Necrodeath: Una solida realtà tra futuro e tradizione – Intervista

Per prima cosa vorrei che ci presentaste “Draculea”, un album abbastanza inusuale per il vostro trademark. Questa volta sembra che ci sia una maggiore ricerca sonora e anche l’utilizzo di ritmi orientati al mid-tempo, è così?

“Sì, hai perfettamente ragione. “Draculea” nasce innanzitutto con un trasporto verso la terra voivoda,dove ho trovato appunto l’ispirazione per la composizione di questo concept basato sulla vita del governatore rumeno Vlad Tepes e delle sue incredibili vicende, accompagnate da bagni di sangue. A livello musicale la piega che ha preso questo album è sicuramente meno veloce o meno violenta dei sue predecessori, ma non per questo meno maligna. Si può essere estremi anche senza andare a mille all’ora, credo.”

Nella mia recensione ho tracciato un paragone forse azzardato, ma dal mio punto di vista piuttosto idoneo: “Draculea” sta ai Necrodeath come “South Of Heaven” agli Slayer. Voi che ne pensate?

“Beh, se questo è quello che hai percepito tu nel momento in cui hai ascoltato e assimilato “Draculea”, perchè no? Anche in “South Of Heaven” gli Slayer dimostrano quanto si possa essere estremi senza la velocità che ci avevano dato in “Reign In Blood”, per cui anche se i due album non c’entrano nulla l’un con l’altro il paragone potrebbe calzare. Registrare un altro album simile a “100% Hell” ti assicuro che sarebbe stato più facile per noi e meno pericoloso, se capisci cosa intendo, ma volevamo esplorare nuovi territori mantenendo ben saldo il nostro marchio di famiglia, il nostro sound. “Draculea” non è altro che l’espressione compositiva dei Necrodeath nel 2006/2007. Il futuro non sappiamo come ci illuminerà.”

Il nuovo disco presenta una natura concettuale se non vado errato. Potete illustrarne le liriche e le fonti di ispirazione che vi hanno portato ad analizzare la figura di Vlad Tepes?

“Ho iniziato a comporre sia musicalmente che a livello di testi “Impaler Prince” basato sulle tecniche di tortura del signor Tepes…la cosa era talmente assurda quanto coinvolgente che mi ha tirato dentro totalmente nella lettura della sua vita e delle sue gesta. A quel punto è stato spontaneo comporre brani tutti sulla sua storia e mentre leggevo quei termini rumeni ho pensato anche al fatto di sostituire i nostri tipici inserti in latino con quelli in rumeno per essere ancora più all’interno della storia”

Come è avvenuto lo split con Pier? Volete parlarci di Maxx, nuovo membro della band?

“Nessuno split con Pier. Pier ci ha dato una mano per due anni, il primo in quanto eravamo ancora senza un chitarrista stabile e avevamo bisogno di qualcuno che suonasse la chitarra per la tournee europea insieme ai Marduk, poi, una volta assolti i concerti dal vivo abbiamo iniziato a cercare quello che doveva essere il nuovo chitarrista, ma contemporaneamente io stavo componendo “Draculea” per cui, quale persona migliore a cui chiedere di registrare le parti di chitarra se non Pier? Oltre ad essere vicini di casa lui aveva già registrato con i Labyrinth per cui poteva dedicarsi anche a questa cosa in tranquillità. Nel frattempo la ricerca di quello che poi doveva essere il definitivo e fisso chitarrista è ricaduta su Maxx. E’ giovane e pieno di entusiasmo, si deve fare esperienza ma tutte le date che ha gia fatto con noi in questi tre mesi dall’uscita di “Draculea”, dove ne ha già viste di tutti i colori tra Norvegia, Romania, Portogallo e ltalia da Aosta a Bari, l’hanno gia ben rodato.”

Come è nata la collaborazione con Lady Godyva della (quasi) omonima band?

