Subliminal Fear: “Escape From Leviathan” – Intervista a Domenico e Carmine

Lo scorso 13 Maggio il quintetto pugliese, Subliminal Fear, ha rilasciato la sua terza fatica, “Escape From Leviathan”, un album dal sapore estremamente moderno perfettamente mixato tra death metal, melodic ed elettronica; per promuovere questo loro terzo full length abbiamo avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere con il frontman Carmine ed il chitarrista Domenico.

Iniziamo con un quesito molto generico: com’è nato il progetto Subliminal Fear e quali erano le vostre ambizioni?

Domenico: I Subliminal Fear, come band, nascono da un’idea di Carmine il vocalist e Alessio il bassista. Dopo qualche mese ho avuto la loro proposta di far parte della band e ho avuto così il piacere di condividere con loro questo progetto, dove inizialmente avevamo solo l’intenzione di divertirci con alcune cover e solo in seguito, abbiamo iniziato a fare sul serio con della nostra musica inedita.

Quali sono le band che vi hanno ispirato quando avete deciso di intraprendere questo percorso? E, per il fatto che questo terzo album è molto diverso dal precedente materiale, anche le vostre influenze si sono ampliate strada facendo?

Carmine: Quando abbiamo deciso di intraprendere quest’avventura come band, avevamo in testa il solo divertimento e non ci curavamo delle varie difficoltà che una band necessariamente deve affrontare per sopravvivere e che stavamo vivendo in maniera passiva. Adesso, mi piace ritenere quella prima fase della nostra storia come conclusa e le varie problematiche riguardanti i cambi di line-up, superate.
Gli inizi del 2014 sono stati fondamentali per il nuovo percorso perché in quei mesi tutti noi abbiamo deciso, con forza, quale direzione il nostro sound doveva intraprendere, abbandonando anche quei cliché di un genere (il melodic death metal) che ci stava ormai a dir poco “stretto”.
La base di questa differenza, con i due precedenti album, sta in primis in questa filosofia abbracciata consapevolmente e poi, in concreto, nel risultato ottenuto nel nuovo album. Oltre a risultare più fresco e moderno, “Escape From Leviathan” ha dei nuovi elementi come: la musica elettronica, un mix più sfaccettato di melodia e metal estremo, chitarre più groove-oriented e arrangiamenti più professionali.
Tutto è stato poi valorizzato da una produzione finalmente all’altezza, curata ai Golem Dungeon Studios. Sì, quanto dici è vero, abbiamo assimilato nuove influenze attingendo da generi diversi, ma questo in maniera molto naturale.

In “Escape From Leviathan” si può dire che abbiate effettivamente creato un vostro stile distintivo, delineato da una solida base melodic death miscelata principalmente a metalcore ed elettronica; è stato un passaggio naturale e spontaneo oppure siete partiti con l’intenzione di voler creare un nuovo sound pianificando dei cambiamenti?

Domenico: Dopo il primo album, Carmine ed io abbiamo deciso di allontanarci dalla band per diversi motivi personali per poi rientrare qualche anno più tardi.
Dopo la release del secondo album, abbiamo capito che era il momento di tornare ed iniziare a lavorare sul nuovo materiale.
Direi, che questo può essere considerato come il momento cruciale che preludeva ad un cambio stilistico importante.
Infatti, dopo aver tracciato alcuni elementi fondamentali che intendevamo inserire assolutamente, come la musica elettronica ed un attenzione maggiore al groove e alle melodie, i nuovi brani sono venuti fuori con molta naturalezza, poiché a differenza degli altri album, avevamo le idee molto chiare sui nostri obbiettivi.
Quest’album è stato per noi molto importante, perché lo consideriamo una sorta di rinascita dei Subliminal Fear ed un nuovo inizio.

Se doveste esporre a voce questo album, quali sono le prime parole che vi vengono in mente legate ad esso, al sound e ai testi?

Carmine: Il concetto che mi viene in mente per racchiudere il tutto è il seguente: “Evoluzione”.
Il sound dell’album, come detto in precedenza è moderno, con riferimenti alla musica elettronica e direi anche in “evoluzione”, poiché è possibile rintracciare riferimenti differenti musicali (cioè di band differenti o generi diversi).
Ciò che abbiamo proposto in quest’album e andremo a proporre in futuro, non sarà mai la soluzione definitiva per noi. Continueremo a lavorare, sperimentando nuove soluzioni.
Anche la tematica dei testi parla di evoluzione, basandosi su un racconto fantascientifico e apocalittico, ispirato a film come Terminator o Blade Runner, ma con riferimenti alla vita contemporanea. Infatti, la nostra società è in continua evoluzione in bene o in male, e per raggiungere il suo massimo livello avrà bisogno di utilizzare qualsiasi mezzo a disposizione, anche il più subdolo.
Noi siamo ovviamente le vittime inconsapevoli, lottiamo per conquistare il discernimento e poter vincere questa lotta. Ritornando al titolo dell’album, il leviatano per noi rappresenta una metafora della società, una creatura primordiale pronta a divorarci e creata da noi stessi per alimentare le nostre paure.

