Liv Kristine: “Vervain” – Intervista all’artista

Carismatica e sempre col sorriso sulle labbra, la bella Liv Kristine è tuttora considerata una delle icone più rappresentative e di maggior successo del panorama metal al femminile. A distanza di due anni dalla precedente release, la bella sirena norvegese torna quest’anno con “Vervain“, album che in parte omaggia le proprie origini e i tempi d’oro della cantante con gli ormai sepolti Theatre Of Tragedy.

Fotografia a cura di Stefan Heilemann

Prima di tutto, congratulazioni per le Sirens (affronteremo l’argomento tra qualche domanda). Hai recentemente terminato la prima tranch del tour. Ti andrebbe di dirci come è andata finora? Che tipo di reazioni avete ricevuto tu e le altre ragazze?

Grazie mille, mi sento sollevata! Sono tornata da poco a casa dopo la prima tranche del tour delle Sirens ed, inoltre, ho appena festeggiato l’anniversario dei Leaves’Eyes al MFVF, in Belgio. Sono molto contenta che sia il tour, che questo grandissimo show siano andati bene. Ora credo che un po’ di riposo sia l’ideale… ma prima mi voglio godere una tazza di tè e vorrei avere questa conversazione con te!

Grazie! Vorrei ora concentrarmi su “Vervain”, il tuo nuovo album. Qual è il significato di un titolo simile?

Innanzitutto, posso dirti che il nome si riferisce ad una pianta sacra con i petali viola o bianchi e con queste punte molto delicate. È spesso associato a qualcosa di divino e ad altre forze sovrannaturali. È anche conosciuta come “Le Lacrime di Isis” nell’antico Egitto ed è citato nel racconto breve di William Faulkner, “An Odour Of Verbena”. Nella vita reale, è quasi senza profumo. Ho scelto questo titolo perché vedo amore, che qui costituisce la linea rossa, il filo conduttore dei temi affrontati nell’album, come se fosse un sentimento divino, un potere. L’amore è divino e, come tale, ho voluto associarlo a questa pianta. Noi tutti sappiamo, però, che l’amore può essere meraviglioso, ma allo stesso tempo può ferirti. Mi piace girare la moneta e osservare il lato opposto dei sentimenti, gli avvenimenti e mi piace descrivere tutto questo nei miei testi. In secondo luogo, che a parer mio è interessante, questa pianta è vista come la debolezza più grande dei vampiri, perché può bruciarli tramite il contatto fisico: ad esempio, possono diventare febbricitanti e deboli. Sì, questo è quello che ti fa l’amore: brucia come il fuoco!

L’album rende omaggio ai Theatre Of Tragedy (infatti sembra molto ricordare “Aegis” e “Musique” in brani come “Love Decay”, “Lotus” e “Elucidation”). Quali sono le differenze maggiori rispetto ai tuoi precedenti lavori? Cosa ti ha spinta ad adottare la scelta di omaggiare le tue radici?

“Vervain” è il mio quinto album e lo vedo come un passo logico dopo “Libertine”, mentre “Enter My Religion” e “Skintight” si orientavano più verso sonorità new age/pop. Questo nuovo album è più cupo, più heavy ed è più basato sul doom rispetto al precedente album, che era sì più luminoso ma molto emozionante. Ho voluto sperimentare questo ritorno alle origini che, quindi, omaggia ed include il tempo passato con i Theatre Of Tragedy. Oltretutto, non dimenticare che, grazie ai miei genitori, son cresciuta ascoltando i Black Sabbath e Ozzy (a proposito, ho i genitori migliori del mondo). Questo album è gothic, doom, ha un sound killer e testi e melodie molto commoventi. Mi è piaciuto registrare le mie linee vocali, in quanto sono capace di usare interamente la mia estensione vocale, così come mi è piaciuto portare tutta la mia esperienza e i buoni momenti sotto una luce retrospettiva e creativa. Credo che pubblicare “Vervain”, arrivata a questo punto della mia carriera, sia fantastico! Penso che questo fosse il momento giusto per farlo, in quanto sto ascoltando ciò che il mio cuore e la mia testa sta suggerendo. Sono molto, molto contenta di questa release e credo che anche molti fan dei Theatre Of Tragedy lo saranno! Attualmente sto facendo molta promozione per questo disco, il che richiede molto lavoro, ma sono comunque molto grata di avere voi – fans e amici di tutto il mondo – al mio fianco e vi sono riconoscente per il vostro interesse!

È inutile dirti che io amo “Love Decay”, anche perché questo brano sembra ricordare l’epoca d’oro dei Theatre Of Tragedy, in particolare il periodo legato ad Aegis, forse complici le melodie gothic/doom e la partecipazione di Michelle Darkness. Cosa ci puoi dire a riguardo?

