Rise Above: Intervista a Lee Dorrian

Il mondo della musica heavy è tempestato di piccole etichette indipendenti, molte capitanate da veri talent-scout del mondo underground, a volte promotrici di band davvero valide e originali. Alcune volte i produttori esecutivi di queste label sono musicisti famosi che negli anni ’80 e ’90 hanno avuto grande seguito e che hanno deciso di ‘espandere’ i loro interessi anche verso direzioni di produzione e scoperta di nuovi talenti musicali, attraverso un processo di crescita e maturazione personale e professionale che certamente non sarebbe avvenuto restando nella realtà comunque ‘limitata’ della band. Di queste label forse la più significativa e di maggior successo, anche se si sta parlando di underground, è la Rise Above. Noi vi proponiamo un report sulla storia, la nascita e le band di un’etichetta indipendente, un’idea di Lee Dorrian per promuovere nuove realtà musicali. In una non lunghissima ma esauriente intervista, in maniera molto professionale e ‘onesta’, Lee ci descrive i molti aspetti che circondano la vita di un musicista impegnato in più band e, soprattutto, di un produttore coinvolto sempre di più dagli aspetti produttivi e promozionali di nuove band. Di solito nel raccontare una storia si comincia dall’inizio, e questa volta non possiamo infrangere questa regola…anche se non abbiamo potuto partire dagli early days della carriera di Mr. Dorrian, non sarebbe bastato lo spazio…

“L’idea di creare una mia label indipendente venne nel 1988. Ero ormai già molto coinvolto nella scena punk/hardcore underground, promuovendo spettacoli, mettendo su una mia rivista, etc, e ho guardato attentamente come le altre label, Earache, C.O.R., Peaceville, erano state create e come stavano venendo su. In quel periodo ero disoccupato, anche se militavo nei Napalm Death, che in Inghilterra riscuotevano già un discreto successo (ma comunque soldi non se ne vedevano…). Avevo davvero un gran bisogno di crearmi un’occupazione, di uscire dallo stato di disoccupazione anche perchè a breve avrebbero iniziato ad arrivarmi addosso troppe richieste…Poi in quel periodo il nuovo governo iniziò uno speciale schema politico/economico che avvantaggiava chi si metteva in affari in proprio, stimolando il new-small-business. E per il primo anno di nuova attività lo Stato ti dava anche un incentivo iniziale! Questo per me è stato davvero grandioso in quanto sono riuscito a mettere da parte un po’ di soldi per sopravvivere ed uscire dallo stato in cui ero; inoltre potevo finalmente iniziare il mio progetto per la label. La prima release fu un live 7” dei Napalm Death, la cui produzione e registrazione non costarono assolutamente nulla…La seconda invece, permessa grazie ai ricavi delle vendite del live dei Napalm, fu un 7” di una band hardcore giapponese, i S.O.B., e andò molto forte ai tempi!”

All’inizio degli anni ’90 però Lee avviò un suo secondo progetto, i Cathedral, destinati a diventare una macchina di grande importanza per la Earache, forse, insieme con i Napalm Death e i Carcass, la più importante dell’etichetta. Ma all’inizio le due realtà convivevano sotto lo stesso tetto, infatti i primi due album dei Cathedral, In Memorium e Forest Of Equilibrium, uscirono sotto la Rise Above. Ci furono delle difficoltà di gestione…

“La nascita della label precede di due anni la nascita della band. Ho poi voluto dividere i due progetti Cathedral e Rise Above passando la band alla Earache per poter meglio gestire la label. Non avrei potuto arrivare ad oggi con entrambe le realtà gestite da me personalmente, sarebbe stato troppo impegnativo e non avrebbe fatto bene a me tantomeno alla band e alla label. Mi piace mettere tutto me stesso sia nei Cathedral che nell’etichetta e per fare ciò è stata necessaria la separazione, e ora riesco a stare dietro molto meglio a tutt’e due!”

