo farci niente a causa del copyright. Allora decidemmo che a quel punto non avremmo puntato su un artista fantasy perché quasi tutte le metal band oggi usano il fantasy e noi volevamo essere diversi. Allora abbiamo cercato un artista grafico, Brian Ames, un amico di Mark. Dopo aver discusso la mia idea con Mark e Joacim, dissi a Brian che volevo una situazione post-apocalittica con il logo Warlord, che è una “W” che esce da una buca o da un fiume di lava, con elementi disastrosi sullo sfondo. Non ha un significato profondo tranne che quello che si può vedere. Pensiamo solo a uno scenario apocalittico ed epic… Mi sono sempre interessato a queste cose.”

A prima vista non è un concept album: puoi dirmi qualcosa riguardo ai temi delle canzoni?

“I Warlord non sono una concept band come molta gente pensa. Si, il nostro sound o la presentazione hanno a che fare con temi epici e potenti. Direi che la maggior parte delle canzoni ha a che vedere con la depravazione dell’ umanità e la crisi esistenziale che ha ogni essere umano. ‘Battle of the Living Dead’ parla di come la maggior parte della gente vive a seconda della mentalità del ”branco” e vive la loro vita come se fossero morti, vivendo seguendo le convenzioni della società. La canzone dice di rialzarsi, di prendere la propria spada e di combattere contro le convenzioni di questo mondo, così facendo saranno vivi e individuali. ‘Enemy Mind’ parla degli sforzi che l’essere umano deve fare per sopravvivere in questa vita. La vita a volte può essere un inferno vivente e tutti siamo passati attraverso tempi difficili e bui; ma allo stesso tempo c’è qualcosa dentro di noi che fa di noi stessi il nostro peggior nemico… Non solo la vita cerca di distruggerci, a volte siamo noi che senza saperlo cerchiamo di distruggerci. ‘My Name is Man’ riguarda la crezione dell’uomo e subito dopo abbiamo ‘Lucifer’s Hammer’ che parla della distruzione dell’umanità a causa di un missile nucleare. Ovviamente ci sono canzoni che sono semplicemente odi a grandi capolavori dell’arte. Per esempio, ‘War in Heaven’ è basato su “Paradiso Perduto” di John Milton e ‘Achilles Revenge’ sull’ “Iliade” di Omero. Mi piacere sentirmi libero quando scrivo i testi. Non abbiamo cause o rancori in particolare. Non siamo contro questo o contro quello… Ero così a 15 anni. Sono solo contro la disumanità dell’uomo contro i suoi simili, e questa disumanità non è causata da una particolare nazione o filosofia o istituzione. E’ in ogni uomo. Se dovessi trovare un filo conduttore nei Warlord direi che è la “depravazione dell’uomo” e “ l’ispirazione e i sogni dell’uomo” che vengono facilmente distrutti, o a causa delle relazioni o per qualsiasi altra cosa. Questo è il tema di ‘Sons Of A Dream’ e ‘Lost and Lonely Days’. Direi di ascoltare e leggere i testi delle canzoni… c’è qualcosa di diverso in ognuna e le ho scritte con un po’ di ambiguità in modo che ogni ascoltatore possa interpretarle a seconda della propria vita.”

I Warlord hanno influenzato notevolmente i Lordian Guard. Ma ora i fattori si invertono: ci sono influenze dei Lordian nei Warlord del 2002?

“Come prima cosa ti dico che ‘Battle of the Living Dead’, ‘ Winds of Thor’ e ‘War in Heaven’ erano canzoni dei Warlord. Anche se le ho modificate durante gli anni, l’essenza di queste canzoni è rimasta la stessa ed erano solo l’ombra della loro vera forma nei Lordian Guard, adesso nel nuovo Warlord hanno raggiunto il loro vero potenziale. Le canzoni sono lontane anni luce dalla versione dei Lordian Guard. Non per sminuire il mio lavoro con i Lordian Guard, ma con i Warlord ci sono Mark Zonder e Joacim Cans, due degli artisti più talentuosi del pianeta. Comunque, come la fuga in A minore di Bach può essere suonata con un arpicordo, un organo da chiesa, il violino, la chitarra, da un’orchestra da camera o da un’orchestra intera, così queste canzoni hanno un motivo di base simile che può essere espresso in forme diverse. Ripeto, queste canzoni hanno raggiunto la loro forma e il loro potenziale in “ Rising Out Of The Ashes” che è un’espressione degli ultimi Warlord. All’inizio, Mark e io discutevamo se dovevamo fare queste canzoni o no e alla fine abbiamo deciso di farle perché prima di tutto erano canzoni dei Warlord e perché sono grandi canzoni che meritano di essere espresse nella forma più adatta e di essere distribuite al pubblico dell’epic e power metal.Per quanto riguarda il mio stile di composizione, penso di essere diventato più maturo, più melodico, più epico e molto più dark e malinconico. Penso che questo processo di maturazione abbia portato i Warlord ad un livello più alto.”

