Night Ranger: “35 Years and Kicking” – Intervista a Jack Blades

I Night Ranger raggiungono il traguardo delle 35 candeline e la band americana festeggia il traguardo con un nuovo live album dal titolo “35 Years And A Night In Chicago“, registrato nel 2016 con i migliori classici della band insieme a qualche pezzo più recente. Ne abbiamo approfittato per parlare con Jack Blades, storico bassista e cantante dei Night Ranger.

Ciao Jack, è un piacere averti qui e benvenuto su metallus.it. Siamo qui per parlare del nuovo live album dei Night Ranger “35 Years And A Night In Chicago” in uscita per Frontiers. Puoi introdurlo ai nostri lettori?

Certamente, è il nostro nuovo live album. Era da tanto tempo che non incidevamo un album dal vivo e quindi abbiamo deciso di farlo quest’anno per celebrare i 35 anni. E’ lo show per intero sia in CD che in DVD, la venue era sold out ed è stata una serata veramente incredibile.

Questa inoltre è la prima release senza Joel (Hoekstra), con la new entry Keri Kelli, nome ben conosciuto nel panorama hard rock. Cosa ha portato nella band?

Ha sicuramente dato un buona dose di concretezza e di groove al nostro sound. Ha uno stile molto  Rolling Stones-oriented, con quel sound alla Keith Richards. Inoltre è super esuberante e sul palco è esplosivo, perfettamente in linea con quello che sono e rappresentano i Night Ranger. Diamo sempre il 100% ad ogni concerto e lui da tutto il meglio di se quando sale sul palco, quindi c’è un feeling perfetto.

Ascoltando il live album, suona molto vero e concreto e non eccessivamente rifinito in studio. Insomma un vero live rock. Tu solitamente preferisci un approccio più grezzo e spontaneo o una registrazione più lavorata in studio?

Penso che questo nostro live album suoni sufficientemente “vero”, anche perchè sennò avremo fatto uno studio album. Abbiamo voluto tenerlo il più “live” possibile; i Night Ranger sono una live band prima di tutto. Amiamo suonare dal vivo e avere l’audience di fronte a noi, e ci piace che anche questo aspetto si possa sentire sul disco. Mi ricordo quando registrammo Live In Japan, sono passati tanti anni e volevamo avere un risultato concreto.

Parlando della tracklist, ci sono tantissimi classici dei primi tre album ma solo un paio di estratti dagli ultimi due album in studio. Come mai solo due brani?

Quando suoni uno show vuoi che la gente conosca i tuoi brani, vuoi che sappia cosa vuole sentire e che siano contenti di quello che stanno vedendo sul palco. Quando la gente pensa ai Night Ranger pensa ai nostri pezzi storici come “You Can Still Rock in America”, “Sister Christian” ecc, tutti quei brani. E’ bellissimo avere dei nuovi album fuori e ancora di più avere un ottimo feedback su di essi, tanto che ci è capitato di suonarne alcuni brani e la gente ci chiedeva se fossero del secondo o terzo album. E’ una cosa bella, ma penso che comunque si debba dare alla gente ciò che vuole.

Ho sbirciato nella setlist originale di quella notte e ci sono un paio di brani “Day And Night” e “Running Out Of Time” che non sono stati compresi nella tracklist ma che mi risultano essere nuovi brani. 

Li pubblicheremo a breve. Sono due inediti che includeremo nel nostro nuovo album in uscita a marzo dal titolo “Don’t Let Up”. E’ stata una sorta di anteprima per le persone che erano presenti al concerto. Ma in ogni caso sono stati filmati anche quei due brani e probabilmente alcune parti saranno usate per i video clip che usciranno nel 2017 in promozione al nuovo album. Abbiamo deciso di non includerle per focalizzare l’attenzione sull’anniversario e non su altre novità. In più i brani sono decisamente cambiati con il successivo lavoro in studio, alla fine sono usciti in modo un po’ differente sia musicalmente che a livello di testi.

Mi hai appena citato l’arrivo di un nuovo album. Puoi darmi qualche anticipazione in merito?

Il nuovo album è decisamente Night Ranger, doppie armonie, doppie voci. Keri si è integrato alla perfezione e ha dato il suo contributo. Rappresenta alla perfezione i Night Ranger di oggi, con un approccio molto live e rock’n’roll e aggressivo.

Penso che Frontiers stia dando nuova vita a molte band americane rock e hard rock, soprattutto qui in Europa dove magari erano passate un po’ in secondo piano. Cosa ne pensi? 

Frontiers sta facendo sicuramente un ottimo lavoro. Hanno una visione, amano un certo tipo di musica. Sono veramente contento di farne parte, orgogliosamente dal 2001.

Passiamo a tutt’altro argomento. Mi è piaciuto molto l’adattamento cinematografico di Rock Of Ages e penso che la versione di Sister Christian sia veramente riuscita. Qual è stata la sensazione di sentire i Night Ranger parte di quell’opera?

E’ stato fantastico, un vero onore, considerando inoltre che la protagonista prende proprio il nome dalla nostra canzone. Nel 2006 quando lo spettacolo iniziava a girare, a Las Vegas ne ho preso anche parte, interpretando Dennis, il proprietario del club. In realtà nella performance teatrale era inclusa anche la canzone “High Enough” dei Damn Yankees che però non è comparsa nel film, il che è stato un peccato. Ma comunque è stata una figata.

Un ultima domanda riguardo alla tua carriera solista. Ho sempre amato i due album usciti a nome Shaw / Blades. Pensi che ci saranno novità nel futuro riguardo a questo progetto?

Sicuramente sì. Penso che con Frontiers ci sarà sicuramente la possibilità di vedere un nuovo album sotto quel monicker o magari come solista. La musica è tutto per me. Quindi andrò avanti avanti e avanti.

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tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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