Social Distortion: Hard sounds for bad times – Intervista

In esclusiva su Metallus, l’intervista a Mike Ness!
Si ringrazia il Rock Mailorder EMP per la gentile concessione.

– Intervista a cura di: Thomas Clausen
– Traduzione in italiano a cura di: Elisa Brenna

In un hotel di Berlino: Mike Ness è seduto ad un grande tavolo da conferenza. Indossa jeans, berretto e porta sulla pelle i suoi tatuaggi, come sempre. Eppure in lui c’è qualcosa di diverso questa volta: l’icona dei Social Distortion emana energia e creatività da ogni poro ed è più vivo e vitale che mai.

Potrebbe essere per via della mia nuova felpa”; il pioniere del Punk Rock made in Orange Country sorride e mi mostra la maglia a righe bianche e nere che indossa al posto della solita T-shirt immacolata.

Mi è costata 450€ ieri, un vero furto! Stupidate a parte, mi sento in formissima. E’ fantastico essere di nuovo sulla scena”. Con il loro settimo album “Hard times and nursery rhymes“ – una vera e propria pietra miliare ricca di influenze e citazioni prese dai Rolling Stones, dai Ramones, da Hank Williams e Johnny Thunders – i Social Distortion sono finalmente tornati. Il meglio di Rock, Punk e Country, anche se la consegna si è fatta attendere non poco.

Non sono molto bravo a rispettare le scadenze”, ammette quasi dolcimente. “Non mi piace lavorare sotto pressioni; ogni cosa richiede un suo tempo per essere sviluppata. Non si dovrebbe mai cercare di accelerare o influenzare il processo creativo. Credo che i fan apprezzeranno moltissimo questo nuovo album. Mi impongo un regime e dei controlli di qualità molto severi, quindi se qualcosa mi piace deve essere qualcosa di veramente buono“. Vi troverete davanti ad una serie di cambiamenti in pezzi come “Machine gun blues“ o “Diamond in the rough“, ad esempio, nei quali Ness non solo si è occupato delle parti di voce e chitarra, ma ha preso saldamente in mano le redini del lavoro, per un controllo totale.

In passato ho semplicemente co-prodotto alcuni album. A volte però, capita che il produttore non dia il cento per cento. Con Hard times…” abbiamo voluto evitare questo rischio. Questa volta non potremo incolpare nessuno se l’album non piacerà. In quanto artista, cerco di migliorare le cose senza ripetermi e reinventandomi ogni volta al meglio, adattandomi al nuovo e lasciandomi travolgere. Le persone vedono unicamente l’interfaccia glamour, ma il mondo musicale è davvero tosto, una piscina piena di squali spinti solo dalla competizione. Ogni disco è una nuova sfida. Non saprei cos’altro potrei fare nella vita. Amo il mio lavoro (e lo si percepisce sul serio quando lo dici, n.d.r.). Siamo sulle scene da 30 anni, siamo invecchiati e maturati, o almeno lo spero. Bè, in ogni caso invecchiati lo siamo di sicuro. Ogni nostro album rispecchiava perfettamente ogni passo avanto che abbiamo fatto come Social Distortion. Durante gli anni il mio modo di scrivere è notevolmente migliorato, così come le mie abilità canore e con la chitarra. Sarebbe davvero triste se tutto questo non si sentisse nel nuovo album, vero?”.


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