Labyrinth: “Welcome To The Absurd Circus” – Intervista con Roberto Tiranti

A distanza di pochi giorni dall’uscita del nuovo album “Welcome To The Absurd Circus” abbiamo avuto il piacere di intervistare Roberto Tiranti, frontman del gruppo, che ci ha svelato moltissime curiosità riguardo al grande ritorno dei Labyrinth in studio con questo nuovo capolavoro.

Ciao Roberto e bentornato su Metallus.it. Siamo qui per parlare di “Welcome to the Absurd Circus”. Com’è nato il titolo del disco? A quale “Circo assurdo” vi riferite?

Ciao ragazzi di Metallus, è un piacere essere di nuovo quì a parlare con voi.

Il titolo dell’album è nato fondamentalmente dalla scrittura dell’omonimo brano “The Absurd Circus “,il cui testo si riferisce in modo esplicito e diretto all’assurda situazione che stiamo vivendo a causa del covid 19 che ha modificato in poco tempo il nostro modo di vivere in modo preoccupante e inaspettato. Mi ero illuso piamente che per via di questa pandemia forse avremmo potuto migliorare cercando di stringerci fra noi (metaforicamente) per cercare di sconfiggere il virus collaborando, invece ha tirato fuori il lato peggiore dell’essere umano e il titolo è rimasto quello in virtù del momento che stiamo vivendo.

A questo proposito Roberto ,volevo giusto chiederti in che modo questo evento ha influito nella stesura dei brani contenuti all’interno del disco?

Ha sicuramente influito moltissimo sulle nostre idee riguardo principalmente ai testi, frutto di riflessioni ispirate alla vita che stiamo conducendo in questi ultimi tempi, ma in modo implicito. Questo album non tratta volutamente di temi attuali per una qualche imposizione che ci siamo posti, ma le idee sono arrivate in modo del tutto naturale .Mi sono reso conto di aver scritto una serie di testi legati da una sorta di filo conduttore che rappresenta lo specchio della mia visione del mondo nell’ultimo anno.

Il precedente disco, “Architecture of God ”, ha segnato il vostro ritorno a sonorità che vi hanno reso celebri sul finire degli anni ’90. Considerando quella prova come un rodaggio dopo gli anni in cui siete stati lontani, possiamo ritenere “Welcome to the Absurd Circus” come esempio del vostro sound nel 2021?

Sì, possiamo assolutamente ritenerlo! Per quanto riguarda la storia dei Labyrinth , non esiste uno schema su cui ci basiamo per decidere che un album debba suonare in un certo modo, ma è semplicemente “successo” che ogni album indossasse un vestito diverso .“Welcome To The Absurd Circus” nasce da questo periodo storico e da chi siamo noi oggi, imput che tutti i dischi dei Labyrinth hanno sempre avuto. In “ Architecture of a God” sicuramente per quanto riguarda la musicalità del disco aver coinvolto un musicista di fama mondiale come Macaluso ha dato un imprinting che è stato in parte influenzato anche dal suo modo di suonare la batteria.

Ogni disco nasce da come ci sentiamo noi nel momento della sua stesura.

Dischi come “ Freeman” o “6 Days to Nowhere” sono stati concepiti in quel modo perché in quel momento quelli erano i Labyrinth. Oggi, paradossalmente, ci sentiamo piu vicini a sonorità che potrebbero sembrare piu affini ai nostri periodi storici di fine anni 90 inizio 2000.

In quale direzione si sta spingendo la vostra ricerca? Siete più orientati verso un ritorno alle origini (come traspare nella prima parte del nuovo disco) o siete indirizzati verso qualcosa di inedito per voi?

Come già ho anticipato nella risposta alla domanda precedente, noi di fatto non facciamo una ricerca premeditata. Mediamente funziona che Olaf e Cantarelli tirano giù i riff delle canzoni e quindi l’idea musicale sulla quale io elaboro la melodia e i testi. Questo è quello che è successo negli ultimi due dischi, mentre un tempo io mi occupavo solo delle melodie mentre Olaf anche dei testi nella maggior parte dei casi. L’unica volontà che in effetti abbiamo avuto in questo disco rispetto al precedente è stata quella di rendere il tutto piu diretto e immediato. Architecture of a God era volutamente più progressive ,questo lo è un pochino meno.

Per il resto abbiamo pensato solo a fare buona musica e tutto è venuto da sé.

Roberto, tu hai tante collaborazioni anche esterne alla musica Metal e ai Labyrinth. In che modo riesci a conciliare le tante esperienze musicali e in che modo queste ti hanno influenzato nel processo creativo di “Welcome to the Absurd Circus”?

Per me la cosa più rilevante nella musica è la musica stessa, non un genere.

I Labyrinth sono sicuramente uno dei progetti più importanti della quale faccio parte e sono felicissimo di quello che canto e di come lo canto all’interno di questo contesto. Parte del mio provino per i Labyrinth fù dato dal fatto che mi videro a Sanremo nel 1997 e sapevano che non avrebbero preso nel loro gruppo un cantante tipico del loro genere.

