L’Impero Delle Ombre: “I Compagni Di Baal” – Intervista a Giovanni “John” Cardellino

L’Impero delle Ombre torna dopo sette anni di silenzio con il magnifico “I Compagni Di Baal”, un concept album ispirato all’omonimo sceneggiato francese di fine anni sessanta. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il vocalist Giovanni “John” Cardellino per scoprire qualche particolare in più sul disco e sulla band.

Sono passati sette anni dall’omonimo debut a “I Compagni Di Baal”, cosa è successo all’Impero Delle Ombre in questo lungo periodo?

Ciao Andrea,diciamo che l’Impero in questo periodo ha covato nell’ombra! Abbiamo avuto, io e mio fratello Andrea ,diversi spostamenti di residenza lungo l’Italia che ci hanno portato via tutto questo tempo. Nel frattempo abbiamo con l’Impero fatto uscire uno split 7” coi Bud Tribe per Jolly Roger Records col pezzo “DR Franky”, poi partecipato ad una compilation metal internazionale della messicana Blower Records “Forged In Metal”,siamo comparsi su un saggio di rock e cultura horror “HORROR ROCK” di Lazzati/Vitolo, su un ricettario culinario “metal” dal Canada “HELLBENT FOR COOKING”, ispirato pure un romanzo vampiresco appena uscito “OMBRE NEL BUIO” di Annalucia Marcinò dove la band entra nelle vicende narrate; abbiamo partecipato al film horror/metal/grottesco “W ZAPPATORE” tra poco nelle sale…vi consiglio di andare a vederlo se vi capita!! Tra l’altro abbiamo formato due side-project i WITCHFIELD (doom psichedelico con Thomas Hand Chaste, Baka Bomb, Steve Sylvester, Clive Jones ed altri) che hanno esordito su Black Widow Rec e gli HOMO HERECTUS (stoner doom) usciti su split 7” per la NEW LM Records.”

 Se non erro “I Compagni Di Baal” è stato peraltro rimandato. Ci sono state difficoltà prima della sua pubblicazione?

Sì ci sono stati diversi intoppi logistici prima di entrare in studio di registrazione: prenotazioni saltate e cose del genere, poi una volta registrato molto alla svelta per la verità in meno di una settimana, abbiamo mandato le basi a Oleg Smirnoff in Toscana che ha impiegato circa dieci mesi a completare le sue parti di tastiera a causa di impegni di lavoro fuori sede e poi abbiamo dovuto ancora attendere il fitto calendario uscite della Black Widow Records, ma ora siamo qui!”

La nuova fatica è ispirata a uno sceneggiato omonimo di fine anni sessanta. Cosa vi ha colpito in questa storia tanto da dedicarle un concept? Quali altri film o anche opere letterarie vi vedrebbero pronti a un nuovo lavoro unito da un filo rosso?

Mi ha colpito molto lo sceneggiato visto che io sono un grande cultore di opere “antiche”, per noi era un connubio perfetto quello tra uno sceneggiato del mistero anni sessanta e musica hard prog darkeggiante, abbiamo cercato  di trasmettere lo stesso feeling! Di pellicole di culto Horror et simila ce ne sarebbero un’infinità, sceneggiati televisivi compresi, ma per ora basta con i concept, il prossimo sarà DOOM METAL OCCULTO senza filo tematico generale, non mi piace ripetermi, questo non ci impedisce di ritornare in futuro sul concept…bisogna che scocchi la scintilla!”   

E’ stato complicato far coincidere le vicende della storia alle canzoni proposte?

No assolutamente! è venuto fuori tutto, musica e testi, in modo spontaneo, eravamo molto ispirati all’epoca, io poi dopo aver visto e ben studiato lo sceneggiato ho focalizzato l’attenzione su alcuni personaggi ed atmosfere della narrazione ed è venuto fuori tutto da sé.”

 Quali personaggi vedi più vicini allo spirito della band e quali brani senti come i meglio riusciti?

No,mi risulta difficile scindere personaggi e momenti musicali dal contesto, ti confesso che sento questo lavoro come una sorta di unica suite che rappresenta l’essenza dell’Impero delle Ombre che interpreta l’opera originale…”

Credo che “I Compagni di Baal” evidenzi una serie di influenze notevoli e vaste. Ho trovato riferimenti molto chiari ai Black Sabbath ma anche una riproposizione del vecchio progressive italiano (cito il Segno del Comando) e della wave emiliana e fiorentina degli anni’80, oltre al metal “esoterico” di stampo Mercyful Fate. Tu come la vedi?

A parte la wave che non è un’influenza consapevole o volontaria (ma se la senti un motivo ci sarà) per il resto confermo le molteplici influenze. Ci sono molte influenze del prog italiano anni settanta, Biglietto Per L’Inferno, Balletto Di Bronzo, Metamorfosi, Le Orme il doom Italiano anni Ottanta dei mitici Death SS, Paul Chain, Run After To, Black Hole, The Black, Requiem e tanto altro hard rock ed heavy metal più doomeggiante!”

A questo proposito, quali band ascolti tuttora con piacere e tra le più recenti, quali ci consiglieresti?