Sono contenta che ti piaccia! Sì, questo brano ha un sacco di ispirazione gotica! Dopo aver registrato le mie linee vocali, ho pensato che il partner perfetto per “Love Decay” fosse Michelle Darkness, un nostro caro vecchio amico! La sua voce è assolutamente incredibile e perfetta per questa canzone! Michelle rappresenta la combinazione più appropriata per questo pezzo – ha una voce così profonda, mi dà i brividi. È un mio caro amico ed, incredibilmente, è attraente ed è un gentleman! È sempre un piacere lavorare con lui. Credo che la sua band, gli End Of Green, sia eccellente. Riguardo al singolo, parla di una tragica storia d’amore – il discorso potrebbe riferirsi ad un amore tra due essere umani che non possono amarsi o che non riescono ad amarsi, oppure potrebbe riferirsi all’amore tra un essere umano e un vampiro: “Can we be lovers in the light?” – “Possiamo essere amanti alla luce del giorno?”. Ad ogni modo, io canto anche dell’istinto di sentirsi attratte da qualcuno e non puoi impedirlo, o far sì che questo accada, o ancora rinnegarlo. La canzone rappresenta l’album in un bel modo, sia sotto il profilo musicale, che sotto il punto di vista tematico.

Per promuovere l’album, hai persino realizzato un video per questo singolo…

Ho una buona notizia: il videoclip (prodotto da Alexander Krull e Rainer “ZIPP” Fränzen) è già online! Rimanete sintonizzati per avere maggiori notizie e per avere foto stupende! Spero che possa esserci l’occasione di proporre questo duetto in ambito live in futuro! È stato filmato in un cimitero di Stuttgart, ed inoltre, abbiamo fatto alcune riprese in un vecchio castello che si trova nei pressi di una foresta della Svevia (una regione della Germania). Abbiamo avuti due giorni di sole e le location erano perfette per la resa di quest’atmosfera molto gotica.

Cosa ci puoi dire in merito alla collaborazione di Doro Pesch nel brano “Stronghold Of Angels”?

È stato un sogno diventato realtà: Doro era ai Mastersound Studio per registrare questo duetto un po’ di tempo fa. Questo brano è veramente una di quelle powerballad che ti tolgono il respiro e già sapevo che Doro sarebbe stata la partner perfetta per questo pezzo. Alex e Doro si sono parlati al telefono, le abbiamo mandato questa ballad e alcuni giorni dopo si è presentata qui in studio! Ci siamo ritrovate a parlare di così tante cose… alla fine, durante il secondo giorno di permanenza, le abbiamo quasi fatto perdere il treno! Abbiamo lasciato lo studio andando ai 100 km/h lungo la foresta, mentre Doro teneva strette tutte le sue cose, ma alla fine ce l’abbiamo fatta! Dà sempre il meglio di se stessa! Ho avuto modo di lavorare con lei sia sul palcoscenico che in studio. È una persona molto diligente e dà tutto per i suoi fan. È meravigliosa, eccellente, una cantante incredibile… ed è anche una delle persone più cordiali che io abbia mai incontrato. Sia in qualità di cantante, che come persona, Doro Pesch è sicuramente un esempio per me. È fantastica, semplicemente meravigliosa. Abbiamo molto da imparare da una persona come lei, è l’artista più onesta (ed una  persona con i piedi per terra) che io conosca.

Citavo prima questo comeback artistico, ma in quest’album son presenti anche elementi “freschi”: parlo, ad esempio, del lavoro fatto da Thorsten Bauer, che ha curato le parti di chitarra (o perlomeno mi è sembrato di riconoscere il suo trademark). A cosa è stata dovuta la scelta di richiamarlo a bordo per questo lavoro?

Hai assolutamente ragione! La regola principale era quella di concentrarsi su un album, quindi una sola produzione. “Vervain” è stato composto dopo la release di “Symphonies Of The Night” dei Leaves Eyes. È sempre importante portare a termine una produzione prima di iniziarne una nuova. Io compogo e registro un album quando sono pronta per farlo. Avere il nostro studio di registrazione per noi è fondamentale, disponiamo di due sale di registrazione e di una sala prove, quindi questo significa che Alex, Tosso , io e qualsiasi altra persona che si trova in studio può lavorare alle proprie idee separatamente. Posso dirti che abbiamo impiegato quasi un anno per questo disco e il processo è stato parecchio agevolato. Tosso è stato il compositore principale e ha lavorato insieme ad Alex, che ha curato la produzione dell’album ai nostri Mastersound. Siamo una squadra fenomenale e sia Alex, che Tosso conoscono le mie abilità e i miei obiettivi. Hanno molto apprezzato la mia idea, quando ho spiegato loro cosa avessi in mente riguardo le composizioni, cercando di basarmi sui bei tempi andati! A volte credo che entrambi riescano a leggermi nel pensiero!

