Dark Fortress: “Eidolon” – Intervista a Seraph & Morean

Prima di tutto, i nostri complimenti per il nuovo album! Dal mio punto di vista “Eidolon” suona ben più pesante e veloce rispetto a “Sèance” e la produzione è più ruvida. Cosa ne pensate?

Seraph: “Sono d’accordo sul fatto che l’album sia più veloce ed aggressivo, era la nostra intenzione, nessuno di noi voleva replicare “Sèance”. Non lo trovo però così pesante, ma credo dipenda dal significato che vuoi dare a questo termine. Secondo me c’è una grande differenza tra una band come gli Slayer e, ad esempio, l’ultimo album dei Celtic Frost, eppure è una musica maledettamente pesante in entrambi i casi. Penso semplicemente che “Eidolon” mantenga le atmosfere oscure e inquietanti che avevamo introdotto con “Sèance”, ma le esprima in modo differente.”

Ogni canzone però, sembra andare dritta al punto. C’è di sicuro una ricerca melodica ma per dirla tutta non avete indugiato troppo su questo aspetto…

Seraph: “Mi fa piacere che tu dica così, tutti i tuoi colleghi ci hanno fatto i complimenti per quanto siamo melodici! Sì, sono d’accordo, non ho mai considerato i Dark Fortress una band di black metal melodico, per lo meno non come lo sono i Dissection o gli Unanimated, non mi vedo come parte di questa tradizione.”

Morean, dalla thrash/death band Noneuclid, si è di recente unito ai Dark Fortress. Pensi che abbia portato delle novità nel vostro sound?

Seraph: “Credo che Morean possieda un’estensione vocale molto vasta e che sia differente rispetto ad Azathoth. Di conseguenza sì, ha portato qualcosa di nuovo. Quando si è unito ai Dark Fortress il materiale era già stato composto, per cui non ha avuto peso nel song-writing, anche se ha fatto un gran lavoro scrivendo tutti i testi e componendo le sue linee vocali. Ora vedremo cosa ci porterà il futuro.”

A proposito, lo split con Azathoth, vostro frontman per ben tredici anni, è stato difficoltoso?

Seraph: “Penso che lo split con Azathoth sia stato un bene per entrambe le parti, i rapporti si erano fatti particolarmente complicati e lui era ancora nei Dark Fortress. Naturalmente non è facile sostituire un membro di una band, il cantante soprattutto, ma ad essere onesto sono davvero soddisfatto per come vanno le cose adesso, perché non poteva assolutamente rimanere nel gruppo.”

“Eidolon” possiede una natura concettuale relativa alla trascendenza e alle proiezioni astrali. Volete illustrare meglio questo concept?

Morean: “La maggiore ispirazione è arrivata dai miei studi personali di magia, che sono basati in massima parte sul lavoro di P.J. Carroll, Aleister Crowley e Austin Osman Spare. Anche gli studi di Franz Bardon hanno avuto un certo peso. Il mondo che viene descritto è una dimensione in cui sono solito dire che “si viene risucchiati”, prima attraverso degli incubi e in seguito attraverso dei viaggi astrali di cui si è coscienti. E’ un viaggio verso un abisso oscuro, si arriva a un punto in cui la personalità viene annullata e si diventa parte di un subconscio collettivo fatto di orrore e paura. Affrontare questo terrore può essere visto come un rituale iniziatico che ha luogo in un mondo distante dalla realtà come siamo soliti definirla. La volontà che mi ha portato a scrivere questo concept si rifà al disgusto verso la condizione umana e il profondo desiderio di essere qualcosa in più di semplici primati addomesticati. Il rituale descritto potrebbe sembrare mostruoso perché implica la distruzione di ciò che definiamo spirito o anima; nondimeno questa distruzione è necessaria per spezzare le catene degli assunti, delle vaghe speranze, delle paure irrazionali che chiamiamo “verità” e “realtà”.”

Nulla a che vedere con le novelle di Lovecraft? Talvolta i testi mi hanno ricordato il racconto “Oltre Il Muro Del Sonno”, è possibile?

