Void Of Sleep: “New World Order” – Intervista alla band

Un concept interessante dedicato al mistero delle logge massoniche e alle teorie della cospirazione, una proposta musicale che si fa sempre più matura e raffinata. I romagnoli Void Of Sleep hanno tutte le carte in regola per dire la loro nel panorama italiano e noi speriamo che la fascia di pubblico interessata alla musica impegnata e fuori dagli schemi risponda con entusiamo. “New World Order” è un ottimo esempio di sludge/progressive visionario e cangiante, una spirale di suoni che potrà deliziare o stordire, ma di certo non lascerà indifferenti.

Per prima cosa benvenuti e grazie dell’intervista. Il nuovo album “New World Order” è un concept che avete definito una “metafora occulta” dipingendo l’uomo come attentatore della sua stessa specie. Volete illustrarcelo meglio?

Burdo: Ciao Andrea e grazie a te per l’opportunità concessaci!

Bè, diciamo che da fautore del concept di questo disco posso dirti che chiunque legga i testi può notare che l’album è intriso di epicità e maligno, ci sono passaggi ispirati al vecchio testamento e alla storia antica oltre che ad altre cose di pura fantasia; di primo acchito potrebbe sembrare una storia molto lontana dalla realtà dei nostri giorni, ma in realtà se si legge oltre le righe i temi trattati nelle sette canzoni sono più che mai di attualità.

Da sempre l’uomo ha cercato la supremazia sulla natura e sui propri simili, cercando addirittura di sostituirsi a Dio…il culto della personalità, dell’individuo è sempre più esasperato nell’epoca in cui viviamo…assistiamo giornalmente a notizie di uomini che in nome del potere e dei soldi uccidono intere popolazioni…è così…la storia si ripete da sempre, ciclicamente…sono fermamente convinto che da sempre esistano società occulte che gestiscono enormi poteri e che tirano le fila, a nostra insaputa o quasi, di tutto ciò che succede. Chiaramente a queste persone fa parecchio comodo che chi sollevi certe questioni sia semplicemente additato come un complottista e un visionario…tutto ciò a parer mio è la metafora del male, che viene rappresentato nelle liriche come Satana o il suo Anticristo, ma che ben presto si capirà essere in fin dei conti solamente un uomo ispirato dal maligno…credo che là fuori ce ne siano parecchi e credo che il male sia insito nella natura dell’uomo.

Nei testi ci sono connessioni alla massoneria o con le tanto in voga teorie del complotto?

Burdo: Si, come dicevo poc’anzi ci sono connessioni con svariate teorie, il rapporto tra Massoneria e satanismo, la venuta di un ultimo anticristo, che sarà comunque un uomo e non una creatura soprannaturale, e il fatto che egli possa essere identificato come un prossimo (o già presente?) capo di stato che porterà il mondo alla rovina…ma ad ogni modo credo che l’argomento sia talmente vasto che, il suo bello è che ognuno lo può interpretare a suo modo.

Anche la copertina dell’album sembra molto simbolica. Cosa rappresenta e chi è il suo autore?

Burdo: Si hai perfettamente ragione, l’idea mi venne mentre ero in vacanza con la mia ragazza in Umbria, principalmente per relax e riordinare le idee…stavo sviluppando già da qualche tempo il concept delle liriche ed andai a visitare il duomo di Orvieto visto che sono abbastanza appassionato di arte.

Qui ebbi una vera e propria folgorazione, quando vidi i dipinti sul Giudizio Universale del Signorelli capii che la grafica doveva avere la stessa valenza comunicativa di quel dipinto.

A disco finito, dopo anche l’evoluzione finale dei testi e delle musiche ho passato i pezzi al nostro grafico e vecchio amico Simone Bertozzi (già autore dell’artwork del precedente album “Tales Between Reality and Madness” e ottimo musicista) e BAAM! Se ne è venuto fuori con questo capolavoro; a mio parere lo è veramente perchè racchiude nei simboli e nei colori tutta la tensione del concept.

Venendo alla musica trovo che rispetto al precedente “Tales Between Reality And Madness”, il nuovo album suoni più orientato al progressive a tutto tondo, per quanto espresso in modo molto personale e in cui non mancano riferimenti allo sludge. Voi cosa ne pensate e quali passi in avanti credete siano stati compiuti?

