Marco D’Andrea: “Rock Opera”: intervista a Marco D’Andrea

Fra chi scrive e Marco D’Andrea c’è da anni un rapporto di stima reciproca e di fiducia; Ci siamo conosciuti nei primi anni 2000 grazie ai concerti organizzati da Bologna Rock City, in cui si esibivanoi anche i Planethard, all’epoca in uscita con il loro primo album. . Per questo, quando abbiamo saputo dell’uscita del suo nuovo album solista, “Rock Opera”, non abbiamo perso tempo e abbiamo voluto sapere tutto su questo nuovo progetto e su quanto Marco D’Andrea ha in programma per il futuro. 

Ciao Marco e ben ritrovato. È passato circa un anno da quando ci siamo sentiti l’ultima volta. Di che cosa ti sei occupato in questo periodo?

Ciao Anna, un abbraccio a te ed a tutto lo staff di Metallus!

Nonostante la pandemia sia purtroppo ancora presente e scandisca le nostre giornate, mi sono rimboccato le maniche e anche senza live, seminari, concerti, mi sono concentrato sulla mia attività di insegnante di musica, chitarra etc… e sulle produzioni artistiche; infatti oltre al mio album solista “Opera Rock“, giusto in questo periodo sono in uscita gli album di alcune band che seguo come produttore artistico:

NIna, giovane cantante solista, con voce graffiante di stampo Rock Moderno con inserti Elettronici (sto organizzando anche un live streaming del primo album, “Revenge“, in maggio presso il Nipa Music Village di Monza, in cui saranno presenti anche Diego DIdi Cavallotti, chitarrista dei Lacuna Coil, Masha Mysmane, cantante degli Exilia e Stefano Arrigoni e il sottoscritto dei Planethard, oltre ai fantastici musicisti che accompagnano Nina nel sul percorso); 

Freesass, band di matrice Punk-Pop e che live mettono davvero a ferro e fuoco il palco;

No Control, band dal sound viscerale legato al Punk-Rock, con passaggi quasi Hard-Core per i ritmi molto veloci.

Sono orgoglioso che il lavoro fatto con queste band in studio, finalmente stia dando i suoi frutti e che quindi tutti e tre si presentino al pubblico con il disco che mi vede appunto dietro alla produzione artistica.

Appena si riprenderà a suonare, ho intenzione di organizzare un concerto con queste tre band insieme. Anche loro hanno fame di palco, come me del resto, quindi non vediamo l’ora di poter riprendere l’attività dal vivo, perchè si inizia a far pesante la mancanza di musica nel mondo.

Tra l’altro stiamo ufficialmente ultimando le registrazione del nuovo album con i Planethard, che purtroppo con questa situazione ha subito ritardi poichè non viviamo tutti nella stessa regione. Abbiamo reclutato al basso Andrea Bovolenta, nostro roadie, e siamo contenti che si sia unito alla nostra famiglia, anche perchè e polistrumentista come lo sono io.

Come è nato il nuovo progetto di “Opera Rock”, come lo hai preparato, quanto tempo ha richiesto e di quali collaboratori ti sei avvalso eventualmente?

E’ partito tutto con il progetto Mameli Rock, durante il primo lockdown, in cui ho arrangiato in chiave moderna l’inno di Mameli e coinvolto molti miei colleghi ed amici musicisti, il cui scopo è raccogliere fondi destinati al Policlinico di Milano per combattere questa pandemia. Sono orgoglioso di questo progetto! Mi ha letteralmente dato l’incipit del nuovo album solista, infatti il secondo brano che ho arrangiato per sola chitarra elettrica (guardate il videoclip in rete) è la celebre aria “Nessun Dorma“,tratta dalla Turandot di G. Puccini, che ho deciso di arrangiare unicamente con chitarra elettrica, per poter far sentire la melodia in tutta la sua bellezza e senza nient’altro in aggiunta.

Poi, scelte le canzoni, sono partito con gli arrangiamenti e la produzione artistica come sono solito fare. Alcune composizione sono state più scorrevoli, altre più impegnative, come ad esempio “Al Chiaro Di Luna di Beethoven, brano al quale sono molto legato perchè cela tra le sue note una storia d’amore particolare tra Beethoven, appunto, e una giovane Contessina. Se dovessi farti vedere la partitura scritta di questo brano, vedresti letteralmente le note invadere la partitura…

Ringrazio RNC Music e Nico Spinosa ed il suo staff per aver creduto in me in questo progetto.

