Steve Vai: Intervista

Piacevole scoprire come un grande artista del calibro di Steve Vai sia così disponibile ed interessato a parlare con me. Attraverso le sue parole riusciamo a capire perfettamente l’entità della nuova raccolta di musiche per film e che tipo di interesse può suscitare nel fan in cerca di materiale inedito. Dunque, Steve, cerca di farci capire come la composizione delle canzoni per i film può diversa da quella per le canzoni normali. Quanto è importante il film in se, l’ ambientazione, gli attori etc.? “Certo è molto diversa poiché devi considerare che la musica è secondaria e deve essere considerata come sottofondo e nasce come supporto del film e delle immagini. Come compositore devi adattare la musica alle immagini e sottolinearne le emozioni e i sentimenti. E’ quindi un lavoro complicato anche perché il regista del film può cambiare le tue composizioni e fondamentalmente bisogna imparare a lavorare con molte persone contemporaneamente. Ho notato che durante questo tipo di composizione si usa tutt’altra parte del cervello, dei muscoli particolari che normalmente non usiamo nella composizione della musica normale. Tra le altre cose quando si compone per il disco si ha una totale libertà e non c’è nessun direttore che entra nella stanza dove stai lavorando per approvare o tagliare il tuo lavoro. Tieni anche conto che non ci sarà una promozione on stage poiché questo deve essere considerato come un album di catalogo.” Presentami questo disco… cosa ti aspetti, come lo promuoverai, che significato ha per te e soprattutto come è nato. “Certo, in questo disco sono presenti tutti i lavori che ho svolto come compositore di musiche da film. Ho fatto molte musiche di questo tipo in passato e mi è sembrato positivo riassumere tutto ciò in un solo album in modo che le persone che mi seguono da tempo possono accedervi semplicemente e capire le differenze con le mie normali composizioni. Ci sono anche pezzi molto creativi, sia per chitarra, sia per orchestra. Infatti sono presenti anche canzoni tipicamente da film che non seguono la struttura tipica della canzone ma seguono quelle che sono le immagini del film.” Ora che hai una casa discografica tutta tua ti senti meno dipendente dal business musicale oppure hai sempre delle regole ben precise da rispettare? “Veramente io mi sono sempre sentito libero in qualità di artista poiché non ho mai avuto nessuno, per anni e anni, che mi dicesse quello che dovevo fare. Anche i produttori hanno pensato che dal momento che io creavo album di Steve Vai allora c’era gente che apprezzava la mia musica e quindi che c’era anche un mercato ed un business. Con la mia casa discografica ho bisogno di esplorare il mercato della musica più a fondo e sono a contatto con nuovi ed interessanti artisti. Questo disco è il primo sulla mia etichetta anche se non è un vero e proprio album dal momento che i diritti di molte di queste canzoni appartengono alle produzioni cinematografiche e non a me. Quindi non può essere definito un mio album ma solo una compilation. Come artista quindi non posso apparire sulla mia stessa etichetta.” Di cosa ti stai occupando ultimamente per la Favored Nation? Con quali criteri scegli gli artisti da mettere sotto contratto? “Ultimamente sto lavorando ad un progetto di suonatori totalmente acustici che risulterà sicuramente interessante a chi si interessa di musica non prettamente “pesante”. Per quanto riguarda i metodi di scelta… beh, mi arrivano tutti i giorni e da tutto il mondo cassette di chitarristi che purtroppo nella maggior parte dei casi non sono molto bravi. Ma molto spesso ci sono chitarristi acustici molto interessanti e proprio in questo caso ho selezionato i più bravi per unirli in un unico progetto. Sono tutti chitarristi eccezionali e quando li sentirai non crederai alle tue orecchie! Tra gli altri c’è anche un chitarrista italiano, Peppino D’ Agostino, di cui sentirai sicuramente parlare in futuro.” Tu sei indubbiamente un chitarrista polivalente ma quanto conta il metal nella tua formazione e nel tuo modo di suonare? “Guarda, di base sono un chitarrista rock perché mi piace la musica con tanta energia anche se ci sono influenze jazz e classica. Tuttavia non amo molto quella musica perché il mio cuore è votato alla musica dura! Nel metal ci sono alcune cose che trovo molto dinamiche. Nella mia musica il metal è sicuramente una componente importata anche se trovo limitativo inserirsi esclusivamente in un solo genere. Infatti se vedi molte band fondano il loro sound su un solo genere ma questo a me non piace poiché io amo il metal, il rock, il blues e devo trovare il modo di unire queste varie tipologie.” Una curiosità.. gli strani effetti, rumori, suoni che crei con la chitarra e che sono davvero una tua peculiarità sono frutto di uno studio a tavolino oppure ti vengono nell’immediato mentre suoni? “Oh certo! Qualche volta mi siedo e lascio andare la chitarra e se trovo qualche suono che mi piace comincio a lavorarci su e a svilupparlo all’ interno della canzone.” Delle tue innumerevoli collaborazioni quale ricordi con maggior piacere? “Ricordo con molto piacere quando suonai con Joel Jackson poiché la parte di chitarra che dovevo eseguire era molto difficile… mi sono divertito veramente molto ed è stato bello! Ma in generale ci sono stati momenti eccitanti con tutti quelli con cui ho lavorato. Sia ai tempi di Frank Zappa, sia con i Whitesnake. Il periodo più bello in assoluto però è stato quello del liceo poiché suonavo in una band veramente affiatata. Con quei ragazzi ci dormivo, ci mangiavo, e mi ubriacavo! Condividevo veramente tutto ed era un modo di concepire la musica totalmente diverso da come la considero ora.” Nella carriera di un musicista c’è sempre qualche momento di debacle.. Dopo tanti anni per te le emozioni sono le stesse oppure ci si abitua e non si provano più grandi emozioni quando si sale sul palco? “Ogni singolo momento in cui io sono sul palco lo vedo come un dono prezioso ed è una occasione veramente speciale per comunicare quello che ho dentro ad un gruppo di persone che sono li per te. Quando ho dei problemi personali non li trasmetto al pubblico pe rché sarebbe ingiusto.. Anche perché il live è la celebrazione della musica, ed è un momento sacro.” In qualità di artista a cosa stai lavorando ultimamente? “ Ultimamente c’è un progetto con l’orchestra sinfonica di Tokyo di un famoso compositore giapponese, Node Ayra. E’ musica fatta per chitarra elettrica e orchestra ed è intitolato “Fire Strings”. Sicuramente complicata ed interessante.”

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