I dischi dei Midnattsol e dei Leaves’Eyes hanno una cosa in comune: entrambe le band affrontano spesso qualche argomento correlato alla mitologia norrena, alla cultura e agli eroi della vostra terra natale. Ne parlavo qualche tempo fa con tua sorella, Carmen, per cui vorrei avere anche una tua opinione: quanto è importante la tua cultura per te?

Il primo brano scritto in Norvegese per i Leaves’Eyes è stato “Norwegian Lovesong“, i suoi primi versi dicevano: “I grew up by the sea, I played under the sun“. Ho sempre amato la storia, soprattutto la parte riguardante i Vichinghi e la mitologia nordica. Il fatto di essere cresciuta in questa “oscurità norvegese” è probabilmente la ragione per la quale mi sono sempre sentita attratta sia dalla luce, sia dal buio. Ho sempre amato i contrasti, ad esempio nella musica amavo il contrasto tra il growl e la voce soprano, la combinazione del doom con queste melodie dolci, i Black Sabbath vs Edvard Grieg, o se vogliamo parlare della natura, apprezzavo l’innamorata o il momento in cui il sole continuava a splendere dietro le montagne ripide o lungo quegli 800 metri dei nostri fiordi. La differenza principale tra i Leaves’Eyes e la mia carriera solista risiede principalmente nelle nostre radici: ad esempio, i primi sono una metal band, fortemente influenzata dalla musica tradizionale scandinava e irlandese, ed inoltre quando si tratta dei testi o dei concept, parliamo spesso della mitologia Norrena e della storia vichinga. La mia attività solista è più basata sul presente, e album dopo album, spazio in più lidi musicali, come l’indie, il pop, il rock e il metal… Sono nata sapendo di possedere un cuore altamente creativo e una mente produttiva, per cui ho bisogno di sviluppare queste idee, di volare più in alto con la musica e, generalmente, con l’arte. Questo significa anche essere coinvolta in altri generi musicali differenti.

Riguardo a Carmen, so che hai preso parte all’album d’esordio della sua altra band, i Savn, in particular modo hai preso parte alla traccia “I Am Free”. Come è stato lavorare con tua sorella?

Le sono veramente riconoscente per aver cantato nell’album dei Savn. Adoro questo disco! È stato prodotto ai Mastersound Studio, di proprietà di Alex. Abbiamo ospitato la famiglia di Carmen e i membri della band per la maggior parte della scorsa estate! Che bei ricordi!

Ne parlavamo pocanzi all’inizio della nostra intervista. Tu fai parte delle Sirens. Ti andrebbe di accennarci qualcosa in più su questo progetto?

Sono stata fortunata ad aver incontrato Anneke al Masters Of Rock (in Repubblica Cieca) la scorsa estate. Abbiamo avuto un paio di minuti per poter chiacchierare tra una pausa e l’altra delle nostre performance. Ad ogni modo, ci siamo accordate per poter realizzare qualcosa insieme e fare anche un tour. Ci siamo messe a sorridere, pensando al fatto che noi – io, Kari e Anneke – fossimo le “originali”, le “fondatrici” di questo genere musicale nella prima metà degli anni ’90, infatti in quegli anni abbiamo format le nostre rispettive band: i Gathering, The 3rd and The Mortal e i Theatre Of Tragedy, appunto. L’obiettivo principale era quello di concentrarsi sulla voce soprano femminile, inserendola in questo contesto, il doom metal, diventato poi l’inizio di quello che noi oggi chiamiamo “voci femminili nel metal” o “gothic metal”. Significativamente, il fatto è che noi tre siamo tutte mamme e siamo altamente impegnate nella musica e nell’arte. Anneke mi aveva raccontato di essersi messa in contatto con Kari… e quello è stato l’inizio di questo nuovo progetto! Sono veramente entusiasta di poter condividere nuovamente il palco con le mie ragazze! La seconda tranche di questo tour inizierà a Dicembre, i nostri show sono pura magia. Abbiamo anche creato un’ottima setlist, che include molte canzoni delle nostre band precedenti; inoltre, ci esibiremo anche in pezzi di nostra appartenenza, delle nostre carriere soliste (io porterò in scena anche qualcosa di “Vervain”) e qualche brano targato The Sirens. I fan hanno aspettato anni per avere una cosa simile, tutte e tre sappiamo che l’esperienza deriva e arriva solo con tanto lavoro. Sono veramente orgogliosa di condividere il palco con Kari e Anneke.

