Newsted: Intervista a Jason Newsted

Abbiamo intervistato Jason Newsted qualche ora prima del concerto all’Alcatraz di Milano il 19 giugno scorso. Jason si è dimostrato molto disponibile nei nostri confronti, pronto a rispondere alle nostre domande in maniera esaustiva e cordiale, dimostrando grande entusiasmo per il suo progetto omonimo – Newsted – avviato da qualche mese, per i prossimi impegni, per l’album in uscita e per un regalo particolare dai fan italiani ( una bandiera a lui dedicata, creata tramite la fan page italiana su FB “ Newsted Italia” www.facebook.com/NewstedItalia , presentatagli prima dell’intervista e lanciata sul palco dopo l’esibizione live).

Bentornato in Italia. E’ un vero piacere averti qui. La tua ultima visita risale al 1999 per il Gods of Metal. Ricordi qualcosa di speciale del nostro paese?

Del vostro paese? Devo raccontarti una piccola storia per spiegare perchè l’Italia è speciale per me. Sono sempre stato trattato molto bene qui, davvero bene, come un re direi, ogni volta che vengo qui.
Io e Claudio Cubito abbiamo cominciato a scambiarci nastri nel 1984. Io dall’Arizona e lui da Torino. Penso che ai tempi fosse per Metal Caos magazine.
Per un ragazzo – questo ragazzo – che stava in una fattoria in campagna, finire in una città come Phoenix, che era la base dei Flotsam and Jetsam, e spedire nastri in Italia e avere qualcuno a cui rispondere come ad un amico di penna, che mi inviava altra musica, sai… era una gran cosa. Una gran fottutissima cosa! E c’erano solo alcune persone, tre o quattro persone, con le quali intrattenevo questa corrispondenza – con regolarità – e Claudio è uno di questi.
O meglio… avevo queste due persone in Italia, Sàndor Mallasz e Claudio, e questo per me era una cosa molto molto importante a livello di fiducia, e mi dava ispirazione. Questo scambio con altre persone attraverso il pianeta che apprezzavano cosa stavo facendo. Grazie a lui, l’Italia ha in me radici profonde fin dai primi tempi: per la mia ricerca, per il mio portare la musica alla gente. Ecco il motivo per il quale è sempre stata speciale, fin dall’inzio.

Il tuo album uscirà il 6 agosto prossimo e includerà due della quattro canzoni dell’EP. Perchè solo due e perchè quelle due?

Solitamene un EP è inteso come un assaggio di quello che sarà poi l’LP. Avevamo un sacco di musica da cui pescare e un sacco di canzoni dalle quali attingere e ho voluto che l’EP “Metal” fosse un instant classic per diverse ragioni. Volevo che fosse il posto dove trovare quelle canzoni in esclusiva, per rendere anche l’EP speciale.
“Soldierhead” e “King Of The Underdogs” sono quelle che, come band e in accordo con il nostro management e i nostri agenti, abbiamo deciso potessero essere la selezione migliore dall’EP in aggiunta alla nuova musica che avremmo creato per l’LP. L’EP è stato registrato da tre persone, l’LP da quattro e voglio che sia il più rappresentativo possibile sul palco. L’EP rappresenta i primi due mesi perchè eravamo in tre, ma ora che la nostra band è composta da quattro persone credo che questo sia più appropriato.

“Heroic Dose” è una canzone molto forte e molto potente. Cosa ci dici delle altre tracce?

Sono altrettanto stupende, altrettanto buone e anche migliori. Il titolo dell’album, è risaputo, è HEAVY METAL MUSIC. Ogni canzone è heavy, ogni canzone è metal e ogni canzone è musica! La musica è l’elemento più importante di tutto questo. Non sono tutte veloci né tutte lente ma sono tutte heavy!

I Newsted saranno presenti al Gigantour con i Megadeth e molte altre band e suoneranno in molti posti, sia in US sia in Europa, e anche nel tuo Michigan. Quali sono le tue sensazioni e le tue aspettative nei confronti di questo tour?