Morean: “Lovecraft è da sempre un’importante fonte di ispirazione per me. Per quanto non sia stato uno scrittore eccezionale, è riuscito a creare delle ambientazioni in mondi unici e impossibili da imitare. Come persona attratta morbosamente da una visione del mondo non antropocentrica e dalle dimensioni oniriche al di là del comprensibile, trovo preziosa ogni manifestazione artistica e letteraria (al di là di Lovecraft) che rappresenti o tenti di spiegare questi fenomeni. Fin da piccolo la mia mente ha partorito questi abomini che parevano arrivare dagli abissi lovecraftiani e sono sempre stato grato ad ogni manifestazione di pensiero che ne parlasse. Una volta che sono stato in grado di evocare io stesso questi abissi, ho capito che Lovecraft aveva a malapena scalfito la superficie. Ma come punto d’inizio della mia ricerca, il suo lavoro è stato essenziale.”

Ho letto sul vostro sito che l’album avrebbe dovuto inizialmente intitolarsi “Scum” e avere delle liriche differenti. Cos’è successo in seguito?

Seraph: “Sì, ma non potevamo più utilizzare i testi di Azathoth dopo che aveva lasciato la band (e onestamente, non ci interessava nemmeno farlo). Morean ha scritto dei testi differenti ed un nuovo concept, dopo di che abbiamo cambiato anche il titolo.” .

Sull’album figura un ospite di tutto rispetto, Tom G.Warrior dei Celtic Frost. Avete avuto occasione di lavorarci di persona?

Seraph: “Beh, abbiamo avuto l’idea di farlo partecipare al nostro album diverso tempo fa, per l’esattezza quando suonammo con i Celtic Frost durante il loro primo spettacolo successivo alla reunion, in Olanda e in Belgio. Abbiamo pensato in quale canzone avrebbe potuto esserci una seconda voce e ci siamo accorti che il finale di “Baphomet” sarebbe stato perfetto, visto anche il nuovo contenuto lirico elaborato da Morean. La registrazione però venne fatta nello studio dei Celtic Frost a Zurigo, con la supervisione del solo V.Santura come ingegnere del suono, per cui non abbiamo lavorato con Tom di persona.”

Cosa mi dite del “Dark Alliance Tour”, la serie di show che vi vede impegnati?

Seraph: “Siamo appena tornati dal tour, è stato grandioso suonare con gli Hellheim e i Vulture Industries. All’inizio abbiamo avuto parecchi problemi perché tutto il tour era stato cancellato dalla Black Earth Promotions, l’incompetente agenzia che originariamente avrebbe dovuto organizzare il tutto, solo due settimane prima della data iniziale. Così V. Santura e Bjornar E. Nielsen (dei Vulture Insustries) hanno dovuto ripianificare tutti gli spettacoli, con il risultato che abbiamo dovuto dividerci due furgoni anziché un pullman e gestire noi stessi tutta la strumentazione. Ma alla fine siamo riusciti a suonare lo stesso, per noi è questa la cosa importante. Il riscontro del pubblico è stato davvero positivo e non possiamo lamentarci. Spero solo che il nostro sia stato un episodio isolato e che non tutte le agenzie siano guidate da perfetti idioti nonché pessimi affaristi…”

E quali altri palchi conquisterete durante i mesi estivi?

Seraph: “Ora non ricordo a memoria tutte le prossime date, ma gli appuntamenti più importanti sono il Metalcamp Festival in Slovenia e il Summer Breeze Open Air in Germania, ad Agosto. Vi rimando ai nostri siti per la lista completa: http://www.myspace.com/darkfortress e http://www.thetruedarkfortress.com.”

Non ultimo, volete lasciare un messaggio ai vostri supporter italiani?

Seraph: Beh, grazie innanzitutto per l’interesse mostrato verso la band, speriamo che vi piaccia “Eidolon”, il nostro nuovo album! Speriamo di poter suonare anche in Italia in futuro, see you on the road!”

 

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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