Gale:  Io personalmente penso che dei passi avanti siano stati fatti, “Tales Between Reality And Madness” è sicuramente un album molto valido, e a mio parere anche personale e maturo per essere un debutto, ma con “New World Order” abbiamo ulteriormente alzato il livello compositivo e reso ancora più personale il nostro sound. Il primo era più diretto, con grandi canzoni e melodie che ti rimanevano in testa, il secondo è sicuramente più complesso e meno immediato, va assimilato piano piano. Quello di cui sono soddisfatto è che pur avendo innegabilmente molte influenze riusciamo a farle convivere in modo naturale, ad esempio in un paio di recensioni sono venute fuori frasi che suonavano come “mescolano generi che non possono stare insieme ma lo fanno ed il risultato è incredibile!” ecco, questo per me è un gran complimento, significa che hai creato qualcosa di originale. Non ho la pretesa di inventare qualcosa di nuovo anche perchè credo sia quasi impossibile ma già il fatto di non essere uno delle migliaia di cloni che ci sono in giro mi sembra una bella soddisfazione.

Burdo: Come avevamo dichiarato anche per il disco scorso non ci sentiamo per forza legati ad un genere predefinito, abbiamo gusti vari e ci piace spaziare, quando prendemmo la decisione di sviluppare un concept album fu inevitabile ispirarsi a chi in passato lo aveva già fatto rimanendo nella storia e in questo direi che il prog rock è il genere principe.

Insomma, diciamo che è stata un evoluzione naturale dettata da ciò che ci ha ispirato durante la stesura dei brani nella nostra sala prove almeno per questo disco, ci rendiamo conto che la gente tende a dividere tutto per generi ed etichette e che questo cambio rispetto al disco precedente possa spiazzare, ma noi funzioniamo solo così, non possiamo scrivere musica a comando, credo che però il bello sia che nonostante questo il suono dei Void of Sleep sia comunque riconoscibile su entrambi i dischi.

L’album è stato prodotto e mixato a Ravenna e poi masterizzato negli Stati Uniti. Volete parlarci delle varie fasi di lavorazione prima dell’uscita di “New World Order”?

Paso: Per chi mi conosce si tratta di una mia classica produzione: puntata a riprodurre il più fedelmente possibile il sound originale della band. Ma in questo caso, prendendo spunto dal concept stesso, ho voluto sviluppare un arrangiamento “sommerso” volutamente nascosto e solo in raro caso udibile chiaramente. Non si tratta delle fondamenta, anzi spesso è in forte antitesi: l’occulto.

Ringraziandovi ancora per averci concesso in esclusiva l’ascolto di “Hidden Revelations”, vi chiediamo di rivelarci qualche particolare in più sulla canzone. L’avete definito come il pezzo da cui ha avuto origine tutto il concept, potete spiegarvi meglio?

Burdo: Si, il pezzo a livello strumentale è arrivato per primo, stavamo buttando giù le prime idee nuove dopo le date di supporto al precedente album ed io avevo composto a casa, con una chitarra acustica il giro di accordi della strofa e del ritornello con anche la melodia vocale, che per la verità è rimasta molto simile fino alla fine, l’accostamento di note ha un mood molto prog anni 70’, un po’ Jethro Tull o simili e quindi diciamo che l’idea del concept è nata da li…poi lavorandoci insieme il pezzo ha subito strutturalmente diverse modifiche nell’arco del tempo ed ognuno ha dato un grosso contributo per farlo diventare quello che è ora, è stato il principio della storia di questo disco insomma.

“Ending Theme” è la suite che va chiudere l’album, potete parlarci meglio di questo pezzo magari descrivendo ognuno dei tre movimenti che lo compongono?

Gale: Il pezzo è nato pochi mesi fa, dovendo registrare l’ album e sapendo che sarebbe stato stampato in vinile ci siamo imposti un minutaggio adatto al formato.  Arrivati a “New World Order” che sarebbe stata la prima del lato B sapevamo di avere altri 14/15 minuti da coprire per concludere il lato e l’album quindi abbiamo pensato “Perchè non facciamo un pezzo unico?” e quindi ci siamo messi a lavorare su una struttura improvvisata di riff/strofa/ritornello che ci piaceva, a quel punto abbiamo inserito un parte strumentale un po’ intricata, poi abbiamo aggiunto l’intro all’ inizio, ecco quello dopo vari aggiustamenti è diventato il primo movimento. Il secondo movimento è invece un pezzo con l’alternanza di strofa/ritornello, un paio di stacchi tipicamente prog e un finale doom lentissimo, il terzo movimento invece è una “reprise” dell’ ultimo riff di “The Devil’s Conjuration” e  quello ce l’ eravamo detti da quando finimmo il primo pezzo, in un concept ci sta di riproporre un piccola variazione di un riff, di un’ idea in un secondo pezzo.