Sono parecchie. Una delle cose più importanti per me in questa situazione è di avere aspettative ragionevoli. Non ho nessuna previsione di nulla e vedrò cosa succederà. Non penso cose del tipo” sarà una cosa fottutamente bella” oppure “ ci sarà un casino di gente, faremo un casino di soldi, e bla bla bla…” Nulla di tutto ciò. Quel che sarà sarà. Alla gente piacciono queste cose, le apprezzano, vengo agli spettacoli, comprano t-shirts, comprano i dischi, etc. E’ ok.
Se si fanno le cose nella maniera giusta come penso di aver sempre fatto; come mi sono comportato con i Metallica, con i Flotsam, gli Echobrain, Ozzy…sempre tenendo un comportamento professionale. Se continuiamo a seguire questa via e a fare tutto come si deve, con autenticità e correttezza – quelle cose lì insomma – otterremo lo stesso in cambio. Se manteniamo un karma positivo, avremo positività in cambio. Questo è tutto.

Mustaine ha dichiarato di recente che suonerete insieme alcune canzoni dei Metallica. Credi che lo farete davvero?

Se ne è parlato, in effetti, ma non gli ho ancora parlato di persona a riguardo. Sono aperto a tutto. Suonerò con chiunque in qualsiasi momento. Suonerò tutto quello che mi chiederà.

In passato ti sei esibito in molti luoghi, specialmente in festival e grandi arene. Ora stai di nuovo suonando anche in piccoli club. Dove preferisci esibirti?

Se dovessi sceglierne uno sceglierei il “100 Club” di Londra e lo porterei in giro per il mondo. E suonerei per 300 persone, e poi altre 300, e poi ancora 300, e così via, con un perfetto impianto audio. Questo se dovessi per forza scegliere ma, per nostra fortuna, suoneremo anche nelle arene, in club, in festival con 20.000 persone, per qualche centinaio di persone che stanno venendo qui oggi, per 8.000, 10.000, 30.000 persone in altri spettacoli. Avere un esercito di persone che cantano tutte insieme ad alta voce. E’ bellissimo, certo, c’è un sacco di energia, è potente.
Nel club posso guardare tutti negli occhi. E tutti posso vedere le mie smorfie, i miei gesti, sentire il mio growling. Loro possono vedermi e io posso vedere loro. Quindi… è il bello che sta in questa purezza. Sai l’amore…l’amore di una famiglia? E’ prezioso.

Quando hai conosciuto Jesus e Jesse e perchè hai scelto Mike Mushok come quarto membro della band?

Jesus ed io ci siamo conosciuti alla fine degli anni 90 quando lui è stato con i Metallica per un po’. E’ stato anche tecnico addetto alla batteria per gli Echobrain in tour. Abbiamo suonato insieme per 10 o 12 anni, di conseguenza l’esperienza fatta insieme è la cosa in assoluto più preziosa. Niente può sostituire le ore e ore passate insieme. Jesse Farnsworth… Anche lui ha suonato probabilmente per una decina d’anni con Jesus. Quindi anche loro hanno tutti quegli anni di esperienza insieme. Mike si è unito a noi circa 4 mesi fa e così abbiamo completato l’album in 3 settimane . E’ venuto a ricoprire il suo ruolo in canzoni già scritte. Avevamo sparso la voce che cercavamo un chitarrista. Avevamo un sacco di gente candidata per il ruolo ma abbiamo ridotto il numero di canditati ad un paio di nominativi solamente. Quindi c’erano solo un paio di persone da provare. E Mike era molto in gamba ed era quello giusto.
Per me non si tratta solo di un progetto. Lui non è qui solo per dare una mano, o solo per il tour: lui fa parte della band. Lui è anche in una band chiamata Staind, e quando gli Staind torneranno in attività lui suonerà con loro. Ma farà sempre parte della nostra band. Non ci sarà la nostra band senza di lui. Quindi… lui farà parte di entrambe le band, come io ho fatto parte contemporaneamente sia dei Voivod sia di Ozzy. Loro tre mi stanno dando il supporto che non ho mai avuto in passato. Sai, quel tipo di sensazioni positive, supporto fraterno, cose che per me al momento sono molto salutari.

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