Madder Mortem: “All Flesh Is Grass” – Intervista a Agnete

I Madder Mortem sono una delle nuove proposte più interessanti in assoluto. Provenienti dalla Norvegia si avvicinano ai connazionali Atrox, con i quali condividono l’ispirazione gotica e le vocals femminili, ma dimostrano comunque una maggiore propensione alle ritmiche pesanti e metalliche tipiche del doom classico. La simpatica cantante Agnete ci parla di progetti, influenze e altre cose.

“Siamo realmente molto contenti di quello che la Century Media sta facendo per noi, sono un etichetta molto efficiente. Speriamo solo di riuscire a vendere abbastanza dischi per andare in tour. Sai come è, la nostra label aspetta di vedere cosa succede prima di organizzare qualsiasi cosa” .

Come definiresti il vostro sound.

Noi cerchiamo di fare quello che vogliamo, senza porci dei limiti. Penso che il nostro stile sia etichettabile come heavy metal, ma con una buone dose di schizofrenia. A tutti noi piacciono band molto diverse, come Dark Throne, Black Sabbath e Faith No More, perciò desideriamo anche noi differenziarci da chiunque altro. In poche parole, facciamo la musica che ci piacerebbe ascoltare.”

Mi puoi dire qualcosa sui testi, e soprattutto sullo strano titolo dell’ album.

“All Flesh Is Grass” deriva da un passaggio della bibbia, che ha qualcosa a che fare con la forza dell’individuo, ma a me piace soprattutto il suono delle parole. Penso sia veramente un bel titolo. Le liriche parlano principalmente di me, delle mie esperienze, ma sono scritte in chiave metaforica, così che io so con precisione a cosa si riferiscono, ma per gli altri il significato potrebbe essere completamente diverso, se rapportato alle loro esperienze. Il tema centrale è comunque il tradimento, ogni tipo di tradimento e ovviamente la rabbia che ne consegue.”

Cosa cambieresti della tua band. “Niente, giuro, assolutamente niente. Sono contentissima di tutto quello che abbiamo fatto per questo disco. Adoro i ragazzi della band, adoro il suono che siamo riusciti a tirare fuori, adoro perfino l’artwork della copertina. Forse tra un po’ ci sarà qualcosa per cui penserò “Avremmo dovuto fare diversamente”, succede sempre, ma per adesso non saprei veramente cosa risponderti

Dammi allora tre motivi per cui non lasciarsi scappare questodisco.

“Ok. E’ suonato bene, c’è della musica veramente buona ed è originale. Sono certa che possa piacere a chiunque cerchi queste cose”.

riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login