Certamente non ci si aspettava degli ostacoli ingombranti all’inizio della carriera di produttore. Anche perchè il progetto Cathedral cominciava ad avere delle pretese di tutto rispetto…

“All’inizio non pensai ci fossero grandi difficoltà, anzi, non presi proprio in considerazione gli eventuali ostacoli di percorso. Avevo creato la label per gestirla con l’intento di dare una grande distribuzione e contratti molto semplici da stipulare. Poi divenne più difficile stare dietro a tutto, anche perchè io volevo promuovere un sacco di nuove band che mi piacevano, ma continuavo ad andare in tour molto intensamente con i Cathedral e quando ero a casa non avevo molto tempo per seguire anche la label. Ma, comunque, ora non è più un problema perchè ci sono diverse persone che collaborano con me e siamo più tranquilli.”

Riguardo agli aspetti più ‘commerciali’, teoricamente qualsiasi band potrebbe avere il privilegio di essere prodotta dalla Rise Above, perchè l’etichetta non è incline a dover rispettare delle regole che stanno a guardare stile musicale o altro…

“Non abbiamo regole precise, a parte il fatto che la musica proposta debba piacerci! Se non siamo davvero ‘presi’ dalla musica, allora lasciamo stare, perchè allora l’esercizio perde il punto focale.”

Infatti le band prodotte dalla Rise Above sono numerose e piuttosto diverse tra loro: Goatsnake, Sally, i canadesi sHeavy, le newyorkesi Bottom, Sunn O))), forse la band più estrema dell’etichetta. Electric Wizard è una vecchia presenza e una delle prime band prodotte dalla Rise Above, così come Orange Goblin fin dalla prima apparizione con ‘ Frequencies From Planet Ten’ fino all’odierno quarto lavoro ‘ Coup De Grace’…molte band, molto diverse tra loro ma quasi tutti conoscenti o amici di amici…

“Molte delle band che produciamo o con cui lavoriamo li conosciamo di persona, o tramite amici, e di solito diventiamo molto familiari con essi e i loro lavori. L’etichetta iniziò come hardcore label, poi, nei primi anni ’90, abbiamo volto lo sguardo verso le band con una matrice più doom. Quando il doom ha iniziato a diventare un po’ più ‘popolare’ è avvenuto il cambiamento, cioè quando le band hanno introdotto le influenze seventies nella loro musica, che poi è diventato ciò che i media ora chiamano ‘stoner’. Noi, come label, non abbiamo mai abbracciato del tutto il termine ‘stoner’. Siamo più catturati invece dall’evoluzione della musica.”

Se infatti si vanno a guardare le produzioni a cavallo tra gli anni ‘ 80/’90 si nota il netto cambiamento, dai Napalm e i S.O.B. agli Electric Wizard e Orange Goblin ad esempio. E il seguire questa evoluzione, la crescita di band dissimili e dell’etichetta, vedere i frutti alla fine valgono la tanta fatica spesa, deve essere una gran soddisfazione, come anche la realizzazione definitiva del progetto Cathedral.

“Tutte e due le occupazioni mi danno un gran numero di enormi soddisfazioni! Essere il produttore esecutivo di una etichetta può essere davvero duro, faticoso a volte, ma dà una ricompensa in soddisfazione molto alta! Mi emoziono ancora parecchio quando un disco di cui ho seguito la totale evoluzione dalla prima uscita del demo al risultato finale esce sul mercato. Lo trovo ancora molto eccitante!”

Siamo comunque d’accordo, quindi, nel definire la Rise Above come l’ ultima vera etichetta indipendente di musica stoner/doom?

“Lo prendo sinceramente come un gran bel complimento! Anche se, comunque, non ho mai voluto che il termine sia così ristretto. Mi piace considerare molti aspetti diversi della musica. Per il futuro non saprei dare indicazioni, chi sa dove ci porterà l’evoluzione della musica? Lo vedo come un termine a scadenza molto lunga…”

Lasciando per un momento da parte gioie e dolori dell’essere l’ executive producer di molte band e passando invece a discutere dell’altro grande progetto…i Cathedral. Alla fine sono dodici intensi anni di sempre buone release, a volte ottime, come i lavori intermedi ‘The Ethereal Mirror’ e ‘Carnival Bizarre’ eppure resta una formazione di nicchia, musica per pochi che riescono a comprenderla e ad accettare le sue ‘stranezze’. Non si riesce ad identificare la band in alcuna realtà musicale…

“Cathedral è sempre stata una band istintiva e noi abbiamo sempre voluto essere noi stessi. Qualsiasi cosa abbiamo voluto registrare è sempre stato ciò che al momento sentivamo di dover fare, erano le nostre sensazioni del momento. Io penso che nel metal ci sia una mentalità un po’ gretta, limitata, e probabilmente noi abbiamo confuso un sacco di gente con la nostra musica attraverso gli anni! Comunque, di base, il nostro principale intento è uno solo: essere in nessun modo prevedibili!”