Non hai cambiato le linee principali della tua musica. Vuoi mantenere il nome Warlord legato ad un “cliché musicale”, come hanno sempre sostenuto e fatto i Manowar?

“Quando compongo una canzone, è una “composizione” nel senso classico. Non ci possono essere cambiamenti. Le canzoni sono fissate e le note sono scritte sulle righe del pentagramma. Questo stile di composizione è davvero perfezionista e consente solo piccolissime variazioni. Anche se ‘Battle of the Living Dead’ può sembrare simile alla versione dei Lordian Guard, se paragoni le due, sono diversissime. Una è ambient e di atmosfera, l’altra è puro power epic metal, anche se il motivo melodico di base è lo stesso. Anche se le linee principali della musica sono quasi le stesse, ci sono differenze drammatiche, soprattutto con Mark alla batteria, senza il quale i Warlord non esisterebbero. E ci sono differenti sfumature nel lavoro della chitarra. In più c’è un cantante molto bravo, così che è un’espressione molto diversa. Non c’è paragone tra le due. Ripeto, è come ascoltare un pezzo di Bach suonato con la chitarra e poi sentire lo stesso pezzo eseguito da un’orchestra. Per quanto riguarda i Manowar, ho sentito solo uno dei loro album, ‘Louder Than Hell’, non conosco la loro musica e non so come la gestiscano.”

La sensazione epica: quanto è importante nella tua vita?

“Beh, ho sempre amato tutto ciò che è epico, sia nei film, che nell’arte, che nella musica. Ma non sono davvero interessato allo pseudo-epic che esiste nella letteratura e nella musica oggigiorno. Penso che la maggior parte sia un tentativo di avvicinarsi alla natura del vero spirito epico. Devo dire che l’arte e la cultura del rinascimento italiano hanno influenzato il mio amore per i capolavori epici. Sono molto influenzato dall’arte del rinascimento italiano.E’ così sontuosa e solenne, potente e toccante. Come la parte del capolavoro di Michelangelo “Il giudizio universale” in cui San Bartolomeo tiene in mano la sua pelle dopo essere stato scorticato vivo e poi verso il fondo, c’è Caronte che trasporta le anime al di là dello Stige. Sono cose che amo profondamente. La creazione e l’universo sono molto epici e noi tutti ne facciamo parte.. la penso così. E, ovviamente, amo scrivere canzoni epiche anche se, nonostante facciamo power metal, cerchiamo di limitare le canzoni epiche a poche per album. Sul prossimo album dei Warlord c’è una canzone epic che si chiama ‘Philosopher King’, basata su ” La Repubblica” di Platone e sono sicuro che ogni fan del power epic metal la amerà.”

Come mai la decisione di ripercorrere un vostro successo come ‘ Lucifer’s Hammer’?

“Dato che ‘Lucifer’s Hammer’ era il nostro debutto come entità professionali (Metal Massacre II), pensavamo che sarebbe stato bello riproporre queste canzoni. Adesso sembra un po’ altisonante – l’ho sempre sentito così nella mia mente. Inoltre, ci piace suonare questa canzone. E’ una canzone magnifica!”

Potresti dirmi quale è stato il periodo migliore nella tua vita privata? E nella tua carriera?

“Dopo che mio padre morì nel 1985, i Warlord si sciolsero (avevo 24 anni). E’ stato un periodo molto difficile della mia vita, cercavo di rispondere alle grandi domande sulla vita e sulla realtà. Ho sempre avuto una predisposizione a pensare filosoficamente, ma la mia vita era davvero un disastro. Non sono mai stato una persona religiosa, ma la mia vita era così nel caos che pregai Dio di aiutarmi. Ero davvero sincero e da quel giorno in poi decisi che avrei seguito gli insegnamenti di Cristo, non solo per migliorare la mia vita ma per diventare un essere umano migliore nei confronti degli altri, poichè non ero una persona molto gentile prima di quel periodo. Certo, so che non è conveniente per un musicista heavy metal, ma voglio essere onesto. Non sono perfetto, devo ancora faticare e ho i miei problemi. Ma provo a vivere seguendo gli insegnamenti di Cristo. Comunque, dopo due o tre anni, decisi di andare al college e di studiare filosofia, solo per interesse personale. Col passare del tempo, avevo risultati sempre più eccellenti nel campo accademico e mi misi a studiare anche religione. Raggiunsi livelli alti e mi ritrovai ad essere un insegnante di una scuola superiore. Mi piaceva insegnare etica perché potevo davvero stare vicino agli studenti e capire i loro problemi. Volevo bene a quei ragazzi e molti di loro adesso sono miei amici – ed anche fans dei Warlord! Dopo un paio di anni mi offrirono di insegnare filosofia al college e lavorai anche con un’ associazione accademica dove ero membro della commissione e ricercatore. Scrivo sui giornali e partecipo a dibattiti sulla filosofia. Mi piace insegnare filosofia e religione al college. Gli studenti sono giovani e entusiasti e hanno voglia di imparare. E’ come quando qualcuno ha fame e tu hai molto cibo: sei contento di dargliene un po’. Questa è stata la più grande gioia della mia vita, ma non è niente in confronto all’ essere diventato padre. Non l’heavy metal, non l’insegnamento, niente altro: mia figlia è un dono di Dio e conservo nel mio cuore ogni momento che passo con lei. Ha 8 anni e so che crescerà alla svelta e diventerà una giovane donna. Cerco di rendere ogni momento speciale, passo molto tempo con lei (la porterò al Wacken!) e sto facendo del mio meglio per essere un buon padre che la guiderà e le insegnerà come essere una brava persona. Paragonato alla paternità, il resto è niente; se me lo avessero detto prima di diventare padre, non ci avrei mai creduto. Per me Dio e la famiglia sono le cose più importanti !!! Il libro degli Ecclesiasti nella Bibbia riflette la mia filosofia di vita.