L’artwork dell’album è perfetto, d’impatto fa capire subito di che genere stiamo parlando; c’è il vostro zampino anche solo per qualche spunto oppure avete lasciato carta bianca a Mr. Seth Siro Anton? Com’è stato coordinarvi con lui?

Domenico: L’artwork di “Escape From Leviathan” rappresenta in tutti gli aspetti la tematica principale dell’album: la fuga verso la nostra paura principale, il leviatano.
Gran merito va dato a Seth Siro, che ha avuto la capacità di racchiudere tutti i concetti in una sola immagine drammatica e futuristica, quella in copertina. Il suo lavoro non ha avuto nessun tipo di direttive da noi imposte e si è basato sulla sua interpretazione dei testi e della musica. Non ti nascondo la nostra reazione alla visione delle prime bozze, abbiamo pensato: “Questa è una delle cover più belle che abbiamo mai visto!”

Rimanendo in tema coordinamento e collaborazioni: com’è stato lavorare insieme a personaggi del calibro di Guillaume Bideau, Jon Howard e Lawrence Mackrory?

Carmine: Quando abbiamo valutato la possibilità di inserire alcuni guest nell’album, avevamo come unico obiettivo il valorizzare ulteriormente il carattere personale delle canzoni, poiché in fase di composizione abbiamo cercato di inserire nella tracklist finale, brani differenti tra loro.
Infatti, oltre alla natura commerciale della scelta di un guest, a noi interessava donare al brano “quel qualcosa in più” che solo questi artisti hanno potuto ideare con la loro abilità e che potrete sicuramente costatare dopo l’ascolto.
Lavorare con loro e averli avuti sul nostro album è stato davvero incredibile come esperienza. Nello specifico, “Phantoms or Drones” possiede una cadenza marziale nella sua prima parte, che mi fa venire in mente alcune parti dei Mnemic per capirci, mentre nella sua parte conclusiva, diventa epica e drammatica.
In quest’ultima parte, la canzone esplode con l’ingresso di Guillaume Bideau. La sua voce e il suo stile s’inseriscono perfettamente in quella parte del brano, risultando essere quel valore aggiunto che nessun’altro avrebbe potuto inserire. Con “Evilution” invece, avevo già in mente Jon Howard dei Threat Signal reputandolo uno dei migliori screamer in circolazione. Quando ho dovuto scegliere il brano da proporgli, non ho fatto altro che scegliere il più aggressivo della tracklist. La parte conclusiva della canzone ha poi subito un miglioramento assurdo dopo aver inserito la sua parte vocale.
La collaborazione con Lawrence Mackrory, a differenza degli altri, è nata casualmente. Scrivendogli un’email e complimentandomi per il suo lavoro di musicista e produttore, è venuta fuori la possibilità di averlo come guest su un brano, “All Meanings They’ve Torn”.

Avete già qualche spunto per nuovo materiale? Un eventuale prossimo album ve lo immaginate un’evoluzione continua – com’è stato finora – oppure la vostra musica si stabilizzerà sui livelli di “Escape From Leviathan”?

Carmine: Sicuramente il nostro è un sound in continua evoluzione e per il prossimo album siamo convinti di ripartire da “Escape From Leviathan” che ci ha soddisfatto su tutti i punti di vista.
Direi che agli ottimi risultati che stiamo già riscontrando da quest’album, ci spingono a percorrere questa direzione, ma aspettatevi sempre qualcosa di nuovo nel nostro sound sui prossimi album.

Altri progetti futuri?

Domenico: In verità, non abbiamo ancora iniziato a pensare al nuovo materiale perché siamo concentrati a prepararci al meglio per i prossimi eventi live e riprodurre fedelmente tutti i brani di “Escape from Leviathan”.
I nostri progetti nell’immediato futuro riguardano il promuovere il più possibile quest’album e fare esperienze live anche all’estero, forti anche di una stabilità nella line up e una maggiore consapevolezza dei nostri mezzi come musicisti.

L’intervista è terminata. Volete lasciare un messaggio ai lettori?

Carmine: Ringraziamo la redazione di Metallus.it per lo spazio concesso e per la possibilità di aver approfondito i temi dell’album e raccontato del nostro progetto, spero che i lettori che non ci hanno ancora ascoltato si siano un po’ incuriositi.

Domenico: Grazie a tutti voi per l’attenzione. Vi aspettiamo sulle nostre pagine social, specialmente su Facebook e ai nostri prossimi concerti!

Subliminal Fear - “Escape From Leviathan”

Luca Balloriani

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Old School metaller, amante della birra, della birra e della b… della musica! Nato con il thrash ed evoluto (o regredito) al technical death e black; a rigor di logica, da anziano, mi ritroverò ad ascoltare il motopicco in cantiere. La mia vita si districa tra musica, informatica e fotografia/video editing a tempo perso.

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