All’inizio dell’anno avete suonato allo Swamp Thing Festival Di Ravenna insieme ad altre apprezzate realtà come gli Ufomammut. Quali ricordi avete di quell’esperienza e quali band in ambito stoner/sludge/doom suggerireste ai nostri lettori?

Gale: Lo Swamp Thing Fest è stata una idea di Christopher del Bronson di Ravenna. Mi ha chiamato e mi ha detto: “Gale è un po’ che non suonate qua, facciamo una serata con voi e altri tre gruppi?” io ovviamente ho accettato e ne abbiamo parlato, lui ha contattato gli Ufomammut ed io ho chiamato Ornaments e Three Eyes Left che stimo da tempo e con cui abbiamo suonato varie volte. E’ stata una bella serata, nonostante la nebbia fitta è venuta parecchia gente anche da più di 100 km di distanza. Magari nel 2016 potremmo organizzare uno Swamp Thing Fest 2, vedremo.

Per quanto riguarda altre band stoner/sludge/doom in Italia siamo messi bene, ci sono grandi realtà,  dovrei farti una lista molto lunga, stringendo un po’ il cerchio a me personalmente piacciono molto i Lento, ed anche Grime, Zippo, Juggernaut, ecc…

Sono pianificate date dal vivo per la promozione di “New World Order”?

Gale: Per prima cosa faremo un Release Party in casa, al Bronson di Ravenna, assieme ai nostri amici Nero di Marte ed Abaton, sarà una bella serata, con gruppi diversi tra loro ma tutti molto validi, noi suoneremo tutto il nuovo album e due pezzi da Tales. Poi stiamo lavorando per suonare un po’ in tutta Italia, saremo a Pescara il 14 novembre, a Prato l’11 dicembre, ad Erba il 5 febbraio, inoltre stiamo trattando due date in Puglia a gennaio, Campania e Calabria a dicembre o gennaio, abbiamo qualche discorso aperto anche in Liguria e Veneto.  Vediamo nei prossimi mesi cosa riusciamo a fare. Poi a Marzo faremo sicuramente un mini tour di 4-5 date in Austria-Germania-Svizzera in compagnia dei Three Eyes Left, ci sono già 2/3 date confermate e stiamo trattando le altre.

Lo scorso anno il gruppo è stato protagonista di uno spiacevole episodio insieme ai Nero di Marte. Il furto della vostra attrezzatura vi ha causato ritardi? Come vi siete rimessi in sesto?

Gale: E’ stata un’ esperienza terribile, non vorrei tornare ancora sulle dinamiche del fatto, ma posso dirti che è stata una grossa mazzata sia a livello economico sia mentale. L’ album ha avuto qualche mese di ritardo sui piani perchè abbiamo dovuto sospendere la composizione per scrivere il pezzo che è finito nello split con i Nero di Marte ed abbiamo suonato parecchi show per recuperare qualche soldo in più, sacrificando le prove per preparare i concerti anzichè comporre. C’è stato il crowdfunding che ci ha dato una mano, facendoci recuperare al netto circa il 15% dei soldi perduti e qui non posso che continuare a ringraziare chi ci ha aiutato. Poi ovviamente ci siamo rimboccati le maniche, qualche amico ci ha prestato della strumentazione e piano piano, con molti sacrifici siamo riusciti a ricomprarci tutto il necessario.

Non ultimo, volete lasciare un messaggio ai lettori di Metallus.it?

Burdo: Certo! Non mi stancherò mai di ripetere che se amate la musica è importante supportare l’underground, anch’io ho idoli e mostri sacri ultra famosi che adoro e rispetto, ma tra di loro c’è anche tanta gente che ormai da anni artisticamente non ha più nulla da dire, mentre nell’underground c’è un mondo pulsante di emozioni e buona musica, oggi grazie al web è più facile rimanere informati anche sulle band meno famose ma ugualmente meritevoli, per cui fatelo, andate ai concerti e comprate i dischi senza pregiudizi!

Detto questo ringraziamo te e tutto lo staff di Metallus per l’attenzione che ci rivolgete sin dall’inizio; grazie per il supporto e continuate così!

 

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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