“Nell’ultimo brano avevo già assemblato le voci dell’ospite rumena, Nasta, e quella di Flegias, ma mancava qualcosa. Necessitavo assolutamente per il requiem finale una voce angelica, per cui mi sono rivolto ad una professionista del genere. Lady Godyva ha chiuso l’album con quel tocco di classe che necessitava il requiem finale.”

Potete illustrarci il making of del video di "Smell Of Blood"? Da dove arriva la scelta di avvalersi della collaborazione de I Cavalieri Della Commedia?

“Il pezzo evoca il grande spargimento di sangue versato nelle battaglie tra l’esercito dell’Impero Ottomano e quello di Vlad. I Cavalieri sono una compagnia anche teatrale che rievoca i combattimenti d’epoca. Pensa che hanno collaborato anche con i Manowar dal vivo in Germania. Essendo miei amici ho chiesto la loro collaborazione per il clip di “Smell Of Blood” e hanno accettato subito con molto entusiasmo andando a ricercare i costumi d’epoca e impersonando anche la figura di Vlad.”

Una curiosità. Come mai la scelta di inserire nell’album un remake della mitica "Fragments Of Insanity" più una cover, ossia "Countess Bathory" dei Venom?

“Ho letto nella tua recensione che non hai gradito questa scelta ma il titolo stesso e la prima riga del testo di “Fragments…” non poteva essere tralasciata per questo concept, senza dimenticare che la considero a livello compositivo una delle più belle canzoni mai scritte in quegli anni. “Countess Bathory” , la Dracula al femminile che apparteneva anch’essa all’Ordine del Dragone come Vlad e che il legame col sangue tra leggende e verità, accomunava i due personaggi, non poteva essere tralasciata, senza contare che i Venom sono sempre stati da noi considerati come i veri padri di tutto il movimento estremo.”

I Venom parrebbero un punto fermo tra le vostre preferenze. Tra le band più recenti invece, quali vedete come maggiori promesse?

“Ci sono tantissime nuove realtà, la tecnica e il livello medio delle band si è alzato tantissimo ultimamente a livello di qualità e le promesse sono tante, forse troppe e forse troppa è la visibilità che tutti hanno oggi con Internet. Potrebbe essere tutto più facile quindi e invece paradossalmente è tutto più difficile. Tutto è saturo ormai. Tutti sanno suonare bene forse e tutti hanno un CD all’attivo. Non saprei guarda, anche io sono confuso da tutto questo marasma.”

Se non erro siete reduci da alcune date in Romania, come è stata l’accoglienza? Le performance future invece, dove vi vedranno impegnati?

“Grande pubblico in Romania, peccato che i promoter non sappiano lavorare. Abbiamo altre richieste, tra cui anche in Russia ma stiamo verificando la serietà e professionalità di ognuno. In Portogallo invece ci siamo trovati molto bene, grande accoglienza e i promoter dei signori. Mi piace girare l’Europa e conoscere sempre nuovi posti ma alla fine la zona dove preferisco suonare è il Sud d’Italia.”

All’indomani di un album per così dire, diverso, come "Draculea", come vedete i percorsi futuri della band? Ci sarà ancora spazio per la sperimentazione e una maggiore ricerca?

“E’ presto per dirlo. Potrei dirti di sì come potrei dirti di un ritorno radicale agli anni ’80 e alla vecchia scuola, eheheh, non lo so. Per noi l’importante è che i pezzi che escono dalla nostra sala prove ci piacciano e ci soddisfino. Mon dobbiamo rendere conto a nessuno status di vendita per cui anche la nostra etichetta ci lascia sempre liberi di lavorare come vogliamo. Alla fine si tratta sempre di musica estrema e noi cerchiamo di non fare dei dischi con lo stampino e di dare il nostro meglio ogni volta, certo non possiamo accontentare tutti.”

Per noi è tutto! Come di consueto, a voi le ultime parole.

“Grazie per il tempo e per lo spazio che ci offrite . Per chi non ci conoscesse ancora può trovarci a questo indirizzo: http://www.necrodeath.net; anche per sapere in tempo reale dove stiamo suonando. Grazie e a presto.”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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