Sister: “Trail Of Destruction” – Intervista a Jamie Anderson

Il terzo disco solitamente è quello più importante e quello che definisce in modo netto lo stile di una band. I Sister con il nuovo album “Stand Up, Forward & March!” hanno messo un tassello fondamentale nella loro crescita musicale sfornando un lavoro maturo e al passo con i tempi. Di questo e di altro abbiamo parlato con Jamie Anderson il cantante  del gruppo in occasione dell’unica data italiana della formazione svedese alle Officine Sonore di Vercelli.

Ciao Jamie e benvenuto su metallus.it. Sono successe molte cose dall’ultima volta che ho avuto modo di intervistare Cari (il batterista), Rikki Vickhoff (il bassista) ha lasciato il gruppo e Martin Sweet (Crashdiet) è entrato nella band. Mi piacerebbe sapere le ragioni di questa scelta e come si è trovato il nuovo arrivato nei Sister.

Sai è stato tutto molto semplice, abbiamo già lavorato con Martin dai tempi del nostro secondo demo che abbiamo prodotto nel 2007. Da quella volta è sempre rimasto coinvolto in un modo o nell’altro e poi siamo buoni amici dei ragazzi dei Crashdiet, ma principalmente con Martin. Così è successo che ho passato del tempo con lui nei miei momenti liberi e anche gli altri componenti del gruppo hanno fatto la stessa cosa ed è capitato tutto in modo naturale. Eravamo molto tristi per l’abbandono di Rikki e poi i Crashdiet non stavano suonando in quel periodo così è stata una scelta molto semplice.

Martin ha preso parte al processo di scrittura del nuovo album o era tutto già pronto quando è entrato nella band?

Io e Martin abbiamo composto assieme “Dead Man’s Dirt” e “Piece Of Shame”, ma il resto del materiale era praticamente finito al momento del suo ingresso.

Parliamo ora del nuovo disco “Stand Up, Forward, March!” raccontaci come mai avete scelto questo titolo e il suo significato.

Significa credere in se stessi e credere nelle cose che si vogliono fare, si vive una volta sola quindi se pensi di fare qualche cosa falla, certamente si può fallire non c’è nessuna garanzia al riguardo, ma se neanche ci provi hai già perso in partenza. E’ una mia idea quella del titolo e sostanzialmente si basa nell’avere fiducia nelle proprie capacità, ci sono così tante band valide che al giorno d’oggi decidono di mollare il colpo a causa di come funziona ora l’industria musicale e li capisco, ma se si sforzassero un po’ di più forse qualche cosa potrebbe cambiare.

A mio avviso questo è il vostro disco migliore, si dice che il terzo album per una band sia il più importante vedi per esempio “Antichrist Superstar” di Marilyn Manson o “Master Of Puppets” dei Metallica per citare due lavori molto noti, concordi con questa affermazione e avete avuto molta pressione o grandi aspettative per la realizzazione di questo nuovo platter?

C’è sempre della pressione quando stai scrivendo nuova musica ed è sempre stressante, ma questa volta ci siamo presi tutto il tempo di cui avevamo bisogno per farlo nel modo migliore perchè se non fossimo stati soddisfatti totalmente forse i Sister non esisterebbero e hai ragione sul fatto che il terzo disco riveste una grande importanza ed è proprio questo il motivo per cui ci abbiamo lavorato più a lungo. E’ accaduto tutto in modo naturale, non ci siamo seduti a tavolino dicendo facciamo questo o scriviamo i brani in questo modo è stato un processo spontaneo. Mi piace ancora tantissimo “Hated” e “Disguised Voltures“, ma secondo me questo disco è il perfetto mix dei due.

Come è stato il processo compositivo di questo album e cosa lo ha influenzato, avete iniziato a scrivere quando vi trovavate ancora on the road o a tour finito?

Abbiamo iniziato a comporre immediatamente dopo la fine del tour di “Disguised Voltures”, abbiamo guidato fino alla baita del padre di Tim che si trova nel sud della Svezia e lì abbiamo iniziato a scrivere e a jammare e cose di questo tipo e poi abbiamo continuato a farlo successivamente nella sala prove assieme a Jona Tee (H.E.A.T.) il nostro produttore.

