Symphony X: Intervista a Michael Romeo

E’ il corpulento chitarrista americano, Michael Romeo, che risponde soddisfatto alle mie domande. Da poco è disponibile nei nostri negozi l’ultimo lavoro della band americana, ‘The Odissey’, concept album basato sul testo classico dell’Odissea. A mio parere ottimo lavoro che vede un Russel Allen particolarmente ispirato e un sound generale molto più aggressivo ed epico. Dunque Michael, è davvero un piacere sentirti di nuovo (mi sono presentato al Gods Of Metal!!), partiamo con la prima domanda: Pensi che questo disco abbia segnato una evoluzione nel vostro sound? Io ho notato che la voce di Russel Allen è leggermente più aggressiva ed inoltre si nota una maggiore ricerca dell’elemento epico… Concordi? “Assolutamente. Credo che la maggior parte delle canzoni nell’album siano più aggressive, non solo nelle parti vocali ma anche nei riff di chitarra, nel drumming eccetera… Era qualcosa che avevamo intenzione di fare. Quando abbiamo iniziato a buttare giù i pezzi avevamo intenzione di creare un concept con musiche molto lunghe, spettacolari, molte parti di tastiera, ma prima ancora di scrivere queste parti avevamo in mente delle strutture scandite da riff pesanti, melodie aggressive e un suono decisamente heavy. Decisamente!”. Come pensate di riprodurre dal vivo il brano di 24 minuti? Vi è già capitato in altre occasioni ma in questo caso può forse avvantaggiarvi la divisione in varie scene…Come siete arrivati a questa scelta? “Non ci sono problemi! Lo faremo! Certo, stiamo lavorandoci su per rendere il risultato migliore possibile, ma ci riusciremo sicuramente. Del resto, come hai detto, non è la prima volta che suoniamo live brani oltre i venti minuti!” Come siete arrivati alla creazione dei testi? Vi siete letti tutta l’ Odissea?? “Beh, tutto è cominciato dal fatto che volevamo che nell’album ci fosse un pezzo molto lungo. Le altre tracce presenti nel disco erano molto pesanti, e così abbiamo scelto che il pezzo lungo sarebbe stata una tipica epic song. Consultandoci abbiamo valutato differenti idee, ed abbiamo deciso di scegliere l’idea di Pinnella di parlare dei viaggi di Ulisse, del Ciclope, delle sirene e via discorrendo. Abbiamo letto parecchia roba a riguardo, e abbiamo effettuato una selezione limitandoci alle cose che ci sembravano più belle da rappresentare musicalmente. Abbiamo cercato di rendere la musicale “visuale”, “immaginifica” in modo da “far vedere” all’ascoltatore quello che stiamo suonando”. Come avete lavorato su ‘Accolade II’? La melodia è la stessa ma elaborata diversamente, come diversa è la linea melodica anche se in alcune parti sembra riprendere quella del primo episodio . “Sì, ci piace effettuare questi flashback nella nostra discografia. Abbiamo lavorato a questa canzone io e Michael (Pinnella) a casa mia, e rielaborando la melodia ci siamo detti: “Hey man, sarebbe davvero bello fare Accolade II!”. La canzone ha chiaramente dei richiami con il primo episodio, ma il pezzo è stato inglobato nell’armonia del disco, e la storia è stata proseguita. Ci piace lavorare con le melodie, sconvolgerle, plasmarle, e nel caso di ‘Accolade II’ ci siamo divertiti molto. Il risultato, credo, sia ottimo!” Come avete ricreato musicalmente quelle che possono essere battaglie o parti narrative? “Beh, quando leggi qualcosa devi cercare di figurartela come se stessi guardando un film. Quindi devi immaginare la musica che faccia da colonna sonora alla scena ed un testo adeguato. Quando poi non c’è il cantato, allora basta lasciare spazio alla propria immaginazione e cercare di rappresentare con le note quelle che sono navi in movimento, onde, battaglie, mostri mitologici. Il tutto sta nel cercare il modo migliore per esprimere tutto ciò.” Come ti ho detto prima, sono stato al Gods Of Metal e credo che tagliare la vostra scaletta sia stato veramente stupido. Comunque avete fatto una grande prova anche se persone che sono venute solo per voi si sono trovate a sentire solo pochissimi dei vostri pezzi. Come commenti questa scelta da parte degli organizzatori. E come vi siete trovati in Italia? “Ci siamo divertiti al Gods of Metal in Italia. Abbiamo avuto dei problemi tecnici all’inizio, soprattutto io. Il mio amplificatore non ne voleva sapere di funzionare, la corrente andava e veniva ed ho anche avuto dei fastidi alla mano, credo proprio a causa dell’elettricità. Inoltre chi si occupava delle chitarre probabilmente non conosceva bene il mio modello, dato che ci sono stati molti problemi finanche ad accordare lo strumento. Siamo comunque andati sul palco, ma abbiamo dovuto togliere alcuni pezzi per ovvie ragioni tecniche. Mi spiace per i fans, ma noi siamo stati altrettanto delusi perché volevamo suonare tutto quello che avevamo preparato. Spero che chi sia venuto al GOM soprattutto per vedere noi abbia capito che c’erano stati dei problemi. Ciò non toglie che è stata un grande happening, e che ci siamo divertiti.” Ho notato che siete un po’ tutti che vi occupate della musica e dei testi. Quindi c’è un grande equilibrio compositivo. E’ forse questo il motivo per il quale dopo sei album siete ancora qui insieme a suonare? Chi compone tra voi la maggior parte delle musiche? “Sì, è proprio come dici tu. La maggior parte delle musiche, comunque, è composta da me e da Pinnella, sebbene la situazione cambi leggermente da album ad album . In che cosa siete impegnati ultimamente? Che tipo di musica state ascoltando? “Personalmente ascolto molta roba diversa. Tuttora ascolto molti dei gruppi coi quali sono cresciuto, tipo Judas Priest o gli Scorpions di un tempo, ma mi dedico con attenzione anche alla musica classica prediligendo il possente Stravinsky oppure Wagner. Mi piace molta musica, e così credo sia anche per gli altri ragazzi del gruppo. Sono molto open-minded per quanto riguarda la musica, cerco di trarre la parte migliore da tutto ciò che ascolto.” In America avete lo stesso successo che riscontrate qui in Europa? Oppure la situazione è diversa? “No, in America la situazione è differente. Il metal che suoniamo noi è ancora alquanto underground qui. Non so bene da cosa dipenda; probabilmente il mercato è troppo saturo di hip-ho ppers o che so io, sebbene di recente stiamo avendo un po’ più di successo.” Ok, Michael, spero di rincontrarti qui in Italia al più presto! “Dovremmo essere ad Aprile in Italia, ci vediamo allora! Ciao!”

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