King Of Asgard: “…To North” – Intervista a Karl Beckmann

Una chiacchierata con Karl, chitarrista/voce e leader degli svedesi King Of Asgard, ci permette di sviscerare a fondo tutti i segreti del secondo album “…To North” ma ci dà anche la possibilità di parlare della band madre di Karl e Karsten (batteria), ossia i Mithotyn, da cui tutto è iniziato….

Karl (voce e chitarra), tu e Karsten (batteria)… siete stati insieme nei Mithotyn e ora con i King Of Asgard avete scritto il secondo capitolo di una band che sembra direttamente collegata con la prima. Che cosa è rimasto di “quel gruppo” nei King Of Asgard?

Karl Bechman: “Quando abbiamo iniziato con i King Asgard il pensiero è stato quello di riprendere da dove era finita con i Mithotyn, soprattutto da parte mia perché desideravo davvero ritornare alle mie radici.

Metà delle composizioni dei Mithotyn sono mie e per questo è evidente che ci sia un nesso nella nostra musica. Il tutto comunque è il risultato di un processo molto naturale e nulla è stato realizzato per cercare di avvicinarci a quel che facevano i Mithotyn. Credo che gli elementi della musica popolare siano presente in entrambe le band. Anche la mia voce forse è riconducibile ai Mithotyn perché mi occupo di tutti i cori, allora come oggi. La nostra passione per la mitologia norvegese, il folk ed il metal  è stata sempre presente nel passato così come sarà in futuro. Ci sono un sacco di somiglianze e non vogliamo nasconderlo. I King Of Asgard non sono però un secondo capitolo della nostra storia di musicisti ma un nuovo inizio carico di somiglianze con il passato e con lo stesso concetto di base.”

Nei Mythotyn rivestiva una grande importanza (soprattutto nei demo) l’elemento folk; mi sembra che nei King Of Asgard abbia invece più spazio il metal. Sei d’accordo?

“Bene… penso che nei King Of Asgard il folk abbia la stessa importanza che aveva nei Mithotyn se non di più… semplicemente viene presentato in modo differente. Siamo molto maturati dai tempi dei primi demo ed ora componiamo brani più matri con melodie di maggior peso. Ritengo che la nostra musica oggi suoni più autentica con più feeling. Forse è solo la mia impressione ma questo è ciò che penso. Adesso nella band abbiamo anche Jonas (Albrektsson, basso) che porta le sue idee, i suoi gusti ed il suo stile più contemporaneo. Questo è un altro elemento che ci differenzia dai Mithotyn. La nostra idea è di evolverci senza tralasciare la nostra vecchia passione.

Le parti metal dei King Of Asgard quindi sono decisamente più core rispetto a quelle dei Mithotyn dove comunque ai tempi io mi occupavo dei riff più metal mentre Stefan (chitarra – Mithotyn/Falconer) si occupava dei passaggi più tecnici e degli assoli. Le parti folk erano un nostro obiettivo comune allora come adesso.”

“To North” è davvero un album riuscito e continua il lavoro iniziato con il debutto “Fi’mbulvintr”; che differenze vi sono a tuo avviso fra le due release?

“Grazie! Beh, non abbiamo spezzato molti confini e di conseguenze non si riscontrano grandissime differenze rispetto al debutto; vogliamo proteggere le “antiche vie”!

Ciò che sta alla base dei King Of Asgard non è cambiato, sia dal punto di vista lirico che musicale ma il nuovo album è secondo me migliore rispetto al precedente “FI’mbulvintr”. Quando abbiamo iniziato a lavorare per “…To North” abbiamo semplicemente lasciato scorrere la nostra creatività senza porci particolari confini. Ci siamo mantenuti su alcune precise direttive mentre si componevano i brani, ossia costruire buone atmosfere, potenza ed aggressività facendo modo che questi elementi comparissero soli o miscelati nelle varie canzoni.

Secondo me la vera differenza per il debutto e “…To North” è proprio che ora abbiamo proposto brani migliori, composti meglio, realizzati con precisione e maggior maturità. Ad oggi siamo pienamente soddisfatti di quanto abbiamo registrato.”

Puoi illustrarci il significato dei testi delle canzoni di “…To North”? Come scrivete le liriche? Intendo dire… quali sono le vostre fonti di ispirazione?

“Per questa release abbiamo scritto in tre su quattro componenti della band. Di conseguenza anche lo stile delle singole track cambia a seconda dell’autore. In genere ovviamente le tematiche sono strettamente legate alla mitologia nordica, sulle saghe ed i miti proposti in una nuova versione più personale cercando di cogliere il messaggio profondo degli eventi narrati. In ogni caso i titoli delle canzoni sono chiarificatori circa il contenuto delle song.

La nostra fonte di ispirazione primaria è ovviamente l’Edda ed altri scritti similari. In alcuni asi però ci lasciamo trasportare dalla nostra immaginazione e le nostre esperienze inserendo il tutto in metafore colme di guerra, perdita, religione, battaglie, ecc.

Suggerisco ad ognuno di leggere i testi ed di interpretarli in modo personale anche perché noi non stiamo predicando nulla.”

So che su “…To North” avete suonato insieme a due ospiti; ci puoi parlare di queste collaborazioni?