Di quelle storiche te ne ho citate alcune sopra ma aggiungerei Angel Witch, Demon, Sarcofagus, Pagan Altar, Witchfinder General, Witchinde, Saint Vitus, Pentagram, Candlemass, ce n’è troppe!  Di più recenti in Italia, Doomraiser, Black Oath, Midryasi, Abysmal Grief, Temple of Pain, Graal ecc…ecc…”

Siete soltanto tu e Andrea i membri effettivi del gruppo? Chi ha suonato sull’album appare solo in veste di guest?

Esatto! Dopo la mitica formazione fiorentina dell’Impero con i fratelli Caroli nessuno è durato molto per i più svariati motivi, al punto che ho decretato l’Impero il mio progetto a vita e non un gruppo, con la fondamentale spalla di Andrea mio fratello e di un novero di amici musicisti che suonano di volta in volta in studio e live. Al momento ci sono Ilario Pirana alla seconda chitarra, Steve White al basso, Dario Petrelli alla batteria che già ha suonato sull’ultimo disco.”

A proposito dei vostri compagni di avventura, ho sottolineato l’ottima prova di Oleg Smirnoff alle tastiere. Come siete entrati in contatto con lui?

Sono un ottimo amico di Oleg dal periodo in cui vivevo a Firenze. Appena fuoriuscito dai Death SS gli proposi di unirsi all’Impero, ma pur apprezzando l’offerta dovette rifiutare per via di impegni di lavoro che lo hanno fatto chiudere con la musica. Quando è arrivata la mia richiesta di collaborazione per “Baal” tra mille impegni si è ritagliato il tempo di registrare per noi le parti di tastiera e noi siamo felicissimi di questo!”

“L’Impero Delle Ombre”: oscuro e progressivo. “I Compagni di Baal”: antico e metallico. Sei d’accordo con la mia affermazione?

Complimenti ,non potevi trovare aggettivi migliori!”

E a proposito di questo aggettivo “antico”, da amante e collezionista di vinili ti direi che “I Compagni Di Baal” renderebbe ancora di più su di un supporto a 33 giri. Sei d’accordo? Sarà mai disponibile in questo formato?

Certo che è uscito anche in versione vinile gatefold!! Anzi esistono solo 100 copie dell’edizione “ultra limited edition” in vinile rosso con gadget: mascherone di Baal e cartolina ed altre 400/500 in vinile nero! Tieni presente che BWR ha il pregio di pensare (da lungo tempo e in tempi non sospetti) soprattutto all’LP ! E questo lo adoriamo!!”

Nel 2008 registraste uno split con i Bud Tribe. Da dove arriva la collaborazione con una band piuttosto differente da voi da un punto di vista stilistico?

Come ti ho detto abbiamo vissuto a Firenze e siamo entrati nella tribù dei fratelli toscani dell’Heavy Metal, il circolo di amici musicisti e parenti dell’area toscana che comprendono Sabotage, Bud Tribe, Strana Officina, Shabby Trick e tanti altri, L’Impero delle Ombre compreso. Quando è venuto il momento di scegliere una band per il nostro primo split 7” per la Jolly Roger Rec. dell’altro mio amico modenese Antonio Keller, non ho avuto dubbi scegliendo la Bud Tribe!! Della differenza di genere ne sono abbastanza orgoglioso perchè riflette una concezione del metal molto anni ‘80 dove ognuno aveva  il proprio stile e non ci si scannava nè ci si omologava (come dire, dai Negazione ai Crying Steel!)!  E chiaro che loro (i Bud Tribe) sono i maestri e col loro pezzo ci hanno fracassato, ma tu pensa chi compra uno split per un gruppo si ascolta anche un altro genere e lo apprezza,che ficata!”

Riuscite a proporvi spesso dal vivo? Non pensi che “I Compagni Di Baal” potrebbe essere proposto nella sua interezza magari con l’intervento di alcuni attori?

Certo sarebbe davvero un gran bello spettacolo! Che tra l’altro ci è stato già proposto il live con l’aggiunta di attori teatrali…ma avrebbe dei costi proibitivi e ricordati che siamo in Italia! Se fai le solite cover band del cazzo suoni due volte a settimana e sei profumatamente pagato, se fai musica tua originale, magari apprezzata all’estero malgrado canti in italiano, non ti s’incula nessuno o meglio se sei al centro/nord italia suonicchi a gratis o per pochi euro, ma almeno ti togli qualche soddisfazione! Comunque il 13 maggio siamo al club “I SOTTERRANEI” a Copertino, Lecce, per presentare il disco live e per il prossimo anno siamo stati contattati per un grosso festiva perchè c’è la possibilta’ di suonare al Malta Doom Festival speriamo di riuscire ad andarci, quest’anno ci sono i Pagan Altar!!!”

Non ultimo, vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Che dire, intanto grazie per lo spazio Andrea! Grazie a Metallus.it e a tutti i lettori..e mi raccomando sostenete le realtà metal italiane, sostenete l’Underground formato da etichette e bands che danno il culo e l’anima per questa musica ma ancor più per questo modo di vivere!!  LONG LIVE CEMETERY ROCK!!  JOHN”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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