Recentemente, ti sei esibita con le Sirens principalmente in Germania, Francia e Belgio. Ho avuto modo di vedere qualche video online e devo dire che la tua attuale performance di “Siren” dei Theater Of Tragedy mi ha lasciata basita! È stato fantastico! Pensi ci possa essere qualche possibilità di vederti in Italia? Molti fan Italiani se lo sono chiesto ultimamente.

Aaaaw ti ringrazio molto per i complimenti. Mi piacerebbe poter venire in Italia. Inoltre, sai che trascorro sempre una settimana al lago di Como ogni estate? È uno dei posti che più amo su questo pianeta! È divertente se ci pensi… 20 anni fa, ero la co-fondatrice di una delle prime band gothic metal ad avere la voce femminile nei primi anni ‘90, i Theater Of Tragedy,  e siamo stati i primi a sviluppare il concetto di “la bella e la bestia” all’interno della scena metal. Non avevamo idea del fatto che saremmo stati i primi rivoluzionari del panorama musicale norvegese! Eravamo buoni amici, che si erano addentrati nel metal, che si riunivano in sala prove cercando di essere creativi e cercando di combinare elementi contrastanti, come la mia voce angelica da soprano e il doom metal e il growl. Pensavamo  che poter combinare tutti questi elementi opposti fosse una grande idea. All’inizio, le persone con le quali ci frequentavamo e persino le nostre famiglie apprezzano moltissimo la nostra proposta musicale e la cosa ci ha sorpresi! Abbiamo registrato un demo scadente ad un prezzo basso nei pressi di Stavanger, Norvegia, e l’abbiamo spedito a dieci etichette (copiando le cassette e l’intarsio). Un paio di settimane più tardi, abbiamo firmato un contratto con la Massacre Records, abbiamo registrato il primo album in Svezia con Dan Swanö  e ci siamo imbarcati in un tour con i nostri amici Atrocity – il nostro primo show è andato sold out e c’erano 800 persone, quello è stato il mio primo concerto in assoluto… incredibile! Sono veramente orgogliosa di vedere che una manciata di band vanno alla grande e vadano dritti per questa strada, portando avanti questo genere musicale, mantenendo attivo questo concetto de “la bella e la bestia/ gothic metal”!

Un paio di mesi fa, ti sei esibita con i Leaves’Eyes per due date imperdibili (una a Brescia e l’altra al Pegorock). Qual è il ricordo più dolce o più grande che hai del pubblico italiano? Alcuni di loro, tra cui la sottoscritta, ti avevano portato anche regali e presenti…

Mi ricordo – sì, è stato assolutamente fantastico! I fan italiani come te (grazie di nuovo) sono incredibilmente calorosi! Non appena terminato il soundcheck al Pegorock, sono subito fuggita in uno dei tanti negozi di generi alimentari che si trovavano nei paraggi! Nonostante il locale fosse chiuso, il proprietario mi ha concesso di assaggiare tutto quello che volevo. Ho acquistato litri di olio d’oliva locale, una specie di spaghettini che ho apprezzato moltissimo, diversi tipi di pesto per Alex e chili di chicchi di caffè! Questo è uno dei quei ricordi che non si possono dimenticare… così come non ci si può dimenticare delle persone amichevoli e di un momento di pace per assaggiare quei sapori lussuriosi! Uno dei miei dipinti più importanti, “Frøya”, è stato appeso nella camera di uno/a dei nostri fans più cari nei pressi di Como… ed, inoltre, il mio dipinto è diventato un tatuaggio!

Quali saranno i tuoi progetti futuri?

Al momento, sono impegnata con la promozione dell’album. “Vervain” è uscito lo scorso weekend, poi intraprenderò un nuovo tour a Dicembre con The Sirens, come già accennavo prima. L’anno prossimo avrò più date con i Leaves’Eyes e con le Sirens, sia in Europa che altrove e al momento, stiamo già registrando il prossimo album dei Leaves’Eyes presso i Mastersound Studio.

Grazie mille per il tuo tempo, Liv! È stato bello poterti avere oggi qui con noi. Vorresti dire qualcosa per concludere questa bella chiacchierata? Spero, come tutti gli Italiani, di rivederti presto in Italia! Lykke til 🙂 Buona fortuna!

Tusen takk, grazie mille! Non vedo l’ora di ritornare in Italia. Bella ITALIA!

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