A livello di gruppi musicali attualmente ho i Mangala Vallis e i Wonderworld nati grazie a Ken Hensley con la quale noi Wonderworld suonammo nel progetto Ken Hensley & Wild Fire(Purtroppo a novembre lui è venuto a mancare).Ho altre situazioni che porto avanti parallelamente, come per esempio i doppiaggi cantati per la Disney, un progetto in genovese nato da pochissimo, l’insegnamento e altre svariate collaborazioni per quanto riguarda il lavoro in studio.Per me la musica dev’essere qualcosa di estremamente variegato e che non mi annoi mai, quindi non mi pongo limiti e continuo a avere sempre una grande curiosità nei confronti della musica che penso possa avere una certa qualità. Le cose che ho fatto in altri ambiti a volte sono venute utili per i Labyrinth e viceversa.

Quanto ti manca la dimensione dal vivo e in che modo promuoverete il nuovo disco?

Manca moltissimo a tutti. Le poche esibizioni dal vivo fatte l’anno scorso sono state vissute con grande gioia ma temo che ancora quest’anno non avremo molte possibilità per esibirci live. Speriamo che grazie alle vaccinazioni si possa tornare a far musica in giro per l’Italia e per il mondo il più presto possibile. Per quanto riguarda la promozione del disco le uniche cose che possiamo fare per il momento sono le interviste a distanza e la promozione via internet . Personalmente non sono molto amante dei concerti via streaming, lo dico sinceramente. Il concetto è sicuramente “meglio che niente” ma è fondamentalmente più bello e significativo suonare da vivo.

I testi contenuti all’interno di questo album, così attuali e ricchi di significato mi hanno colpita molto. Puoi spiegarci nel dettaglio il significato dei testi di Word’s Minefield e Den of Snakes?

Il tema di Words Minefield , letteralmente “campo minato di parole”, è incentrato sull’ ipocrisia sempre più dilagante legata al linguaggio dei giorni nostri, di cui abbiamo modificato moltissimi termini per non risultare scorretti o offensivi, ma allo stesso tempo le azioni sono rimaste invariate. Hanno cambiato il vocabolario ma il modo di comportarsi non è cambiato. Non possiamo dire certe cose ma ne facciamo di molte peggiori. Le ingiustizie sono all’ordine del giorno ma con termini più edulcorati e andrebbero abolite anche nei fatti. Insomma ,siamo tornati al medioevo dove continuiamo a bruciare le streghe in piazza ma con termini più appropriati. Abbiamo paura di ciò che diciamo ma non dei nostri gesti e questa per me è vera e propria ipocrisia.

Per quanto riguarda Den of Snakes il brano è stato ispirato dai social, “covo di vipere” dei tempi d’oggi, dove spesso molte persone sfogano la propria rabbia repressa in modo vigliacco dietro allo schermo di un computer, scrivendo le cose peggiori con una cattiveria impressionante .Ho conosciuto un individuo in particolare ultimamente molto noto per questo tipo di atteggiamento e non mi capacito di come la gente possa vivere la sua vita nella libidine di infangare gli altri senza alcun motivo.

I brani di “Welcome to the Absurd Circus” sono stati scritti tutti appoositamente per questo album, oppure ce ne sono alcuni che avevate in cantiere da tempo?

I brani sono tutti nati per essere inclusi in questo album eccetto Live Today, sul quale ho un’aneddoto molto particolare da raccontare:

è stato scritto nel 2010 da me, Olaf e Cantarelli e doveva essere incluso nel il successore di “ Return to Heaven Denied part 2” (quindi Architecture) , ma è stato letteralmente dimenticato in un cassetto. Un bel giorno Olaf lo ha ritrovato facendo pulizia in un hard disk, in modo totalmente inaspettato e così dato che il pezzo piaceva a tutti abbiamo deciso di utilizzarlo, anche se con un bel po’ di anni di ritardo, dandogli ovviamente una rinfrescata per renderlo più adatto ai giorni nostri.

C’è un brano del disco che ti stà particolarmente a cuore ?

Quando si scrive un disco ogni brano ha una sua storia.

Capisco che possa esserci un brano preferito, ma sono comunque tutti figli e pezzi di cuore.Se però devo scegliere un brano che a me piace particolarmente ,scelgo “ As Long As It Lasts “ (l’amore è eterno finchè dura) ,brano un pochino meno ”Labyrinth “,molto particolare musicalmente. Anche “A Reason To Survive” è un brano abbastanza anomalo. Come già anticipato, non decidiamo quasi mai nulla nel nostro processo creativo, ma in quel caso abbiamo deciso che l’imprinting della ballata doveva essere molto acustico e senza sbalzi elettrici. A questo proposito Oleg ha fatto un ottimo lavoro.

Ci tengo a citare il fatto che la squadra è davvero forte. Mazzucconi, Oleg, Olaf , Cantarelli e il nuovo batterista Mattia Peruzzi sono dei musicisti davvero stellari e ottime persone.

Sono molto contento di questo.

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