Questi impegni alla fine occupano sempre gran parte del tempo privato e personale…ma quali siano i risultati che se ne traggono, sia per quanto riguarda i Cathedral che la Rise Above, si possono benissimo immaginare.

“La più grande soddisfazione è che tutta la fatica che ci metti, nella band o in qualsiasi altro progetto, alla fine, ti dia del valore aggiunto, dei risultati di cui andare fiero. Essere in una band come i Cathedral a volte può essere davvero oneroso, e capita che i tuoi rapporti personali e le tue finanze ne risentano. Alla fine però devi realizzare che è questa la tua vita e che se non lo accetti, non ci sono soluzioni! Di sacrifici se ne fanno molti quando si è in una band avviata ma tu devi sempre voler fare questo al di sopra di ogni altra cosa. Il giorno che la voglia di fare se ne va, sarà probabilmente il giorno in cui smetterai definitivamente…e io ancora adoro questa vita! Per me è ancora bellissimo il momento in cui un disco viene completato, le canzoni vengono accolte e riesci a girare il mondo e poterle suonare dal vivo davanti ad una platea di persone che apprezzano il tuo lavoro e quello che ho sempre voluto è che la gente accetti e accolga le nostre canzoni in qualsiasi modo voglia, tutto qui!”

I Cathedral sono anche famosi (nella loro ristretta cerchia di adoratori…) per i disegni delle loro copertine, eteree, mistiche, a volte quasi soprannaturali, descrivendo graficamente mondi diversi e paralleli, o simbologie particolari, come l’artwork del CD ‘Soul Sacrifice’.

“E’ una illustrazione presa dal “Libro Di Giada”, un libro di poemi malinconici ispirati da atmosfere oppiacee del mio poeta preferito, Paul Barnitz, morto agli inizi del XX Secolo.”

E negli anni i Cathedral si sono affezionati ad un pittore (perchè il loro deisgner è soprattutto un pittore professionista) che riprende lo stile del grande artista originario del Paese oggi meglio conosciuto come le ‘netherlands’, i Paesi Bassi, Hieronymus Bosch, al secolo Jerome van Aken (1450-1516), inventore della pittura ‘bizzarra’, con ambientazioni eteree e surreali, soggetti religiosi e non, e sempre molto perseguitato dalla Chiesa per i suoi quadri, famoso il ‘Trittico dell’Inferno e del Paradiso’. Dave Patchett è ancora all’opera quindi…

“Sì è ancora Dave Patchett che disegna le nostre copertine e ora si sta occupando della grafica per il nostro 7° album che uscirà a breve. Vidi per la prima volta delle sue opere molti anni fa e fui meravigliato ed estasiato dall’esotericità dei suoi soggetti. Molto Bosch et similia!”

Dai vari artwork si deduce quali siano gli argomenti che vengono presi in considerazione dai Cathedral nei loro testi. Riguardo ad una canzone però l’autore di questa intervista ha un dubbio, Sea Serpent ha un testo mistico o no?!

“La vita in generale, la realtà, il surreale, amore e odio, religione, tutto ciò ha effetto sui lavori dei Cathedral. Sea Serpent, in contrasto a quanto possa apparire dal testo, non ha collegamenti con il mistico, ma semplicemente tratta della dipendenza da alcol nella vita di alcune persone.”

Per quanto riguarda la produzione e l’uscita del recente DVD ‘Our Gods Has Landed’, è una sorta di testimonianza sulla storia dei Cathedral e una certezza sul fatto che sono ancora tra noi. Il DVD segue la band sin dai primi passi, dal loro primo video che fu ‘Ebony Tears’ per arrivare fino al 1999 con il video di ‘Stained Glass Horizon’. In più troviamo una bonus video track di ‘Black Sunday’, che riprende la band in vari momenti, live on stage e vita di tutti i giorni, studio, viaggi, trasferimenti, un po’ un modo per conoscere una band underground più da vicino.