In questo nuovo album il sound è diventato più pesante e c’è un maggiore uso della voce filtrata e perfino del growl in un brano come “Lost In Line” come siete arrivati a tutto questo e puoi dirci di che cosa parla questa composizione?

In realtà non lo so. So naturalmente di cosa parla, ma non ho scritto io quella canzone. Cari ha scritto il testo quindi non posso parlare per lui, ma riguardo le parti vocali posso dire che mi piace la musica più dura, mi piace il black metal, ma il mio non è propriamente un nuovo modo di cantare. Quando avevo venti anni è uscito “Hated” e a quell’età non si sviluppa abbastanza la voce, quindi si può dire che sia un’evoluzione.

Un altro brano molto riuscito è “Trail Of Destruction” che tra l’altro è la mia preferita e “Carry On” che non è la tipica e sdolcinata ballata. Che cosa ha ispirato questi due pezzi?

Trail Of Deatruction” è  uscita in modo molto naturale ed è stato sempre Cari a comporla, io ho scritto dei testi nell’album, ma non di questo brano è comunque un pezzo molto figo ed è divertente che tu dica che è il tuo preferito perché pensavamo di non includerlo nel disco. (Risate).

L’album è uscito da poco come è stato finora il responso da parte dei fan e come sono stati accolti i nuovi brani in sede live?

Quando li suoniamo dal vivo ho notato che i fan più sfegatati li conoscono alla perfezione avendo sentito il disco già da una settimana, mentre gli altri non hanno ancora avuto modo di farlo, ma speriamo che nel prossimo tour tutti lo abbiano fatto. In generale il responso è stato davvero buono, tutti i giornali e i fan hanno apprezzato il nuovo lavoro, tutti sembrano amarlo e questo non può che rendermi felice.

Cosa hanno in serbo ora i Sister, quali sono i vostri progetti futuri?

Non saprei, di certo questo tour e poi vediamo cosa accadrà, sicuramente cercheremo di suonare il più possibile quest’anno, ancora non sappiamo nulla su eventuali date estive o festival, ma speriamo di portare la nostra musica dal vivo e promuovere l’album anche nei prossimi mesi.

Quando non sei occupato con la band cosa ti piace fare nel tuo tempo libero, hai degli hobby particolari?

Questo è il mio lavoro quindi è abbastanza difficile non concentrarsi solo su questo perchè in un modo o nell’altro è una cosa che fai sempre, ad ogni modo nel mio tempo libero mi piace molto fare esercizio e tenermi in forma e passare del tempo con la mia ragazza.

Se potessi descrivere con una sola parola i componenti del gruppo come li definiresti?

Ah questo è divertente. Inizio con il batterista Cari e dico che è sempre in ritardo, Martin è grande e per descrivere Tim direi Google.

Puoi dirci quale è stato finora il momento migliore e quello peggiore della vostra carriera?

Scegliere il momento migliore è davvero difficile perché se fai un gran concerto dopo lo show ci si sente davvero bene anche se si tratta di un piccolo pubblico. Penso sia comunque stato quando siamo andati in tour per la prima volta con Udo, avevamo fatto dei tour da co-headliner in precedenza e anche dei piccoli concerti come headliner, ma niente di così grande come il tour con lui e anche quando abbiamo aperto per gli Skid Row è stato memorabile. Non riesco a scegliere il momento peggiore è come una libreria, a parte gli scherzi penso quando le cose non vanno come dovrebbero, le cose stressanti che ti capitano. Per esempio i cd che abbiamo con noi questa volta sono arrivati solo sedici ore prima dell’inizio del tour e puoi immaginare lo stress di una cosa del genere, ma è divertente suonare quindi dopo tutto non mi lamento.

Se potessi scegliere una band storica con cui andare in tour con chi vorresti condividere il palco?

Senza ombra di dubbio i Twisted Sister.

Che cosa possiamo aspettarci dal concerto di questa sera?

Quattro persone in croce, (risate generali) a parte gli scherzi proprio l’opposto, sarà fantastico ne sono certo.

L’intervista è finita grazie mille per la tua disponibilità, prima di chiudere hai un messaggio per i vostri fan italiani?

Posso dire che è proprio bello essere ritornati in Italia, ci sarà un party infernale stasera e ascoltate il nostro nuovo album intitolato “Stand Up, Forward, March!”.

 

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