Però ! Hai diversi impegni oltre i Warlord…

“Eh, si.. come ti ho spiegato, sono insegnante di filosofia e religione al college, inoltre aiuto mio zio e mio cugino con degli investimenti. Non ho molti soldi, ma ho una bella famiglia, una casa decente, uno studio di registrazione, pochi amici intimi, un cane, due gatti, e vivo vicino alla spiaggia. Ho una vita tranquilla, senza costrizioni, tranne quando ho da fare qualche lezione. Scrivo molto durante l’anno scolastico. Altrimenti mi troveresti a parlare di politica con mio zio, a suonare la chitarra o la tastiera, a leggere libri accademici e, cosa più importante, a passare il tempo con la mia bambina. Mi sento fortunato ad avere questa libertà nella vita… Non mi interessa avere molti soldi, mi bastano quelli per pagare le bollette, perché non c’è niente altro di cui ho bisogno e niente che voglio… Continuerò sempre a suonare, a comporre, a registrare musica e continuerò la mia carriera accademica…Sono una persona soddisfatta più che ambiziosa. La Fede in Dio mi ha aiutato a capire che le cose semplici della vita sono le più belle e le più importanti…”

Come ti invidio, William… ma torniamo al disco : Joacim aveva un sogno.. diventare il cantante dei Warlord. Puoi raccontarmi la faccia di questo ragazzo quando gli hai comunicato la vostra scelta per il nuovo cantante della band?

“Nello stesso giorno in cui Mark mi mandò una email per chiedermi se mi interessava fare un altro album con i Warlord, Joacim era tornato dal tour in Sud America con gli Hammerfall. Dal 1995 Joacim ed io eravamo diventati buoni amici attraverso internet, eravamo amici di penna. Quel giorno accadde che Joacim mi scrisse e io gli risposi: “Ti piacerebbe fare un album con i Warlord, con Mark e me?”. Lui era sorpreso, in modo positivo: per riprendersi ha dovuto fare un giro per prendere aria e fare molti respiri profondi…..Poi ritornò al computer e mi scrisse: “SI SI SI SI SI !“. E’ stato divertente… Quando venne a New York nel Febbraio 2002 per incontrare Mark e me, fu sorpreso vedendo che Destroyer e Thunder Child erano due ragazzi normalissimi. E ci divertimmo tantissimo !!!”

Damien King I è stato il miglior cantante dei Warlord del passato. Hai qualche sua notizia?

“No, non ho mai saputo cosa è successo a Jack Rucker. Era un buon cantante, sono sicuro che abbia trovato una band più “pop”. Warlord erano una vera heavy metal band, anche se lui ha fatto un buon lavoro per noi, penso che sia sempre stato più incline alla musica pop/rock. Spero che vada tutto bene per lui perché è davvero un bravo ragazzo.”

I Warlord hanno scelto il palco del Wacken per dire al mondo che sono tornati. Cosa state architettando per lo spettacolo? E come deciderete la scaletta?

“Non ne voglio parlare prima della nostra esibizione. Tutto quello che posso dire è che i Warlord suoneranno dal vivo come sull’album. Per raggiungere questo scopo abbiamo chiamato il chitarrista Paolo Viani dei Black Jester e Moonlight Circus e il tastierista Daniele Soravia e Pasko, il bassista dei SIGMA.”

Dovevate tenere un concerto a Verona alla fine di luglio, ma è stato purtroppo cancellato… quando i fans italiani vi potranno vedere dal vivo?

“Non so di preciso, ma spero che i Warlord potranno venire a suonare in Italia. Molti dei nostri fans più affezionati sono italiani, e gli italiani hanno buon gusto in fatto di metal. Forse è per questo che ci sono così tante buone metal bands. Si, vorrei venire in Italia a condividere la musica dei Warlord con i miei amici e fans. Dato che ho preso tanto dalla civiltà italiana, penso che sia giusto dare qualcosa a gente magnifica come gli italiani. Grazie ancora per questa intervista, Luca…. Auguro il meglio a te e a tutti i fans !”

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