“Credo che la Earache avesse a disposizione molto materiale promozionale e che abbia voluto mettere tutto insieme per documentare la storia dei Cathedral. Alcuni video non sono un granchè, ad essere onesti, però devono essere resi disponibili per le persone che li vogliono vedere!”

E’ stato nominato ‘Stained Glass Horizon’, dall’album ‘Supernatural Birth Machine’. In questo album si trovano tracce di una favolosa opera cinematografica degli anni ‘60/’70, il ‘Pianeta Delle Scimmie’. La canzone che più esplicitamente fa vedere le sue origini è certamente ‘Urko’s Conquest’.

“Sono stato un fan sfegatato del “Pianeta Delle Scimmie” sin da bambino e ho sempre voluto scriverci una canzone su. Mi ha sempre affascinato questo ruolo in cui la realtà viene ribaltata e sono gli animali a prendere il controllo sugli umani. L’uomo per troppo tempo ha sfruttato il regno animale solo per il guadagno, e ogni tanto farebbe bene ripensarci…Urko è il capo-gorilla della serie TV del “Pianeta Delle Scimmie”, quello che invece nel film originale era Aldo.”

Canzoni ‘strane’ e dai titoli piuttosto inavvicinabili alla comprensione…i Cathedral sembra che ci godano a scriverle…’ Hypnos164’ è uno dei tanti esempi che possono essere presi in considerazione.

“Hypnos è raffigurato come il dio del sogno. La canzone rappresenta un ‘viaggio’, l’illusione di un mondo in cui tutto e tutti siamo uguali e in pace.”

Mentre la magnus opus dei quattro di Coventry è sicuramente la più ermetica e introspettiva della loro carriera (e anche la più lunga con 28 minuti…), il testo resta un mistero, così come per il titolo…

“’The Voyage Of The Homeless Sapien’ è una spontanea visione di un viaggio trascendentale fatto da me tempo fa. Non sono state usate droghe per questo!?”

Dall’album ‘Endtyme’ è ormai passato un anno e mezzo, la band è tornata ad atmosfere più doom, ai suoni dei loro primi anni o quasi, mentre ora notizie certe confermano che il loro nuovo lavoro è ancora diverso, per la settima volta la Cattedrale cambia strada, e a quanto pare il disco è quasi ultimato, in fase di registrazione.

“Attualmente i Cathedral stanno lavorando sul 7° album, come anticipato poco fa, e sarà il primo ad essere prodotto dalla nuova etichetta Dream Catcher. Il titolo, per il momento, è ‘Songs Of Praise’ e alcuni titoli disponibili al momento sono ‘A Sorcerer’s Congregation’, ‘Phoenix Rising’, ‘Halo Of Fire’, ‘Iconoclast’, ‘Resisting The Ghost’, ‘Skullflower’, ‘The Weary Traveller’ e ‘Aphrodites Winter’. Il nuovo materiale non è doom a’ là ‘Endtyme’ ma un po’ più orecchiabile in alcuni punti, però ancora decisamente pesante e con un mix di suoni diversi. Entreremo negli Chapel Studios il 1° Luglio con il produttore Kit Woolven, che ha già prodotto con noi ‘Carnival Bizarre’ e ‘Supernatural Birth Machine’ (mmmmhh…già le premesse non sono niente male… – N.d.A.) . L’album è schedulato per uscire prima della fine dell’anno, quando inizieremo il nuovo tour.”

I Cathedral hanno lavorato con molte band e, soprattutto per la Rise Above, in contatto con molte di esse. Difficile fare una stima di quale sia la band più originale con cui abbiano lavorato, o quale sia la più ‘ forte’ on stage, o la preferita di Lee…

“E’ troppo difficile dire quale sia LA band con cui ho lavorato, anche se della label quelli che preferisco sono gli Electric Wizard…”

Per chi ha avuto la fortuna di assistere ad un concerto dei Cathedral non sono parole nuove, ma on stage i quattro Inglesi rendono al 110%, hanno un’ energia entusiasmante e vedere Lee Dorrian che si agita e fa le smorfie sul palco è un’esperienza davvero molto divertente, a volte esilarante, oltre che ‘potente’! Ed è spiegato in pochissime parole il perchè di tanta foga…

“Preferisco molto di più suonare dal vivo perchè ciò su cui hai lavorato duramente in studio, è lì che diventa reale!”