Ho reclutato alla batteria Jordi Tagliaferri, mio collega di conservatorio ed ottimo batterista, mentre il mix ed il mastering è stato curato da Matteo Magni presso il Magnitude Recording Studio, le grafiche a cura di Annalisa Forcella di ALF Project e la copertina è di Lorenzo Avanzi degli AVZ Studio.

In generale che sensazioni vorresti che restassero in un ascoltatore che si approcciasse a “Opera Rock”?

Vorrei che l’ascoltatore venisse letteralmente catapultato nel mio mondo musicale, dove faccio confluire in questo album, la mia passione per la musica classica e moderna. Ho voluto questo sodalizio per fare qualcosa di diverso rispetto al precedente album solista “Everything I Have To Say (RNC Music), e così ho fatto. Faccio musica perchè mi piace, vado a dormire con le note che mi frullano per la testa ed al mattino sono li ancora a farmi compagnia.

Che rapporto hai in generale con la musica classica e con l’opera? Quali sono i tuoi compositori preferiti e perché?

Ovviamente ascolto molta musica, poi in base agli stati d’animo, ascolto un tipo piuttosto che un altro. Quando ho bisogno di relax, metto nella playlist brani per chitarra classica, come Carulli, Carcassi, Aguado, Villa Lobos, Sor, Tàrrega che letteralmente adoro, tra i miei preferiti per chitarra classica.

Ascolto molto anche Debussy, mi trasporta in una dimensione di calma e relax ogni volta che lo ascolto, unico ed inimitabile. Adoro la carica di Beethoven, la classe e la semplicità, o meglio rendere dei passaggi complicati, semplici di Mozart. Paganini per la sua unicità e veramente tanti tanti altri ancora… penso sia importante per un bagaglio culturale e musicale, ascoltare non solamente la musica moderna, che volgere lo sguardo anche al passato, tutto è partito da li.

Non hai il timore che un album del genere possa essere considerato obsoleto o fuori dal tempo, soprattutto da parte dei più giovani, che magari hanno avuto un approccio diverso da quello che magari può avere avuto la nostra generazione alla musica classica?

Spero che in realtà sia un modo per far avvicinare i più giovani alla musica classica e moderna contemporaneamente. Non voglio parlare di cosa passano le radio e quindi non voglio essere polemico, ma reputo che il livello musicale, non solo in Italia, ma nel mondo, sia davvero sceso parecchio. Capisco anche che l’ascoltatore oggi ha voglia di musica semplice, diretta e cantabile, perchè la vita è sempre più difficile e complicata, ma se pensiamo al fatto che il bel canto italiano ha fatto breccia nei cuori di tutti in passato in tutti i teatri mondiali, oggi cosa resta?

Pensi che la musica classica e le storie delle grandi opere liriche possano ancora trasmettere un messaggio attuale al nostro tempo, e se sì, quale potrebbe essere?

Sicuramente come dicevo prima, hanno ancora molto da dire e molto da trasmettere. Mi piacerebbe che ci fosse una maggiore apertura nei Conservatori italiani, anche per la musica moderna, perchè la chitarra elettrica Rock Pop fa parte della cultura musicale odierna. Pochi conservatori lo hanno fatto, ma c’è bisogno di una maggiore apertura mentale, per far avvicinare anche i giovani alla musica, di qualsivoglia genere musicale.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Oltre a comporre e incidere album, ti occupi anche di produrre artisti emergenti. Hai novità sotto questo aspetto?

Sicuramente continuare a fare musica, insegnare, produrre, arrangiare e comporre. Mi piacerebbe anche imparare altri strumenti musicali, ma come dico sempre, ci sono molte note da suonare e purtroppo sempre meno tempo per suonarle.

Venite a trovami sui miei canali:

www.marcodandrea.it

https://www.facebook.com/marco.dandy.dandrea

https://www.facebook.com/marcodandreaband

https://www.instagram.com/marcodandydandrea/

https://www.youtube.com/user/polymar811

Per quanto riguarda gli artisti emergenti, rimando alla prima domanda, sto iniziando altre collaborazioni musicali con giovani artisti, nonostante le mille difficoltà legate alla pandemia, perchè far dei piani per poter registrare o trovarsi in sala prove ad arrangiare i brani insieme e poi purtroppo il tutto salta perchè si sono maggiori restrizioni… Spero davvero che questo periodo passi il prima possibile e che il genere umano, ne esca migliorato, abbiamo tutti bisogno di vivere in un mondo migliore.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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