“Certo! Abbiamo realizzato due canzoni con altrettanti ospiti perché per come stavano sviluppandosi i brani avevamo capito che poteva essere interessante inserire un contributo esterno alla band. Prima di tutto siamo molto soddisfatti degli assoli di chitarra in “Gap Of Ginnungs” che sono stati realizzati dal nostro amico Jimmy Hedlund (Falconer, ecc.) che è senz’altro uno dei migliori e più tecnici axemen di nostra conoscenza.

L’altra collaborazione è avvenuta per il brano “the Nine Worlds Burn”; questo caso si tratta di un brano con forti componenti folk ed abbiamo invitato come ospite Helene Blad che già aveva collaborato con noi su “Fi’mbulvintr”. Lei è un’altra nostra cara amica ed ha davvero molto talento. Ci piace molto collaborare con ospiti che siano prima di tutto anche nostri amici. Siamo circondati da grandi artisti, non ho dubbi a riguardo, siamo molto riconoscenti per il contributo che ci hanno fornito.”

Siete soddisfatti circa il lavoro realizzato dall’ingegnere del suono Andy Laroque? Il sound dell’album è davvero molto… dinamico.

Siamo assolutamente soddisfatti del lavoro svolto da Andy, nessun dubbio a riguardo. E’ la seconda volta che i King Of Asgard registrano ai Sonic Train studios con Andy non abbiamo mai nemmeno pensato di cambiare. La nostra relazione con Andy ed il suo studio diventa sempre più forte. Alcuni di noi lo conoscono da molti anni ed hanno anche realizzato e registrato della musica insieme ad inizio carriera.

E’ una persona in gamba, molto aperto ad ogni idea o proposta che avanziamo in fase di registrazione. Così visto che siamo molto vicini sia come amici che come suoi clienti il lavoro riesce sempre al meglio. Andy ci aiuta davvero molto a rendere reale il suono che vogliamo rendere reale nelle nostre release. Di conseguenza egli ha anche un certo ruolo nello sviluppare insieme a noi le dinamiche del sound delle canzoni ed inoltre ci mette a disposizione il meglio dell’equipaggiamento che puoi trovare per registrare degli ottimi album meta.”

Qual è il significato che nasconde l’artwork? Chi è l’autore?

“Il dipinto dell’artwork è stato realizzato da un altro nostro carissimo amico ossia Mattias Frisk. Ha realizzato un bellissimo dipinto ad olio non tanto comune ai nostri giorni; il lavoro è poi arricchito da un leggere ritocco in digitale. L’idea per il soggetto è partita da noi ma abbiamo lavorato insieme per svilupparlo al meglio nel dipinto che puoi vedere sulla copertina del CD.

Posso dirti che ci ispiramo molto ad un artista svedese che ammiriamo moltissimo, ossia John Bauer.

L’interpretazione del dipinto la lasciamo a chi lo vede. Infatti per questa release non volevamo presentare una cover fin troppo evidente. Così come il titolo “…To North” è abbastanza vago anche la copertina del CD va nella stessa direzione.

Un’altra informazione che mi sento di aggiungere è che Mattias ci ha anche aiutato con la realizzazione del logo della band ed inoltre anche lui è un musicista, infatti canta e suona la chitarra con con un death meta act svedese, i Vanhelgd!”

I cori del CD sono realizzati veramente bene e donano un tocco epico molto profondo… per esempio quello di “Up On The Mountain”; come avete lavorato per realizzarli in questo modo? Quante persone hanno cantato?

“Su quest’aspetto lavoriamo davvero con molta attenzione perchè vogliamo creare le giuste emozioni supportate da un tocco epico profondo. Con i cori vogliamo spesso sottolineare una particolare atmosfera che emerge dalle linee vocali del singer. Tutti i cori e le armonie delle voci sono realizzati da me e Karl con la collaborazione ed il consiglio di Andy in studio.”

Ci sono molte ottime song in “…To North”… personalmente adoro la strumentale finale, ossia la title-track che inizia con quel bellissimo intro di piano… davvero una canzone particolare… chi è l’autore del pezzo e perché avete deciso di chiudere l’album con questo strumentale?

“Posso dirti che abbiamo deciso il titolo dell’album molto tardi, quando praticamente avevamno quasi tutte le canzoni pronte… e c’era uno strumentale ancora senza titolo. “…To North” riflette il desiderio di raggiungere il mito del nord, il suo onore, il desiderio del nord. Per questo abbiamo deciso di dare questo titolo sia alla song, molto progressiva, ed anche all’album.

La song l’ho composta io ed in un secondo tempo abbiamo aggiungo l’outro colmo d’atmosfera che puoi ascoltare. L’ispirazione per l’intro di piano deriva da una delle nostre massime fonti di ispirazione, ossia Jan Johansson.”

La versione limitata in digipack di “…To North” presenta come bonus track una cover degli Isengard, ossia “Vinterskugge”. Perché avete scelto di coverizzare questo pezzo?

“Volevamo realizzare un tributo a questa grande band ed a questa bellissima canzone. Ci piaceva l’idea di misurarci con un classico del pagan black. Hail Gylve and Isengard!!”

Come pensate di promuovere l’album? Suonerete in molti festival? Avete in programma qualcosa anche in Italia?

“Intanto grazie per l’intervista; ringraziamo anche Metallus e tutti I suoi lettori ed i fan dei King Of Asgard! Per il momento non abbiamo ancora programmato il tour per l’album ma iamo in attesa di trovare le offerte valide e faremo il possibile per venire in Italia.

Tack och skål! /KoA!”

 

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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