Tornando agli impegni lavorativi, il tempo libero a disposizione deve essere pressochè nullo, ma sappiamo bene che il soggetto dell’intervista ha una mente attiva come pochi altri nel mondo della musica e non ci sono momenti di inattività. Quindi forse dovremmo aspettarci, al di fuori della realtà Cathedral, altre sorprese…per esempio ‘Teeth Of Lions Rule The Divine’ non può morire qui, potrebbe anche avere un seguito, ma certamente non è detto, e quindi può anche essere che si tratti di un esperimento ‘una-tantum’…

“Nei weekend mi piace molto fare gare di speedway su pista (disciplina motociclistica nata in Europa negli anni ’70, esportata negli USA è divenuta dirt track e che, di nuovo tornata in Europa negli anni ’90, in Francia, si è trasformata in supermotard, moto da cross con sospensioni e ruote di moto da corsa modificate per l’utilizzo su piste di go kart… – N.d.A.). Il tempo libero che mi rimane adoro trasorrerlo con gli animali. Per quanto riguarda ’Teeth Of Lions’, è un progetto indefinito/infinito, nel senso che non si sa se proseguirà, ma non sappiamo nemmeno se lasciarlo fermo…non abbiamo progetti per il futuro, ciò non toglie che un domani non possa accadere qualcosa! Quando sentiamo lo stesso dolore, la stessa voglia, quel prurito che ti fa venire l’urgenza di fare qualcosa…stai certo che ci riuniremo per fare in modo di mettere in pratica le nostre idee!”

Riguardo al mondo odierno della musica, in generale, sia come produttore che come musicista e dopo tutti gli innumerevoli ascolti di altre band Lee deve essersi fatto delle idee ben precise…sicuramente non è una di quelle persone che apprezza tutto ciò che gli passa per le orecchie ed è in grado di dirci cosa non gli va giù della musica di oggi…

“Non sono molto sicuro di cosa pensare del mondo della musica, in generale, in questi giorni. Il più delle volte non mi smuove più di tanto, e altre volte mi confonde solamente. Veramente non ci sento molto cuore e sincerità nella musica di alta produzione che oggi viene commercializzata. Non mi interessa il rap o l’hip-hop, i riff metal ‘ tanto-per-fare’, e poi il nu-metal non mi fa proprio niente. Stesso discorso per lo stoner/doom di oggi: la maggior parte delle band sono diventate copie prevedibili, ma quelle che hanno iniziato il movimento resistono e vivranno ancora a lungo! Nuove band che si salvano sono Khanate e Sally, anche High On Fire è una grande band. Anche Bottom è molto forte! Penso che, per essere originali, devi mettere te stesso NELLA musica, c’è solo UNO di te, non ne essere spaventato e non dimenticarlo, sii orgoglioso di ciò che sei, mettilo nella musica e cerca di trarne il meglio!”

Come non essere d’accordo? Il problema sta anche altrove però…sul domani della musica underground ci sono buone prospettive, questo è chiaro ormai, ma sicuramente molte band che oggi escono grazie a contratti ‘semplificati’ per passione dei produttori nel dare a tutti la possibilità di farsi vedere, dovranno poi dimostrare il loro valore e la loro capacità di ‘fare’ musica, non un banale ‘copy & paste’…La Rise Above ultimamente è molto attiva, un vero fermento di nuove uscite discografiche, basta considerare le uscite del solo 2002 con Bottom, Orange Goblin, Teeth Of Lions Rule The Divine, The Last Drop, Electric Wizard, tutte nel giro di pochissimi mesi…inoltre siamo convinti che l’etichetta continuerà ancora per un bel po’ e cercherà di tenersi aggrappata all’unica definizione possibile, underground.

“Credo che il futuro della musica underground sia molto intenso e si svilupperà in modo incredibile. I musicisti ‘genuini’ sono stanchi di vedersi scimmiottati e copiati e combatteranno sempre di più per fare musica, distinguendosi e rendendosi sempre più originali! Abbiamo un po’ di buone uscite in questo periodo, tra cui sHeavy, Sally e un album in uscita da una band molto in gamba di New York chiamata Unearthly Trance più un po’ di sorprese speciali che però adesso non posso davvero rivelare e…sì, vogliamo tutti che queste band e la label stessa restino nell’underground ancora per mooolto tempo! Grazie per il supporto!”

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